Tick-tack

Mi rendo conto che ormai riesco a misurare il tempo che ci metto prima di sentire questa cosa, questa forma di malsana necessita’.

Un giorno o due di chat, e un paio di settimane o tre dal vivo.

Poco.

Non sono sicura di voler assecondare questa cazzata della mia testa. Non che al momento stia subendo nessun tipo di danni, ma mi rendo conto che guardando al futuro la cosa ha premesse gia’ viste.

Sono abbastanza sicura di non aver visto cose che non ci sono, ma al contempo percepisco nel target la stessa incertezza e pigrizia mentale che colpisce me quando penso che potremmo essere altro. Eppure sono convinta che non sarebbe male, e al contempo, mi rendo conto che non lo so. E allora cosa cavolo sto facendo?

La piu’ triste delle verita’: i sentimenti non bastano. Nascono da necessita’. Creano ossessioni riguardo alle necessita’. Ma e’ questo un modo adatto per risolvere le cose? Forse quello che piu’ e’ in grado di far muovere gli ingranaggi.

Ma non possono muoversi solo i miei. Voglio una chimera impalpabile che stia li’ e non rompa troppo il cazzo? Piuttosto che qualcosa che rischia di sminchiarsi in maniera cosi’ epica, preferisco il niente? Non credo.

Forse e’ solo l’amarezza della consapevolezza che io posso anche fare i salti mortali con avvitamento, ma la decisione non e’ mia.

Sul mio braccio ho una promessa vecchia di diversi anni, fatta a me stessa: Qualsiasi tipo di caos questa cosa avesse portato nella mia vita, io l’avrei affrontato e basta, perche’ ne vale la pena.

E sono convinta che ne valga la pena, penso di aver conosciuto una delle persone con cui vado piu’ d’accordo, e non soltanto perche’ ci frequentiamo “non abbastanza per starci sul cazzo”. L’intesa e’ una cosa che si capta subito.

Poi pero’ vedo questi miei comportamenti cosi’ poco “miei”, ed inizio a preoccuparmi. Voglio diventare piu’ forte, piu’ felice. Aiutera’, o sara’ un altro stupido punto debole? Dovrei allontanarmene, per evitare di infilarmi in una situazione che potrebbe precipitare?

Non lo so, non credo sia saggio ne’ fare quello ne’ restare cosi’. Mi rendo conto che se aspetto che questa cosa passi da sola, divento vecchia. Eppure ogni volta che mi guardo in giro, seppure con le migliori intenzioni, la piu’ sincera apertura…

Mi sento cosi’ aliena a questa gente. Sempre…

Non riesco a sentire l’impressione che qualcuno sia sulla mia lunghezza d’onda. E’ un problema lungo decenni.

Percio’ anche se si trattasse di starci senza nessun guadagno, meglio stare sulla mia lunghezza d’onda… con chi riesce a starci.

Con quella punta di rammarico perche’ probabilmente questo e’ quello che pensava di altra gente. Alberi, comparati con semi.

Posso essere anche io un albero, un albero nel giardino giusto pero’. Magari diverso, magari non proprio come quello selvatico che voleva, tutto sommato lui non e’ certo un albero perfetto. Magari cresco anche meglio, chi lo sa. Finche’ resto un seme, o malapena una piantina, non c’e’ vittoria, e ho come  idea che un po’ si voglia che resti cosi’.

Non e’ intellettualmente onesto comparare un seme con un albero, dopotutto. Io non l’ho fatto, o pure lui sarebbe stato cosi’ poco… Ma cosi’ poco rispetto a gente che non “ho”, o che non esiste piu’…

Ma penso che mi portero’ questa piccola amarezza addosso, cercando di farla scivolare via.

Chissa’, prima o poi se ne andra’.

 

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Ah ecco.

Ora ho capito come sara’ possibile che  io non andro’ a vivere in quella casa. Certo che le mie sensazioni paiono non sbagliarsi mai. Pazzesco.

Mi e’ stata fatta una simpatica minaccia sulla quale mi e’ stato chiesto di riflettere come se avessi un’effettiva scelta. Le beffe della vita sono abbastanza simpatiche a volte.

Per aiutarmi, mi rendo conto che la tiritera che ci si ripete in testa da non ho idea quanti, troppi anni, sia “per aiutarmi”, i signori genitori vogliono costringermi a finire in una clinica per obesi nella quale sarei basilarmente chiusa e “seguita” senza possibilita’ di avere una vita pseudonormale nel frattempo, accusandomi di non voler risolvere i miei problemi e tante altre belle cose che poi si sono prontamente rimangiati neanche 5 minuti dopo averle dette, ma so che pensano, ed e’ una cosa che non sta ne in cielo ne in terra.

I patti erano diversi, e io non mi sento aiutata, mi sento tradita.

I patti erano diversi non tanto perche’ ommioddio voglio scappare, i patti erano diversi perche’ io ho gia’ passato diversi anni in situazioni di reclusione lontani dai posti e dalle persone che amo. E in queste situazioni sono stata cosi’ tanto abbattuta che mi sono spenta. Qualsiasi sia il motivo, e qualsiasi siano le conseguenze se io non lo faccio, io non voglio ritornare in una situazione di quel tipo. Sola, seguita da sconosciuti e infilata insieme a sconosciuti di cui non me ne frega un cazzo perche’ sono fatta cosi’, non me ne frega un cazzo, io non duro molto prima di diventare un’ameba senza volonta’, senza impulsi e totalmente priva di gioia. Tantopiu’ in una situazione difficile da gestire, se non mi sento come se avessi a portata di mano le persone a cui tengo di piu’, e non della gente che non mi interessa come e perche’ e’ pagata per “aiutarmi”, sono semplicemente persa.

Per di piu’ ovviamente l’idea di non poter uscire da un posto per motivi che sono completamente privi di senso (“Eh ma poi hai tentazioni e ma poi non ti seguono 24/7”, a-ha? Perche’ appena uscita non ho tentazioni poi, no… “Eh ma cosi’ puoi concentrarti SOLO su questo” non ho nessuna intenzione di passare 3 mesi della mia vita – SE sono 3 mesi, ma poi figurati, ormai mi aspetto di tutto e non mi fido piu’ di niente – di SOLA merda senza nessun sollazzo, mi dispiace. E per sollazzo non intendo mangiare, che sia chiaro, ma chissenefrega, non e’ neanche lontanamente il punto.)

Se non altro perche’ ho passato GIA’ ABBASTANZA tempo della mia vita in isolamento in qualche paesino di merda, o lontana dalle persone a cui voglio bene, e il risultato e’ sempre stato lo stesso. E’ un risultato che non rivoglio nella mia vita.

Ero cosi’ CONTENTA, cosi’ contenta porco giuda, di essere di nuovo qui a Milano, di poter vedere Elena per ogni piccola emergenza, di poter vedere Diego quando meglio ci girava, di aver mantenuto un rapporto buono e spiritoso con Riccardo, di poter stare con le RARE, RARISSIME persone con cui io mi trovo bene al 100%, e non solo attraverso uno stracazzo di monitor, potendo effettivamente vivere qualcosa con loro, in un posto che e’ oggettivamente pieno di stimoli e bellissimo. Per molti e’ una cosa normale, per me non e’ normale, e’ una gioia fuori dal comune, che nella vita prima di adesso mi e’ capitata troppo raramente. Troppo raramente. Volevo assaporarmela, onestamente, un po’ di piu’ di due secondi prima di capire che sarei stata di nuovo allontanata da questo, per giunta completamente contro la mia volonta’. Per i “pochi mesi” che per una persona che soffre, e che altrove viene sottoposta ad ulteriori sofferenze, sono una strafottuta eternita’. Questa e’ una cosa che mi distrugge, e quello che mi distrugge di piu’ e’ che e’ anche per un motivo sul quale sarei stata dispostissima a lavorare, ma non cosi’. Non cosi’ cazzo. I patti non erano questi, questo e’ uno sgambetto infido, questo e’ un tradimento della mia fiducia. E *SCEMA* io a fidarmi che le cose potessero effettivamente andare una volta tanto come ero disposta ad affrontarle, non con qualche complicazione infame del cazzo nel nome del “mio bene”. Scema, non dovevo neanche pensarci.

“E’ l’unico modo” solo nelle teste bacate di chi e’ sempre stato fissato con sta storia senza capire cosa comporta realmente. Ma come al solito sono io che prendo cose sottogamba e non capisco cosa comportano le cose. Peccato che in questo caso specifico io fossi stata per esempio L’UNICA a capire e CREDERE realmente che tutto questo casino e’ nato da dei disagi fisici che semplicemente dei medici incompetenti e cazzoni NON hanno visto finche’ non e’ stato troppo tardi. Ma per spostare il focus da sta cazzo di fissa di infilarmi in qualche posto perche’ “il mio problema e’ quello” ho dovuto IO impuntarmi che non avrei fatto un plisse’ prima delle giuste indagini. E anche questa volta saro’ IO a dovermi impuntare perche’ le cose vengano affrontate in una maniera che non sia definibile come panico, essere rimasti a una versione di me che aveva 10 anni in meno, e irragionevolezza.

E poi la grande beffa. A cosa dovrei pensare adesso? Non riesco a convincermi che questo sia lavorare per me stessa cosi’, non e’ il metodo che ho scelto e non e’ un metodo che sceglierei MAI. E’ solo una tortura senza senso, una trappola, ed istintivamente sarei portata invece a dire “sapete che c’e’, sono stata ingenua.”, prendere tutto e sbatterlo da qualche parte, e dormire sotto un ponte.

Ma oh, la magia della sob story che c’e’ nelle loro teste su questa cosa e’ probabilmente la cosa piu’ agghiacciante di tutta questa situazione. Ci credono, che se non venissi rinchiusa in qualche posto “non ce la farei perche’ non ce la fa nessuno”. Come se non fosse possibile seguire una persona e dirle che fare se non la ricoveri. A sto punto arrivo a pensare che semplicemente non vogliano avermi fra i coglioni nel frattempo. Cosa che, per carita’, capisco, ma parliamone, non e’ che a me diverta, a sto punto vado a dormire da qualche altra parte…

Ma cosi’, chi ce la fa? Anche rinchiusa in qualche posto? Con questa cosa che la motivazione la sotterra sotto una VALANGA di amarezza con ritorni di amarezze passate?

Le condizioni sono quelle punto e basta? Benissimo, avete trovato il modo di non essere piu’ in difficolta’. Congratulazioni. Io non mi lascio infliggere sta cosa, non mi interessa cosa pensate che sia.

Non so in quale miracolo sperino perche’ questo mi risulti piu’ palatabile. Solo una persona che non sente particolarmente i legami con quello che vive potrebbe trovare accettabile l’allontanarsene per mesi, specialmente se l’ha appena appena ritrovato.

“Ah, sono libera, poi a settembre andiamo a parlare con la nutrizionista, forse per una volta le cose andranno ben—” “Ti propongo un carcere in cui non possono neanche portarti le arance per tot mesi. Oh ma, dimagrisci. Vedrai che poi magicamente si risolve tutto! E sono cosi’ scemo che ci spendo anche un sacco di soldi!”

Ambhe’! Guarda firmo subito!

Che poi “ti propongo” e’ scorretto, “Ti impongo”.

Ma neanche per idea.

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Self-Awareness Questions

1. Would you rate yourself as happy or unhappy? What has the greatest impact on your happiness?

I’d say I’m a content-to-happy person. Even tho I often rant about stuff, I don’t feel particularly unhappy, nor I really feel the luckiest person in the world. It’s a nice warm feeling spiked with some moments of pain, being uncertain about things, and being a lot annoyed by stupid stuff.

2. Are there any areas of your life where you feel you are out of control?

Love, love is out of control. I’m not very scared about it, I think that’s how it should be.

3. Do you prefer a tidy, organised environment or a chaotic, disorganised environment?

I prefer a tidy and organised enviroment that doesn’t feel like you never actually lived there. Some signs of the things you use most here and there will not hurt the general feeling of “tidyness” in my book. But yeah sometimes my enviroment gets chaotic as fuck, because I’m too distracted and lazy. Also, it seems the more unhappy and worried I am, the more I tend to leave stuff where it is, without ever cleaning up. I hate to see it tho.

4. Are you more attracted to something if you know it is forbidden?

Logically, no. A forbidden thing  is something you can not have, so why to even bother pursuing it? – But hey attraction is not a logic thing, so definitely yes. I think it’s a “nothing is forbidden to me” kind of arrogance.

5. Are you motivated, or demotivated, by competition?

Demotivated, it makes me want to quit whatever things we’re competing about. I never START competition, I hate it. I have a strong ideal of collaboration and I don’t want to lose my time doing something I really find disgraceful.

6. Are you a leader or a follower?

I don’t know how to decide things for people. It makes me anxious. I like to follow and stay in the shadows. Then again, most of times for obscure reasons, I get dragged in the leader position, and I mostly handle it well only if I work with efficience-oriented people. Socially, I am a harsh, honest but blunt disaster, I would need a diplomat to talk in my name.

7. Do you find it easier to do things for others than to do things for yourself?

Absolutely yes. It motivates me more, like it gives me the feeling I am actually being useful and loyal to the concept of life itself: leaving a mark in your surrounding, making some difference for someone else than you, living on into that difference forever.

8. Do you have clear boundaries or do people walk all over you?

I barely know you? Die in a corner, I won’t even notice, try to step on me and I will destroy you without even blinking an eye. You are a friend? Less boundaries. I love you? Sadly, even less boundaries, I generally reduce myself to an entity that dodges shots smiling and having way too much patience. So much patience that people tend to forget to respect me like they would respect a normal person, because, you know, I understand! But I’m learning to change that.

9. Are you a morning or a night person?

Night person. Definitely a night person.

10. Does being around people energise you or wear you out?

It wears me out like an entire day of hard work in a mining site. After a whole day of PEOPLE I end up so mentally exausted I can’t even think straight and I collapse wherever I sit.

11. Do you prefer to be in the spotlight or the background?

Background is where I roll, baby. Sometimes spotlight hits me, ad it leaves me there wondering “why?”, and “now what am I to do?”

12. If you could change one thing in your life, what would that one thing be?

Not so soon, I suppouse, but yeah, obviously there is something that I’d like to change. Many things had to change and we’re actively working on that. But, there is something that doesn’t depend on my actions only, and yeah. I wish it was a bit different. Not that it doesn’t work now, no, not THAT different, but, one little step different, maybe? But maybe I don’t know what I am wishing for. Too many “maybe”s.

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Sentori

Sono un po’ preoccupata onestamente, e vorrei che questa volta avessi torto. Non pretendo di dire che “conosco il futuro”, ma sicuramente quando ho un sentore, anche senza basi o senza senso, molto spesso (se non sempre) si rivela esatto.

E’ capitato con Chen, che sapevo sarebbe stato “il gatto di Riccardo” sin da quando abitava in casa di un’altra persona che non dava nessunissimo segno di volerlo dare via o di voler andare via da quella casa.

E’ capitato con la casa di Bologna, quando non ci sarebbe stata nessuna ragione al mondo ne’ nessun modo per trasferirsi a Bologna, sapevo che per un po’ sarebbe stata anche “casa mia”.

E’ capitato con questo anno, sapevo sarebbe stato uno dei piu’ caotici degli ultimi tempi, per tutti, e cosi’ e’ stato, e non e’ ancora finito.

Ho saputo immediatamente collocare due persone nello stesso range di aspirazioni senza neanche dover parlare con uno di essi piu’ di due minuti scarsi.

Ho capito al primo colpo con una persona che saremmo diventati amici abbastanza vicini, e questo avrebbe portato (quantomeno all’inizio) una grossa scia di problemi. Eppure non conoscevo, non frequentavo, e ho fatto di tutto per tenermene alla larga per anni, avendo imparato a fidarmi delle mie sensazioni.

E’ capitato con le decisioni che avrebbe a un certo punto preso una mia amicizia. E’ capitato un sacco di volte, c’e’ questo sentore che somiglia a una certezza davanti a una situazione, e quello mi assicura indiscutibilmente che la cosa andra’ in quel modo, prima o poi. Molto spesso mi domando come sarebbe mai possibile, eppure…

Fra i tanti sentori purtroppo ce n’e’ uno abbastanza fuori posto riguardo alla situazione attuale. Ci sono tantissimi modi in cui potrebbe accadere, e non me ne piacerebbe nemmeno uno. Se il progetto e’ quello di sistemare la mia vita in un posto mio con un introito che deriva dalla stanza e bla bla bla, perche’ ho avuto la sensazione che la cosa NON sarebbe successa nella maniera attualmente vista come ottimale? Cosa ancora puo’ andare storto, PERCHE’ soprattutto deve ancora andare storto qualcosa? O forse dritto, forse dritto, chissa’, potrebbe non essere una cosa peggiorativa, anche se non mi spiego come… Mi lascia solo un po’ di preoccupazione addosso. Ho imparato a fidarmi delle mie sensazioni, ma ho anche imparato che non ho nessun modo di prevedere in che senso quando e come accadra’ cio’ che mi hanno suggerito.

E per alcuni miei cari, vedo tanta muffa sotto il tappeto, e non saprei come evitargliela… Alcuni hanno proprio bisogno di schiantarsi contro qualcosa, forse probabilmente tutti, per smetterla, per capire a cosa li porta quello che credono di volere ora. E’ il valore dell’esperienza, e la sua crudelta’. Ma… Cio’ non toglie che spero riusciranno a tirare il freno prima di sfracellarsi, e semplicemente prendere un’altra strada.

Non e’ mai piacevole sfracellarsi.

La fine di questo terribile, ma necessario anno, cosa ci portera’ ancora? Spero solo che le decisioni che abbiamo preso tutti quanti dopo i vari scossoni siano sagge.

C’e’ qualcosa che non mi fa stare tranquilla, non capisco e penso che cerchero’ di evitare di pensarci.

 

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Lotsa Strawberry Singh SL memes

(Be patient for the italian introduction, hot season makes me lazy, english will resume in a few lines) Ormai sono un po’ vecchio e scrivo biografie incomplete quando mi gira bene, e FIUMI DI DEPRESSIONE DISAGIO E DISPREZZO reali quanto il caldo afoso che mi si appiccica addosso insieme all’aria di questa torbida Milano. E’ tanto che non scrivo piu’ di che succede su Second Life, principalmente perche’ per 2 anni buoni mi sono abituato al concetto che la mia vita fosse — altro. Niente di eccezionale, ma altro. Questo pero’ non mi impedisce di rispondere a qualche domanda di qualche vecchia meme, tutte piazzate in un post solo cosi’ se ve ne sciacquate i coglioni potete ignorare un singolo post, di quelle proposte da Strawberry Singh. Siccome le domande sono in inglese, per purissima pigrizia rispondero’ in inglese.

Meme instructions: Copy and paste the following statements and answers to your post, delete my answers and input your own. 

  1. Never have I ever had sex, in Second Life. – I have, and if the right person shows up, it can be a very interesting and deep experience. I’m not a “get naked and jump over the bed” kind of kinkster tho,  I prefer detailed text role play.
  2. Never have I ever visited a sex sim, in Second Life.I have, and I often am curious to see what can they invent and what kind of people hang out there. I don’t use sex sims in order to find a sex partner tho, because for SOME REASONS I know for sure they can be a very disappointing and boring experience. Or ask for cam, voice, pictures, oh fuck no. I don’t even use voice to TALK. An experience like the one most people can offer there could only be something like: “I’m bored, let’s mock some moron until they cum, I’m going to read some websites meanwhile”.
  3. Never have I ever been an escort or stripper, in Second Life.I have never, but if you’re willing to pay to have sex with me, I’m not stopping you!😄  I’ve been a dancer in my very first days, and one day a guy paid me 1000l$ just to sit on a poseball and grope the air (he didn’t sit, just took pictures, I still have a snapshot I took because it looked like I was licking the other poseball). It was weird as fuck.
  4. Never have I ever been in porn videos in Second Life. – I have never.
  5. Never have I ever done things that may be illegal in the real world, in Second Life. I have. Thanks to the endless curiosity of my aunt Ash, I actually tried some “drug” that gave you some scripted mouselook hallucinating effects. It was cool but, not so cool. Probably more cool for real drug users, I remember it had spiders, and I heard it’s accurate.
  6. Never have I ever created an ALT for secret activities, in Second Life.I have. Nothing that secret tho, one was just for some moments of peace, another one was an avatar I used for service reasons when I used to work in a sim. I still identify in my main avatar so much I really rarely use them at all.
  7. Never have I ever had a one night stand, in Second Life. I have, even if it’s something I generally never do, I’m universally curious, if someone seems interesting and asks the right way, I rarely refuse.
  8. Never have I ever been part of a roleplay community, in Second Life.I have never. I plan to try because I really love roleplay, but everything I saw until now was, for a reason or another, a bit discouraging. With a very nice exception, a steampunk victorian sim that looked A LOT detailed in both lore and roleplay system.
  9. Never have I ever discovered a new fetish, because of Second Life. – I have never. Every fetish I have, I already had it.
  10. Never have I ever done things in Second Life that I wouldn’t admit to my friends or family.I have never. It was all a very, very interesting introspective and observing experience, under every single point of view. So I’d share every moment I remember of it, with anyone who asks, no secrets (respecting other avatars’ privacy of course, no unnecessary details…), no shame.
1. If Linden Lab shut the door on Second Life, what do you think you might do to replace it, or the time you spend on it. Gaming, school, work, reading, other virtual world, etc?  – I’d replace it with boredom and sense of loneliness. Second Life is not something you can “replace”, as nothing really is unless you have a decently similar copy ready to be used. And no, I don’t care what kind of different virtual world you can try to whip out, none is ever even a bit SIMILAR to what Second Life can offer, at the moment. Boredom and sense of loneliness would probably lead me to gaming, trying to do something with my life for a bit more hours/day, painting, watching stuff, chatting with friends, whatever else.

2. What would you consider your mission statement for your blog? – I have different blogs. This is just “Random crap about random stuff”, sometimes I need to vent in a restricted area so I don’t piss anyone off, or scare them, or bore them. – Avatar Italiani has a bigger purpose instead, it’s meant to show there are things about other Italian avatars we don’t really understand just meeting them on the road and hearing them talk for a while. Also, there are things we forget, or don’t really think about unless some strangeass moron comes up asking you questions about what is that virtual world to you. I want to make people talk, and think. Virtual Kojishi is a “fashion blog” instead, which is weird because I’m not really into fashion, and it shows. It’s a small rebellion against copycat bloggers who only want stuff for free and end up not even being personal enough to be recognized around. Also their pictures are boring, like nauseating boring, no matter how many accessories they put inside them to try and impress.

3. What would you change about your SLife right now if you could just press a magic button and have it automatically happen? – I want my friends, my lovers and my wife back. I want my brother back, without the devastating damage reality has done to “us”. But if I have to be a bit less mopey and childish, I guess what I really want is to stop feeling like I’m a ghost with no strings attached, no matter how hard I try to attach the right ones. I miss meaningful interactions, in Second Life as much as I miss them in Real Life. I probably don’t need what I lost for it, but yeah, it’s hard to rebuild with other people, for some reason.

4. What topic would you like to see explored in a non fashion blog post? Anything you are curious about and want someone else to do all the research? – Identity.

5. Do you have a point of contact in SL? Someone that a person from your RL knows to contact in case something happens to you or you are unable to get online for an extended period of time? – Yeah, I guess I have a few.

6. What provides you the most inspiration and motivation to keep learning and growing? What keeps you from being held back by the common negativity in SecondLife and elsewhere? – I try to stay positive in general, even if sometimes it’s harder than other times. It’s to keep learning and growing itself the motivation I find to just get my ass up and do it. Stasis is death.

7. How do you deal with other bloggers (who don’t know you personally) that are spiteful towards you? – They almost never have the guts to tell me something negative directly anyway (it’s apparently very hard to deal a problem you have with the person you have the problem with, not only for bloggers) , so I pretend they don’t even exist, and “GG”.

8. What is your advice to those that admire you and what you do, hoping to be able to do some of the same things with as much confidence as you often seem to have? – Nobody is ever all that special on Second Life. You see your myths and your stronger friends like something “superior” to you, but they are not, and I am not. The only thing you need to do to be as “successful” as they are, is to just move and do what inspires you, ignoring every glimpse of fear of failure, and not giving up if you initially don’t get enough attention, it’s a very random thing that could happen anytime later. Remember to do this for YOU, not for being someone, or like someone else, or to getting someone else’s attention anyway. Put yourself into whatever you want to do, and you will never be disappointed. And, appreciation is normal, but don’t be a fan, it’s stupid. When I was a younger avatar, I used to LOVE the works of Maliske Misfit, the owner of Rock Candy, one of the first gothic fashion creators in the whole Second Life, together with Synful and Gothico. His ao was my first ao, and has poses I will forever love, even now, 9 years after. His avatar was *BEAUTIFUL* like none really managed to be at the time. One day, I met him, and he contacted me, I was a bit surprised, but not as surprised as I was when I read what HE wrote, he, one of the “bests”! “Oh my god, Kei, I follow you since forever, I always loved your photography. ” — So yeah, do what you can do, people you admire can actually be your admirers. And don’t fear to talk to them, never.

9. Name 5 favorite events in Second Life. – Oh god, no, not events please.

10. Name 3 of your favorite blogs. – To be honest, I don’t follow blogs all that much. Even Strawberry’s one, I only occasionally check it. My friends rarely write, I follow them but I don’t really feel enthusiastic about following blogs, I’m a horrible person, because I write a lot, but rarely even read what other people write. I casually search for  travelling guide kind of blogs on google, I don’t really need to save them, and it’s not important what the person says about the place, I only see if the picture inspires me to visit. I hate fashion blogs with a passion because I think they mostly make people copycats, and I don’t have patience enough to go and grab every freebie I see in freebie blogs, like oommg I have to go in that laggy place and search, fuck it. When I find them, I like personal and thoughtful blogs. Then again, I read and forget, and I wouldn’t be offended even a bit if this happened to me from my readers anyway.

Two online screen names you’ve had: Keishiro H. Yukikaze, and CARELESS BANANA TEAM. Yes.

Two video games you’ve played: Lately I’m into SWTOR because it’s well made, nothing to say. When I need to relax I play Path of Exile even if it isn’t a top-tier videogame, it just does its work to make me mindlessly kill everything.

Two things you love about Second Life: Conversation with people, self expression.

Two things you’ve done in Second Life: Photography, Community manager.

Two things you still want to do in Second Life: Photography, and probably start some art project with other artists too.

Two things you like about your Second Life avatar: 1 – He looks alive. Never a copy of anyone else, and always expressive even if his head doesn’t ever change expression. He talks about himself even without saying a single word. 2 – He is everything I have “inside”, right there, for everyone to see, and 2bis/justkidding- HE HAS A PENIS omg omg omg *streaks around with a boner*.

Two of your Second Life Pet Peeves: 1 – Drama: I know everyone says so and then they’re the worst bitches, but seriously, people can be really obnoxious about everything, on Second Life, they just never chill. 2- Griefing: Never good when innocent people is involved, and I really hate to end up in the middle of it. Even if life has taught me a valuable lesson, twice, about people who make a mess over the internet, first making me grow up with them, then making me fall in love with a person who once was a griefer <.<

Two things you did as a newb that you’re embarrassed of: Sorry, no shame here.

Two of your closest friends in Second Life: Oh no don’t make me do this because everyone else will randomly feel offended and I don’t even want to think about it.

Two of the most beloved things in your inventory: Pictures, and logs.

  1. Have you ever been subjected to mean comments online by strangers? If not, then skip to question #5. – Look, 9 years of Second Life, someday I woke up and everyone in Italian community knew who the fuck I was (but not really), I still don’t get how could it happen. At the time, I used to be a moderator on a forum, I used to be a photographer, I used to socialize a lot and show up a lot in the art scene of SL. I’ve been criticized A LOT, but almost NEVER directly, it was mostly negative gossip, if we set aside the constant stupid drama that happened on the forum. A very few people really had the guts to be mean to me, especially if they didn’t even know me.
  2. How did you respond to them? – They were mostly random trolls I burned or ignored without even making an effort. There is no point in considering as valid points stuff people who don’t even know you try to blame or shame you for. It’s as simple as that, if you don’t know what you’re talking about, don’t talk about it.
  3. How did they make you feel? – Like I was oppressed and attacked by people because they are bored or frustrated in the outside world. Not fair, but one must try and be patient, while not forgetting to draw a line they should never dare to cross again. I’m not really interested in being loved by randoms anyway.
  4. Can you share some of the mean comments you’ve received and your thoughts on them? – Huh-huh, never feed trolls, let them die unnoticed.
  5. Have you ever ridiculed or negatively commented on someone else’s work, actions or personality with the intention to hurt them? – Ok, I am NOT a good person. I can be patient, loving, caring, understanding, but also a very difficult kind of dickhead to handle. I can be very hurtful, VERY hurtful, I’m not here trying to look like a saint. But, in my defense, I can say I never, even once in my life, tried to be hurtful just for the kick of it, there was ALWAYS a good reason for me to verbally attack anyone, if anything because I spent a half of my life being verbally abused for no reason, and I would never do that to anyone else.
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La leggenda del corvo – Approfondimento – La compagna di viaggio

Si puo’ amare il modo in cui qualcuno ti ama? Se questo e’ possibile, e’ sicuramente quello che e’ accaduto a quella povera vittima della fidanzata di Koki Tachikawa, Veronika Obviate.

Kei e Veronika si conobbero facendo involontariamente sclerare il compagno di lei perche’ stavano semplicemente parlando. Prima di allora i loro contatti erano sporadici, e riguardavano quasi sempre lui, o quello che succedeva in coppia con lui e la sua sorella.

Dopo quell’episodio, ad una delle rare feste fra amici che ancora Kei frequentava, la ragazza ebbe la cattivissima idea di flirtare con lui, ed i due divennero rapidamente qualcosa di molto particolare.

A Veronika Kei ha regalato qualcosa che non dava via tanto facilmente, anche se non subitissimo: la verita’. Fu una delle poche a viverlo veramente anche dall’altro lato dello specchio magico, non solo per qualche istante. Ma a che prezzo? Il prezzo di avere a che fare, piu’ spesso di quanto l’abbiano mai fatto gli altri, con il peggio di lui.

L’incostanza di chi amava essere un sogno, ma non sopportava essere considerato l’incarnazione di qualche necessita’, o sentirsi bloccato o braccato. Di chi voleva sempre le persone sia vicine che “fuori dal cazzo”. Di chi imputava sempre a chiunque di volerlo usare come trofeo.

Veronika e’ stata una delle amanti e delle amiche piu’ assidue di Kei, ma veniva sempre involontariamente celata in un’ombra che detestava a morte. Non compariva quasi mai nelle foto, e sebbene gli stesse spesso appresso, non aveva praticamente mai nessun ruolo “ufficiale” al suo fianco, se non come amica o collega in ruoli amministrativi. Sebbene fosse una compagna fotografa anche lei, raramente collaboravano ufficialmente a qualcosa di artistico.

Anche il poco che le fu promesso per rimediare a questa sbadataggine, le fu negato in seguito da un delirio di disprezzo per il concetto stesso che il corvo si e’ fatto venire negli ultimi istanti della sua vita (“non voglio essere una medaglia, perche’ dovresti voler esporre quello che siamo?”). Percio’, forse si merita qualche parola in piu’ di chi invece era notoriamente al suo fianco, rompendo il silenzio che il nostro ingrato e viziato protagonista le ha sempre creato attorno, parlando molto piu’ spesso della sua esasperazione di quanto potesse fare della sua gioia di averla come compagna di esistenza.

In pochi sanno offrire l’abisso all’abisso. Il Kei che Veronika ha conosciuto inizialmente era una creatura ferita, tagliente, mutevole e marcatamente sadica, con sfumature di carattere che avrebbero raccapricciato chiunque. Ma non lei. Lei a questo nero ha risposto con il suo nero, ed insieme, negli anni, hanno imparato a conviverci, accettarlo, gestirlo e passare oltre.

Passare oltre al disagio, passare oltre ai limiti che la loro situazione creava per entrambi. Han vissuto cose nuove, si sono dati a vicenda aiuti in momenti di forte difficolta’.

L’uno con l’altro, hanno imparato a conoscere punti di forza e debolezza, sfumature che hanno reso entrambi quello che sono, punti sui quali e’ necessario poggiarsi per essere sempre migliori. Nonostante l’instabilita’ e l’insofferenza di lui e la paura di perderlo di lei, in tanti anni non si sono mai allontanati, hanno visto interi periodi della loro vita cambiare completamente.

Voci dicono che per un po’ di tempo abbiano anche vissuto insieme, nel periodo in cui Kei non c’era piu’ su Second Life, al di la’ dello specchio. E che anche prima e quando questo ha smesso di sussistere, hanno vissuto comunque assieme momenti privi di schermi, anche occasionalmente con amicizie comuni come Ultor Welles, Hector Treves, Nihal Lane, Fata Boa e Montex Heron.

Dove la moglie era lo specchio, la partner in crime era l’amica intima, Veronika e’ riuscita ad essere quella che va oltre ad entrambi i concetti. Tutto questo, e molto di piu’, una compagna di viaggio, in molti sensi, seppure nel silenzio dove il corvo spesso afferma che risieda “la sua verita’”.

Si dice che un’amicizia si misuri anche da quanti inside jokes due persone possono tirare fuori. Sfidateli, e scoprirete che non basterebbe un giorno intero.

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La leggenda del corvo – Atto IV: Arte e Parte

Il periodo fuori dal Mind’s Eye palace di Kei fu senza ombra di dubbio il suo periodo piu’ florido artisticamente. Se a livello personale il nostro corvo iniziava a farsi sempre meno socievole, a livello artistico e amministrativo era sempre pieno di iniziative, di inviti e di progetti.

Costrui’ una casa in un pezzo di terra tutto suo, elegante, ma principalmente una scusa per esporre le sue fotografie, ed avere un posto dove chiamare la gente per non doversi infilare in contesti in cui ce ne fosse troppa altra.

Venne notato da Marta Tiezzi un giorno, facendo la sua prima mostra e diventando in breve tempo conosciuto anche per le sue creazioni fotografiche. Fece molte mostre, e ne organizzo’ alcune a tema per far conoscere anche altri fotografi.

Collaboro’ con varie iniziative a scopo di beneficienza, prese parte a convegni e gruppi per fotografi, feste a tema artistico, di tutto e di piu’. Molte persone lo intervistarono e scrissero pure articoli su di lui, aumentando di qualche tacca la sua fama che gia’ in precedenza considerava “strana”.

Particolare fu la sua collaborazione con Alice Mastroianni, inizialmente in disaccordo con lui, conosciuta meglio e diventata in breve tempo una delle persone “difficili” che lui stimava di piu’.

Prima che tutta questa macchina di celebrita’ partisse, andava in giro con Abigale e sua sorella/suo fratello, poi inizio’ una vita in solitario, che per via delle sue varie iniziative non fu comunque mai del tutto solitaria. Durante il divario con il fratello di Abigale, Kei ebbe modo di conoscere una ragazza che divento’ presto una delle sue migliori amiche, la sua ragazza, di cui parleremo in seguito in un doveroso approfondimento.

Come spesso accade tuttavia quando si e’ artisticamente floridi, internamente il nostro Karas era sempre piu’ instabile e triste. Il suo reinventarsi lo teneva sicuramente occupato a livello pratico, ma con un grosso buco a livello psicologico che non riusciva a colmare, e che non faceva che evidenziare il fastidio che lui provava per le persone che gli blateravano attorno con invidia e cattiveria, e per le “catene” che gli impedivano di vivere la sua vita in maniera leggera come avrebbe desiderato.

Passati diversi mesi di esplorazione pratica e psicologica con singole persone o gruppi molto ristretti, fra cui si divideva con fatica, e lavori di vario tipo, iniziarono a presentarsi situazioni di “ritorno” inesorabilmente mutate, contestazioni di varia natura sul suo operato, e via dicendo, che non facevano che aggiungere pesi alla stanchezza mentale del nostro corvo, fino a un definitivo punto di non ritorno.

Alla fine, Kei decise di darci un taglio, e ritirarsi in un due anni di meditazione mistica nella quale sarebbe vissuto “In Real Life”. Due anni che volevano essere, in realta’, un “per sempre”. (Ma, come recitava un cartello a Roma Centro, “Qui nun se more mai”…) Sposo’ quindi l’unica persona importantissima che avrebbe sicuramente definitivamente perso con questa decisione, in quanto non possieda un’identita’ al di la’ dello specchio magico, e si ritiro’.

Missive, alla sua soglia, chiedevano sbalordite “Davvero non ci sei piu’? Te ne sei andato sul serio? Da cosi’ tanto tempo?”. E il proposito restava, restava e restava quello di non mettere mai piu’ piede da quel lato dell’esistenza.

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