Wake up

Da quasi tutta la vita, (il quasi e’ importante, penso di ricordare mattine in cui ero molto piccola, e saltavo sul letto entusiasta ridendo e tirando giu’ tutto per svegliare tutti quanti… Ecco da quando ho smesso di fare quello piu’ o meno), ogni volta che mi alzo dal letto si possono verificare due o tre fenomeni:

1- Sono completamente priva di energie, e mi sento peggio di quando sono andata a dormire, a prescindere dalla quantita’ d’ore che dormo e dalla regolarita’ del mio sonno. Mi scoccia moltissimo l’idea di dovermi alzare, e a volte le mie braccia fanno fatica a rispondere ai miei comandi. Sono pesanti, ed e’ come se rispetto all’impulso che mando loro, si muovano con un ritardo di un paio di secondi, e questo dura per almeno un paio di minuti dalla veglia, poi passo al punto 2.

2- Sono stanca, ma ce la posso fare, striscio verso la colazione e resto comunque mezza addormentata per diverse ore.

3- Una qualsiasi delle due precedenti, e poi mi ritrovo davanti persone molto piu’ energiche di me, che come sarebbe giusto che sia, sono belle cariche e sparano la loro carica, energia, voglia o quantomeno forza di fare, in ogni dove. Li osservo con un misto di meraviglia e fastidio. Volendo essere onesti, il fastidio e’ un po’ di piu’. E’ un po’ come quando hai bevuto troppo la sera prima e ti ritrovi davanti chiasso e movimento costante. Stai zitto, stai fermo, vattene. Pero’, non bevo piu’ da un sacco di anni.

Mi sono sempre chiesta come facessero questi leggendari personaggi ad essere cosi’ belli svegli la mattina, credo di non aver mai sperimentato, da troppi anni ormai, la fresca sensazione di essere riposata dopo una bella dormita. Eppure, posso garantire (perche’ sono stata sorvegliata in un ospedale per un mese di fila), dormo bene, non ho disturbi del sonno.

Esistono persone che sono energiche persino DURANTE il sonno, pigliano, si girano quasi SALTANDO sul letto, si muovono di continuo, nella migliore delle ipotesi strisciano e ti spingono al bordo del letto, parlano ad alta voce dormendo… L’incubo di chiunque ci voglia dormire accanto.

Pero’, nonostante la sensazione di marcato fastidio che questi elementi causano in me, a volte non posso fare a meno di domandarmi quante cose in piu’ potrei fare, al mattino e in generale, se solo non fossi rallentata dalla fisica incapacita’ di farle che si abbatte su di me, vessata da anemie strane che combattono le cure, e da una conseguente pressione sanguigna ballerina, e generale costante stanchezza fisica.

Che farei io con le loro energie? Mi darei fastidio da sola, forse, eppure… Eppure forse no, forse vedrei il mucchietto di vestiti davanti a me e stabilirei che tutto sommato non e’ cosi’ tanto un problema spostarlo in un armadio lontano.

Forse non ci metterei ore a decidere di preparare la borsa per andare…

Forse scoprirei la cura per il cancro! No magari quella no, ma potrei comunque fare qualcosa di utile. Qualcosa di utile IN PIU’ !

Potrei andare a correre la mattina! No quello no, peso ancora 106kg dopotutto, mi si sfasciano gambe e cuore. Pero’ magari, magari una bella passeggiata lunga in piu’, anche se fa caldo!

Pensate che roba, non essere completamente ANNIENTATI dal caldo, sarebbe una figata pazzesca. Potrebbe finire quasi per piacermi. Cazzo, domani vado in piscina!!!

E invece no, invece sono qui che mi domando come cazzo faro’ a trascinarmi una valigia per tutta milano per tutto il giorno.

E guardo il gatto, e il gatto guarda me.

E devo prepararmi.

 

 

 

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Mind blowing experiences

Esistono diversi tipi di “Skill mentali”.

L’intelletto, la prontezza di calcolo, la cultura, la saggezza, l’ingegno, l’empatia.

Chi ne possiede uno o piu’ piuttosto alti, e’ spesso una persona ferita. Partendo comunque dal presupposto che non esistono al mondo persone immacolate, e non deviate da esperienze negative, perche’ non esistono persone che non hanno avuto esperienze negative, e nessuno, specialmente in giovane eta’, le prende bene.

Pero’, cio’ che piu’ porta alla riflessione e’ quando queste esperienze negative sono belle pesanti, cosi’ pesanti da spingerti a pensare che questo mondo e’ cosi’ difficile da dover per forza essere osservato, calcolato e ricalcolato per poterci sgomitare dentro.

Un’altra caratteristica che purtroppo possiede chi ha uno o piu’ di quei fattori molto alti e’, tuttavia, disgraziatamente, specialmente superata la sua “gioventu’ “, l’idea di aver capito tutto, che si riassume in una specie di enorme scudo di negativita’ pessimismo e assolutismi rispetto a cio’ che si e’, e il mondo sia, che invece di avere delle spine protettive al di fuori, le possiede “dentro” alla sfera, orientate verso se stesso.

Cercare di modificare queste barriere fa male, o fa paura, quindi non lo si fa, e queste idee si fossilizzano creando una persona dall’apparenza molto forte, ma un nucleo piuttosto fragile e spaventato, spesso molto solo.

Chiunque tenti di intervenire su queste protezioni viene quindi attaccato in modo diretto o subdolo, allontanato, tenuto sotto controllo e sotto giudizio, visto come un rischio. Perche’ il nucleo e’ molliccio, non sia mai che qualcuno possa arrivarci.

Occorre tuttavia insistere, ed approfittare di ogni apertura, perche’ dentro quella palla non c’e’ solo solitudine, c’e’ anche una buona dose di tristezza e di noia, mancano man mano gli interlocutori, le domande che portano al ragionamento e alla risposta, manca il sedersi ad allenare qualcosa di se a cui si da valore. E invece ci sono ancora tante domande, l’intero disegno della propria percezione di se e dell’esterno va costantemente ricontrollato. Pero’ loro, spesso, non lo sanno, o lo sanno, ma la parte di se che lo sa e’ solo una vocina sul retro della loro testa.

A chi usa tanto il cervello occorre ricordare che hanno ancora tanto per cui usarlo. Che esiste la probabilita’, spaventosamente alta, che tutto quello che sono incrollabilmente convinti di sapere sia sbagliato.

Anche e soprattutto sulla persona che pensano di conoscere meglio, se stessi, spesso elaborata come un’immagine costruita con l’aiuto della palla, piu’ che del nucleo.

Occorre ricordar loro che non importa quanto possono azzeccarci spesso sul futuro, non lo conoscono. E danno tante cose, positive o negative, per scontate, quando magari invece affrontandole, sarebbero ben diverse da come le avevano immaginate.

Non tanto per dir loro di abbassare la cresta (antipatico ed inutile, anche se fatto a fin di bene), ma per ricordar loro del loro lato “bambino”, sempre curioso, sempre “immacolato” nell’approcciarsi a cio’ che sa di non sapere, e veloce a lasciar correre scaramucce, a valutare ideali.

Un lato importantissimo di cui in una gran parte si sono privati, iniziando a “pensare troppo” sin da bambini. A volte serve allentare la presa, andare a sensazione, anche se anche soltanto l’idea, a questi soggetti, li terrorizza, li inorridisce.

E’ buffo da pensare, eppure e’ cosi’, molto spesso questi signoroni dalla retorica quasi infallibile, dalla risposta pronta e dalle marmoree convinzioni, non sanno di che cosa hanno bisogno, e perche’.

Perche’ il bisogno e’ debolezza, e’ il nucleo, va eliminato.

E invece c’e’, permane, contro ogni lotta al confinarlo.

Inoltre qualcosa dovrebbe mettere la pulce nell’orecchio a questi luminari, che la loro intelligenza ha un valore per come viene applicata.

Se non la applicano, o lo fanno a danni di altre persone, o di se stessi, allora non vale una cippa.

 

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Come sto? Bene, ma non abbastanza.

La mia situazione e’ piuttosto seccante in realta’.

Ho un lavoro, ma a quanto pare non mi consente di guadagnare abbastanza per starmene per conto mio. Non posso chiedere di piu’ alla famiglia che seguo, perche’ hanno problemi economici, e non me la sento neppure di lasciarli a piedi perche’ SO che chiunque altro, per seguire la loro figlia come faccio io, chiederebbe una cifra che va da un po’ di piu’ per seguirla male, al triplo per seguirla come si deve, e non sono sicura di volere le loro difficolta’ economiche sulla mia coscienza.

Cerco di rimediare alla cosa cercando un coinquilino, ma le spese di condominio (alte al punto da diventare veramente una seccatura) del posto dove andrei a vivere non mi consentono di tenere il prezzo adeguatamente basso. Allora si, la casa e’ bella, l’offerta e’ vantaggiosa, ma per chi non puo’ permettersi di spendere piu’ di tanto, non abbastanza. E il timore che non ci sia qualcuno che puo’ permettersi di spendere piu’ di tot, ma vorrebbe comunque una stanza singola, ogni tanto si fa strada.

Potrei abbassare il prezzo al limite del tirare e stratirare la cinghia con una qual certa incertezza per il futuro, ma lo farei solo se venisse con me qualcuno di fidato, e per un bel po’ di tempo, e indovinate un po’? I miei amici o sono bellamente mantenuti, o hanno gia’ famiglie, sistemazioni e quant’altro, quindi, proprio non se ne parla. Se c’e’ una cosa che ho imparato anche solo dal CERCARE di affittare quella stanza e’ che “sconosciuto” e “fidato” non vanno per niente d’accordo. Le persone, con pochissime eccezioni, trattano le cose e gli altri con una leggerezza che rasenta l’assurdo, e una totale mancanza di rispetto. E viste le esperienze dei miei amici che hanno convissuto, questa convinzione si e’ solo fatta piu’ marmorea.

Inoltre, sono abbastanza tristemente certa che si cercherebbe comunque di trattenermi qui perche’ il lavoro che faccio “non e’ sicuro”, anche se non c’e’ nessuna certezza in nessun lavoro di nessun tipo ormai, e non c’e’ sicurezza piu’ grande dell’assistere persone che hanno bisogno di te e della tua lealta’, invece.

Cercando un lavoro che non sia badare a bambini e gatti, le mie competenze sono tante in tanti campi, ma per qualche ragione qualcosa non cozza, non vengo mai giudicata abbastanza neanche per farmi uno straccio di periodo di prova. In barba alle diverse esperienze, per alcuni manca la patente, per altri un pisello (vorrei aver avuto, in quegli anni, abbastanza soldi per far partire una causa della madonna), per altri ancora non so dimostrare entusiasmo, altri ancora cercano una persona “presentabile”, anche se non devono presentarla a nessuno. Per altri ancora ho troppe competenze in troppi campi. Non sia mai che sia una cosa buona, che sia un segno che qualcuno puo’ velocemente imparare qualsiasi cosa, no, figurati, e’ solo vista come una mancanza di specializzazione… E allora togli via competenze miratamente per ogni colloquio, salvo poi dover fare la vaga quando ti chiedono che hai fatto nel frattempo…

Potrei arrotondare il lavoro che gia’ faccio con il lavoro di cat sitting, il problema resta che e’ molto piu’ raro che si cerchi una persona per tenere il gatto durante periodi in cui non ci sono feste o ferie. Per quanto una persona possa viaggiare, se ha bisogno di assentarsi per gran parte dell’anno, che cavolo se lo tiene a fare il gatto?

Ho perso un sacco di peso, ma non abbastanza. Fra l’altro sto avendo sempre piu’ difficolta’ a trangugiare tutto quello che mi stanno dicendo di mangiare, gia’ prima non avevo cosi’ tanta fame, ora sta diventando davvero difficile.

Ho sistemato un bel po’ dei miei problemi di salute, ma non abbastanza per non ritrovarmi completamente a terra e quasi incapacitata a muovermi durante l’estate, e perennemente stanca e fiacca. Faccio cure con integratori di ferro, ma non servono a niente, come non le avessi mai fatte.

Sto dai miei genitori, ma e’ una cosa che non avrei mai voluto fare per piu’ di qualche mese, si sta protraendo decisamente per troppo tempo, e a mio avviso causa disagi a tutti quanti.

Come mi sento davanti a tutto questo? Molto stanca, e un po’ demotivata. Certe volte pensarci mi butta davvero a terra.

Mi rendo conto che l’unica cosa che mi sembra stia andando bene e basta sia la r— il… boh? Qualunque cosa sia quella che ho intrapreso con un ragazzo che inseguo da un bel po’. Ma rendiamoci conto, non sono nemmeno in grado di spiegare con certezza di che cosa cazzo si tratti, motivo per cui non mi sbilancio neanche a nominarlo, e questo e’ quello che va bene!

Mi rendo conto che dovrei restare positiva, farmi forza, e semplicemente continuare a sbattere contro i muri finche’ non li abbatto, ma se mi e’ concesso qualche minuto di sincerita’, a volte penso che mi servirebbe una spinta che non sia gradevole come un calcio nel culo, o un’occasione, un qualcosa che sblocchi un minimo la situazione, possibilmente senza peggiorarla.

Perche’ non so se posso reggere un altro peggioramento senza mandare in culo tutto e tutti, affittare TUTTA la casa al primo snob che passa, e cercarmi io una stanza a casa di qualcuno. O cambiare stato, o fare qualsiasi altra cosa dettata principalmente dall’esasperazione. Dopotutto per fortuna a me non serve molto per vivere bene, pero’ preferirei una soluzione meno drastica e piu’ conveniente.

Non sto neanche a pensare alle differenze di trattamento che vedo davanti a questo genere di cose attorno a me, perche’ se no mi girano soltanto le palle, ed e’ una cosa inutile visto che la mia situazione, purtroppo, non cambia anche se altre persone rispetto a me sono piu’ fortunate in merito.

Perche’ sta lamentazione quindi?

Ma niente, e’ estate, e invece di rischiare coccoloni (vista la mia salute) correndo da un lato all’altro di Milano per non so neanche bene che cosa, avrei voluto fare altre cose, dal risolvere la situazione al semplice dire “fuck this shit” e farmi un paio di settimane in un posto freddo.

Perche’ non e’ poco che sbatto il muso su ste cose, e non e’ per niente una cosa semplice. Mi sento perennemente ingabbiata, e sottovalutata, che e’ una cosa che mi da sui nervi da sempre proprio. A volte penso che dovrei staccare un attimo la spina, per riapprocciare il problema con una mentalita’ piu’ fresca. Solo che non e’ proprio il momento, non e’ mai il momento da un sacco di anni, se non per pochi giorni che, onestamente, a ricaricarsi, non bastano.

Il fatto e’ che il clima non aiuta, ma non mi sento per niente in forma, neanche mentalmente. Sta cosa mi logora visibilmente, e vorrei solo trovare il modo di spingere tutti sti problemi del cazzo in un angolo il piu’ velocemente possibile, e non pensarci piu’, in qualunque modo.

Togliermi da qui prima di tutto, perche’ qui sono un fastidio, e non ci sto bene nemmeno io.

 

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Qualche consiglio da una Cat Sitter ai padroni… – Parte 2 – LA LETTIERA

lettiera-sabbia

Premetto, come faro’ in ogni post che tratta di consigli sulla cura dei vostri mici, che non sono qui a dirvi di rivoluzionare le abitudini dei vostri gatti, ma a dare delle informazioni generali che non sempre sono di conoscenza comune, che creano soluzioni ideali che si possono seguire, come anche no, a seconda delle esigenze.

 

Un’altra cosa sulla quale noto molta confusione, e soprattutto poca cura dell’esigenza del felino rispetto a quella degli umani, sono le lettiere.

Ogni padrone ama l’idea una bella lettiera il meno possibile ingombrante, coperta cosi’ non si vedono i bisognini, senza una traccia di odore, ma che in compenso puo’ permettersi di cambiare una volta ogni morte di Papa. Ma lasciate che ve lo dica francamente, questo non e’ il modo in cui ci si prende cura della toilette del vostro micio. Se fossimo gli animali di qualcuno, sarebbe molto piu’ comodo sistemare il nostro water come una turca nascosta in qualche cortile, piuttosto che riservare una stanza riscaldata con tanto di seduta in ceramica, e poi la carta igienica costa, bastano dei giornali, e si puo’ benissimo tirare avanti finche’ proprio non si sporca prima di pulire, piuttosto che stare ad igenizzare bene, per dire… E’ proprio con questa mentalita’ che molto spesso trascuriamo le abitudini e le esigenze dei nostri gatti, talvolta con conseguenze spiacevoli come il costringerli a fare i bisogni fuori dalla cassettina per sottolineare il loro disagio, o delle allergie o infiammazioni alle zampette, o un marcato disagio durante l’ora dei bisognini.

Alcuni gatti si adattano senza grossi problemi ai nostri capricci, e questa e’ una grande fortuna. Occorre pero’ fare molta attenzione che questo adattamento sia effettivamente, per il felino, privo di disagio. Per esempio, quando cammina sulla sabbietta, il micio sembra volerci stare a contatto il meno possibile? Probabilmente quel tipo di grana gli da fastidio alle zampe, e andrebbe cambiato.  Quando annusa la sabbietta, anche se la usa, fa una faccia schifata? Probabilmente la profumazione della sabbietta, o il mix di odore di urina e profumazione della sabbietta non gli piace. Nonostante sia li’ da molto la cassettina chiusa con lo sportellino, e la usi regolarmente, si dimostra goffo e perplesso ogni volta che deve spingerne la porticina? Forse e’ il caso di rimuoverla. Il gatto sembra metterci una vita a cercare di coprire i propri bisogni, scavando scavando per diversi minuti persino il fondo della cassettina? Forse e’ il caso di mettere piu’ sabbietta.

Inoltre essendo molto abitudinari, il cambio per alcuni puo’ portare ad un rifiuto. Non scoraggiatevi e continuate a cercare una soluzione che non porti disagio al micio, ne’ a voi. Prima o poi la giusta combinazione verra’ fuori, e a quel punto, e’ consigliabile non fare altri cambi, ne’ di struttura esterna, ne’ di lettiera, ne’ di posizione. Il passo da una lettiera a cristalli rispetto ad una sabbiosa puo’ essere ugualmente fastioso per il micio, perche’ abituato ad assenza di “polvere”, puo’ non gradire quella che di solito vien su da altri tipi di sabbiette. Bisogna andare un po’ a tentativi.

In linea di massima le linee guida che io personalmente seguo sono queste:

Prima di tutto, prima di OGNI cosa, osservate bene il gatto!

  •  Il micio e’ un cucciolo? Avra’ bisogno di una cassettina nella quale non fara’ fatica ad entrare, ma comunque piuttosto larga. Il consiglio e’ cercare una cassettina di facile accesso, ma che potra’ mantenere anche in eta’ adulta, tenendo conto che crescera’ di dimensioni, e che in un secondo tempo potrebbe scavare con una certa veemenza, quindi delle pareti alte dovra’ comunque averle. Esistono cassettine con un solo lato “basso” o aperto, che limitano il problema, e le fuoriuscite di sabbietta da quel singolo lato possono essere intercettate da appositi tappetini, per evitare che finiscano dappertutto.
  • La cassettina dove e’ sistemata la lettiera deve essere sempre di dimensioni adeguate al micio, nel caso non la fosse, e’ sempre meglio troppo larga che troppo stretta. Il gatto non deve starci scomodo, o entrarci a malapena. Non si puo’, per dire, prendere una di quelle cassettine piccine che stanno in bagno a un Maine Coon, perche’ dentro a quelle gli ci sta malapena il sedere. Pero’, una cassettina gigante per un gattino grosso come un paio di mani, invece, va bene. Non che serva una stanza intera, ma in linea di massima piu’ spazio avete da dedicarci, meglio e’.
  • La cassettina dovrebbe sempre essere situata in zone poco trafficate, o quantomeno lontana da rumori o movimenti molesti. Ad alcuni gatti piace una cassettina in una stanza frequentata, tipo la cucina (ai padroni, pero’, questa cosa piace di meno…), perche’ da loro l’impressione di avere il controllo del territorio. Nonostante cio’, a NESSUN gatto piace che nella zona cosi’ “controllata” ci sia baccano, ai gatti semplicemente il baccano non piace, anche se ci si possono adeguare. Altri sono timidi e preferiscono zone appartate, quasi nascoste. Per alcuni, la zona appartata da una privacy sufficiente, per altri gatti molto timidi, essere esposti alla vista mentre fanno i bisogni e’ uno stress. Altri gatti ancora, pero’, e mi sbilancio a dire che sono la maggior parte, non sopportano le cassettine chiuse, e preferiscono avere una maggior visibilita’ e un maggior spazio di manovra. Ancora una volta, il consiglio valido per tutti e’ osservare il micio.
  • Avete un giardino, e il gatto preferisce usare quello come water? Assolutamente normale. E’ sempre bene tenere una cassettina in casa “per ogni evenienza”, specialmente d’inverno e di notte, ma il micio scegliera’ una zona del giardino (scoprite quale sia, per poterla tenere opportunamente pulita e scongiurare spiacevoli incidenti) per i suoi bisogni. A voi pero’ questa cosa non piace, perche’ la ritenete poco igienica e non potete tenere sotto controllo le feci? Provate a mantenere il giardino umido, o profumato con una fragranza che puo’ dar loro fastidio (aceto, o agrumi vari), o piantate nel terreno alcuni impedimenti per scavare che non facciano loro del male (di gomma, o plastica).
  • Avete piu’ di un gatto? Ogni gatto dovra’ avere la sua cassettina, in base anche alle sue dimensioni e alle sue esigenze. Alcuni gatti tollerano senza problemi di avere le cassettine vicine, altri non riescono a sopportare l’idea che gli altri lascino il loro odore troppo vicino al loro. Se vedete disagi o litigi fra i mici per via delle cassettine, prendetele di tipo diverso (magari una aperta e una chiusa, o di forme diverse), in modo da incentivare i mici ad una preferenza. Se poi tutti e due ne scelgono una, litigandoci su, prendetene due uguali a quella, e spostatele in diverse zone della casa.

 

Per quanto riguarda la sabbietta, anche, le cose si fanno complicate in base alle esigenze sia del gatto, sia dei padroni, sia dell’ambiente.

Sento molto spesso dire ai padroni dei gatti che certe sabbiette “puzzano”. Vorrei spezzare una lancia in merito: Una cassettina tenuta opportunamente pulita, puo’ non profumare di mughetto, ma non puzza neanche. Se non volete cattivi odori, per prima cosa non trascurate la lettiera del vostro gatto. Dopotutto anche i vostri bisogni puzzano, nel momento in cui li avete fatti, se li lasciate li’, e anche diversi minuti dopo che avete tirato l’acqua, in certi casi. Quindi, posso comprendere l’esigenza di un materiale che assorba gli odori, o di optare per cassettine chiuse con i carboni attivi, pero’ naturalmente, in caso di trascuratezza, servira’ il giusto, e dara’ solo fastidio ai vostri mici. Esistono inoltre in commercio delle polveri per sabbiette, che hanno degli odori naturali che non infastidiscono il gatto, che si possono aggiungere eventualmente in piccolissime dosi alle sabbie delle cassettine aperte, e possono aiutare senza creare disagi.

In ogni caso spero sia inutile specificare che, per quanto questo renda piu’ possibili fuoriuscite di sabbietta e meno economico il cambio totale, i gatti preferiscono avere abbastanza sabbietta per scavare, e lasciarne un letto che copre malapena il fondo, e a volte manco tutto il fondo, non e’ sempre una buona idea.

Per quanto riguarda invece le caratteristiche, personalmente alla mia sabbietta chiedo solo alcune cose fondamentali: 1) che piaccia al gatto 2) che non faccia polvere 3) che sia facile da pulire, perche’ non importa quanto la vostra sabbietta “duri” prima di fare odore, va COMUNQUE pulita quotidianamente. 4) Che non faccia quello sgradevole odore di piscio+chimico che da fastidio tanto al nostro naso, quanto a quello del micio. E non intendo “nell’aria”, ma vicino alla sabbietta, perche’ e’ quello l’odore che conta, e’ quello a cui viene sottoposto il vostro gatto.

Sono una brutta persona, perche’ non e’ certo per il fattore ambientale (importante!) che faccio le mie scelte. Nonostante cio’, preferisco comunque le sabbiette vegetali, anche se vanno scelte con cura, perche’ alcune proprio non piacciono ne’ ai gatti, ne’ agli umani. Con la giusta qualita’ si raggiunge il giusto rapporto odore/materiale/praticita’/prezzo. Nel mio caso le scelgo agglomeranti, perche’ posso semplicemente rimuovere i bisogni appena li vedo, buttandoli direttamente nel water (cosa che con altre sabbiette NON si puo’ fare), e non resta niente di impregnato di urina nella lettiera che sia complesso rimuovere senza cambiare totalmente la sabbia, pronto a smettere a tradimento di assorbire lasciando una sgradevole pozza sul fondo. E’ un difetto delle sabbiette assorbenti che non tollero proprio, a prescindere da quanto sembrino “efficienti”.

Ognuno, tuttavia, deve poter scegliere da se. A tale scopo, vi rimando a questa pratica guida: Scegliere la miglior lettiera per gatti

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Perdere kg

Ora diro’ una cosa non molto popolare: Perdere kg e’ fastidioso come se non piu’ che prenderne su. Anche se per assurdo e per culo, come nel mio caso, per farlo non serve rinunciare a niente.

La vera differenza che la rende una cosa veramente, seriamente da fare, e’ che poi ci si sente obbiettivamente meglio, se prima si era vigorosamente in sovrappeso. E’ una questione di massa che il tuo corpo deve reggere.

Ma la seccatura rimane, e continua a manifestarsi in tutte le sue brutture, specialmente se i kg sono tanti. Ti smagli, ti squagli, anche se la prendi con una sana lentezza ti sembra di liquefarti perche’ la pelle non ha voglia di seguire la tua decisione di ridurre la massa. Ti sembra che ti stia larga pure quella.

E dico “pure” perche’ sistematicamente ti tocca buttare o modificare disperatamente tutte le cose che piu’ ti piacevano fra i tuoi vestiti. Magari detesti fare shopping, e ti tocca farlo piu’ di quanto vorresti. Nonostante tu vada bella positiva poi, che finalmente le cose ti staranno un po’ meglio, per la questione di sopra e il fatto che comunque un bel po’ in carne resti nel processo, non trovi un cazzo che ti piaccia e devi fare una fatica BOIA per non lasciare che ti convincano a vestirti come un sacco di patate senza personalita’, perche’ e’ cosi’ che ti vedono erroneamente, e ritengono di doverti vestire di conseguenza.

Quando sei li’ che ti mangi un bel gelato o ti togli qualunque tipo di sfizio piacevolmente controllato, o semplicemente mangi come una persona normale fa una volta ogni tanto, riesci quasi a sentirti addosso gli sguardi per la serie “Ma puoi permetterti questo?”. E questo quando sono cosi’ civili da lasciare che sia un loro pensiero, e non te lo dicono direttamente. Cose che a)  Io non sto a farti i conti nel piatto, o in tasca, perche’ tu si? Ti ho per caso assunto per definire spannometricamente senza basi cosa posso mangiare? No, e allora fila. Veloce anche.  b) Per chi cazzo mi hai presa? Evidentemente mi sono fatta i miei calcoli. Cosa decido di mangiare, al di la’ di ogni lecita preoccupazione, continuano ad essere e rimanere cazzi miei. Non e’ che mi si puo’ stressare in sta maniera, anche perche’, e certi esperti potrebbero confermare, e’ uno dei modi migliori per far si che considerare un’alimentazione sana come “norma” senza pero’ cadere in privazioni inutili diventi incredibilmente difficile, facendo sviluppare un senso di colpa ed inadeguatezza assurdo anche verso un momento lecito come un giorno di festa. Perche’ al trippone possiamo dare la torta e le patatine? Certo che si! Quel cibo, oddly enough, non e’ Satana formato prodotto da forno. Basta non mangiarlo tutti i giorni, diamine.

Per immediata conseguenza c’e’ anche il fattore psicologico che tutti quanti sono super supportivi nelle migliori delle intenzioni, e non riescono a comprendere molto bene: non tutti amano sentirsi misurati fisicamente dall’esterno. Specialmente non lo amano quando si cerca di attribuire la loro bellezza o il loro valore come esseri umani a seconda del numero che ne viene fuori. Sembrera’ strano, ma puo’ dare fastidio, e a me per esempio lo da IMMENSAMENTE, che ogni cazzo di volta che ti si incontra si sta a commentare che sei dimagrita. DAI SHERLOCK HOLMES DIMMENE UN’ALTRA CHE SONO AFFASCINATA. “Ma come stai bene, ma come sei bella”. Vi ammazzo di badilate in faccia teste di cazzo. Perche’ forse non vi rendete conto che sottointendete sempre che prima non ero bella, per voi. Ma mi dispiace, io sono sempre la stessa persona. Ho lo stesso valore, e lo stesso spessore di carattere, ragionamento, lo stesso sguardo, le stesse idee. Anche gli stessi lineamenti, sono solo meno “pienotti”. Ah sono bella? Si grazie lo sapevo gia’, mi sorprende che non te ne fossi accorto tu solo perche’ ero obesa. Ma al di la’ di questo, perche’ non condividete con me le vostre idee, invece di queste minchiate senza senso? Ci sono cosi’ tante cose di cui parlare dopo tanto tempo che non ci si vede, e tutto quello che riuscite a fare e’ dirmi che sono dimagrita?

Lo stesso tipo di carogna mi sale quando sento fra i miei amici frasi rivolte ad altri amici tipo “ora che e’ dimagrito e’ diventato scopabilissimo”. Che, prima non era scopabile? Si era formata una prigione di grasso attorno al suo pisello? A me sempre lo stesso pare, solo meno visivamente “gonfio”. E’ tutto li’ quello che vi rende una persona scopabile? Basta sgonfiarla? Siete gente da poco. Da due centesimi ossidati.

E la stessa identica merda contagia anche le persone che comunque sono dall’altro lato della barricata, che per “una botta e via” preferirebbero persone tipo attore famoso a, magari, un affascinante, tranquillo compagno di giochi. Perche’? “Ma perche’ quando si tratta di amore vabbe’ quando e’ solo sesso…” “Non finire questa frase che mi fai girare i coglioni a elica, perche’ significa che non saresti mai attratta fisicamente VERAMENTE da una persona COME TE. Ti rendi conto?”

Premetto che i gusti sono gusti, ma questo non ha a che vedere con il considerare a priori bello o brutto, palatabile o meno, qualcuno. Ad esempio a me gli uomini fisicamente corrispondenti a Brad Pitt da giovane, non piacciono. Serious thing. I don’t like that kind of man, davvero, non mi attira. Ma da li’ a dire che e’ brutto e che non e’ scopabile, e che schifo, ne passa. Poi vi faccio una domanda, se Brad Pitt ingrassasse, sarebbe brutto? Credete che diverrebbe, abbandonato il fisicazzo che invece a me non piace proprio, e gonfiata la faccia quadrata, piu’ attraente per me?

Secondo me no, Brad Pitt e’ Brad Pitt. E non c’e’ niente di male… Cosi’ come a me non piace il gelato al limone, non significa che il gelato al limone faccia schifo. E il gelato al cremino con caramello magari non e’ molto salutare e andrebbe regolato, ma allo stesso tempo, non fa schifo.

Idem con patate, magari non siamo molto in salute. Magari non abbiamo il fisico che garba a voi. Ma non facciamo schifo, e nessuno dovrebbe mai permettervi “per il nostro bene” di provare a far passare quest’idea del cazzo. Molti sono seriamente convinti che altrimenti accettandosi una persona si fermi. Io ho sempre visto il contrario, piu’ ansia sociale, pressione sul fisico e senso di solitudine c’e’ addosso a una persona sovrappeso, piu’ sovrappeso resta. Poi, pensatela come vi pare, ma magari prima di farlo parlate con un terapeuta che conosce bene il caso specifico. Vi confermera’ che spronare all’attivita’ e’ positivo, ma aggiungere stress emotivo NON aiuta.

Ed ogni volta che ci penso, e noto questo fenomeno che continua a ripetersi attorno a me, invece di essere contenta di starmi allontanando da questa VOSTRA malattia, assieme alla mia, voglio spaccarvi la faccia. L’unica persona con un pelo di sale in zucca che si sia approcciata alla questione, ha avuto almeno la decenza di dire “Come sei bella! Ma tanto, la sei sempre stata.” Ci vuole una scienza? I don’t think so.

Sta tornando la bestia, io lo sapevo che sarebbe successo. Adesso devo bilanciarmi con questa amarezza. Ed e’ un’altra cosa davvero molto complicata.

Speravo ci volesse un po’ piu’ di tempo prima che riaffiorasse. Invece sono ancora qui oltre alla centinaia di kg, e gia’ iniziate a farmi girare i coglioni. Voi, chi fa vestiti, chi li vende, e la mia pelle che non collabora.

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Qualche consiglio da una Cat Sitter ai padroni… – Parte 1 – LA PAPPA

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Premetto, come faro’ in ogni post che tratta di consigli sulla cura dei vostri mici, che non sono qui a dirvi di rivoluzionare le abitudini dei vostri gatti, ma a dare delle informazioni generali che non sempre sono di conoscenza comune, che creano soluzioni ideali che si possono seguire, come anche no, a seconda delle esigenze.

Vedo molta confusione sull’alimentazione dei gatti. Pappe che utilizzano scarti di animali e alte dosi di cereali considerate migliori di altre, carne cruda sempre dello stesso animale, somministrata probabilmente ignari dei pericoli di intossicazione, alimentazione completamente costituita da cibo secco, per giunta di dubbia qualita’… Il tutto molto spesso incentivato dagli stessi veterinari o allevatori dei nostri pelosi, il che mi lascia spesso un po’ perplessa sulla professionalita’ di questi individui.

Non sempre e’ facile imparare a bilanciare bene un pasto ideale per un micio, che andrebbe cucinato nel modo appropriato (nel caso di quella di bovide basta solo scottarla per uccidere eventuali germi) e dovrebbe comunque essere composto di una determinata dose di elementi naturali variabili, come carne bovina, pesce, pollo, ma mai un tipo di carne soltanto, percio’ per praticita’ molti si affidano ad alimenti industriali.

La prima cosa che mi preme dire, quando si tratta di comprare degli alimenti, sia per i nostri pelosi che per noi umani, e’ un banalissimo “imparate a leggete le etichette“. Troppo spesso ci lasciamo ingannare da trucchetti pubblicitari, descrizioni vaghe, componenti di cui non conosciamo l’importanza. In questo senso, un po’ di luce la fa questo sito: Cibo per gatti e mangimi complementari , ma non dimenticate di consultare anche la parte, importantissima, che riguarda gli ingredienti: Ingredienti del cibo per gatti

Per fortuna non ho ancora mai avuto clienti che cercano di somministrare elementi vegetali ai gatti, ma e’ doveroso specificare che i gatti sono animali carnivori, e che gli unici vegetali e cereali che assumono in natura sono contenuti negli stomaci delle piccole prede che uccidono, comunque in quantità minima. Anche per questo motivo e’ bene cercare di limitarne la quantita’ nelle loro pappe confezionate, e se proprio tendono a gradirli, evitare che li mangino… Ho un gatto che ama i prodotti da forno, e un altro che cerca sempre di fregarsi gli spaghetti, per esempio, ma queste cose gli fanno male, e dovremmo stare attenti a non fargliele mangiare, se non proprio un bocconcino per generosita’ ogni TANTO, giusto per assaggiarne il sapore. Inoltre i gatti non posseggono l’enzima che fa digerire il latte di mucca; quest’ultimo gli provoca diarree e problemi digestivi. Anche se gli piace!

Personalmente, quando non ho tempo di star dietro all’alimentazione cucinata, scelgo delle scatolette con ingredienti di buona qualita’, un basso tasso di cereali, e che sono alimenti complementari, alle quali associare le giuste crocchette a seconda delle esigenze specifiche del micio, attentissima alla qualita’ di queste ultime, perche’ sono quelle che possono potenzialmente creare piu’ problemi. Non somministro mai l’uno senza l’altro, anche per ragioni di salute. Alimentazioni senza crocchette possono aiutare la formazione del tartaro e lasciare il gatto senza uno snack che potrebbe desiderare e non va a male durante il giorno, alimentazioni senza umido portano altri possibili problemi, anche gravi, e costringono il gatto a cercare di assumere i liquidi e i nutrienti in una maniera che per lui non e’ naturale. Tendo a preferire inoltre gli alimenti con ingredienti ancora interi al loro interno (voglio vedere il gambero!!!), o tagliati a mo di sfilaccetti, dadini, o cose che si possono afferrare facilmente con la bocca.

Al di la’ delle mie preferenze personali, tuttavia, ognuno puo’ e deve regolarsi a seconda delle proprie esigenze, delle possibilita’ pratiche, e delle preferenze del suo gatto, purche’ non faccia scelte potenzialmente dannose soltanto per abitudine, o per “sentito dire”. E’ bene inoltre ricordare che molto probabilmente al gatto possono piacere MOLTO scatolette o crocchette di qualita’ dubbia. Dopotutto, anche a noi umani piace una combinazione di componenti non sufficienti alla nostra alimentazione, ma dal sapore soddisfacente, come le cose molto ricche di sali e zuccheri. Questo non significa che siano alimenti “giusti” da somministrare con frequenza… Anche se il micio per diversi anni potrebbe non dare segni di malessere, problemi piu’ invisibili come una scorretta assimilazione dei nutrienti, anemia, e altre cose poco simpatiche possono essere una diretta conseguenza di un’alimentazione scorretta, e un trampolino di lancio per malattie piu’ gravi.

Un’altra cosa a cui stare attenti e’ che a seconda della dimensione, dell’attivita’ fisica svolta dal gatto, e di possibili altre esigenze (animali in fase di crescita, sovrappeso, vecchi, con problemi alle ossa, che ingeriscono troppo pelo, castrati ecc…), la quantita’ e il tipo di cibo da somministrare puo’ a sua volta variare. Non e’ raro, per esempio, che gatti casalinghi che semplicemente ci risultano piacevolmente rotondi, siano invece sovrappeso e abbiano il colesterolo alto. Gatti che sembrano totalmente normali possono avere problemi alla tiroide o avere le ossa deboli… Loro non parlano, e sono molto orgogliosi, quindi se i loro problemi non sono troppo gravi, non danno segno di esserne turbati. Un controllino, magari approfittando del richiamo della vaccinazione, o una visita dal veterinario per qualsiasi altra cosa, e’ semplice da fare; un esame del sangue, oltre a scongiurare il rischio del permanere di altri problemi al momento non visibili, puo’ darci un’idea ancora piu’ precisa delle sue eventuali esigenze specifiche.

Un’ultima cosa che ho notato e che mi lascia spesso perplessa e’ la scelta delle ciotole. E’ di conoscenza comune che le ciotole di plastica possono alterare un po’ il sapore del cibo. Le ciotole di alluminio o di ceramica sono quelle migliori, ma dobbiamo stare attenti anche a un fattore spesso ingiustamente ignorato: Ciotole molto profonde, come quelle dei cani, NON piacciono ai gatti! Infatti, per raggiungere il cibo sul fondo, specialmente negli angolini, devono fare movimenti piu’ o meno scomodi a seconda del loro muso e delle loro vibrisse, ed alcuni di loro arrivano ad esserne cosi’ infastiditi da avanzare il cibo ai lati. Questo spiega la “bizzarra” abitudine che hanno di chiederci cibo se la ciotola al centro e’ vuota. Nel caso fosse un’abitudine del tuo gatto, prova a prendere in considerazione una ciotola piu’ larga e bassa, come un piattino di ceramica, o se proprio ci piacciono i bordi alti, con i bordi laterali non troppo profondi e di diametro superiore a un piattino da caffe’.

Inoltre, e’ necessario sapere che ai gatti non piace l’acqua stagnante. E non fa bene l’acqua con alte quantita’ di calcare. E’ uno dei motivi per cui spesso preferiscono bere le gocce dal lavandino, l’acqua dal water, o da qualsiasi parte che NON sia la propria ciotola. Se non ci e’ possibile cambiare spesso l’acqua, e metterne di fresca e nuova, o notiamo che si formano troppo frequentemente sulla ciotola incrostazioni di calcare, bisognerebbe prendere in considerazione di prendere una di quelle ciotole “a fontanella”, che fanno girare l’acqua filtrandola e non lasciandola mai ferma. Ce ne sono tantissimi modelli in commercio, e’ facile trovarne una di proprio gusto.

Un’ultima raccomandazione sta nel tenere d’occhio le abitudini del proprio gatto, e agire di conseguenza: Non tutti i gatti si sanno regolare correttamente circa la quantita’ giusta di cibo da assumere: alcuni si abboffano e spazzolano tutto quello che vedono a prescindere dal loro fabbisogno, altri si regolano meglio, ma comunque esagerando con le dosi, altri ancora sembrano non avere MAI fame, e poi magari ad orari assurdi desiderano un cibo che non trovano. Alcuni hanno la tendenza a snobbare una tipologia di cibo, ma ne assumono comunque in piccole quantita’… Il modo di somministrare il cibo dovrebbe adattarsi alle loro peculiarita’, tenendo bene in mente che, comunque sia, il loro modo di alimentarsi dovrebbe rimanere il piu’ possibile equilibrato.

Nel caso risultasse scomodo, inoltre, trovare la marca e la varieta’ scelte per il cibo e per gli accessori nei supermercati, esistono siti da cui acquistare senza problemi, nei quali i prezzi del singolo elemento sono inferiori a quelli della grande distribuzione, e consegnano tutto rapidamente, a casa, anche al piano. Grazie a questa soluzione, fare scorte e’ quindi molto piu’ facile, e fare delle scelte di qualita’ pesa molto meno sul portafogli.

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Frush…

Cosi’, veloce, senza fare rumore, specialmente per chi e’ lontano fisicamente mentalmente e a livello situazionale.

Normalmente non mi fa effetto quando muore qualcuno. Ma quando qualcuno canta la precisissima, impressionante colonna sonora della tua adolescenza, e parte del nero che continua a mangiarti da dentro nella tua eta’ adulta, forse qualche reazione la strappa quando leggi che, a soli 41 anni, se ne va.

Resta quella reazione – non reazione che purtroppo questo genere di cose mi lasciano dentro. Che io conosca o meno la persona che muore, nel mio ordine di idee la morte e’ cosi’ normale che solo in certe circostanze mi disturba, o lascia una vera ferita.

Penso pero’ ai testi composti da Mike Shinoda e Chester Bennington, penso alla precisione di certe descrizioni, penso a quanto sia “giusto” il modo in cui sono state cantate. Una sensibilita’ di questo genere al malato, al subito, al ferito, non e’ comune come si penserebbe.

Chi ha questa sensibilita’, che fine fa, e perche’?

Perche’ c’e’ cosi’ poco aiuto, e questo mondo continua a dare a queste persone (e forse anche a me) la sensazione di non appartenervi mai del tutto, di essere messi in qualche angolo buio ad osservarlo, annaspando per mantenere le fondamenta del proprio angolino?

Quanto e’ facile pensare di essere stufi, e che questo tutto sommato non toglierebbe nulla di che al mondo, quando e’ cosi’… Che sia vero o no…

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