La verita’ e’ arrogante.

Le persone molto spesso non mi piacciono. E’ sempre brutto da dire, perche’ sembra che ci si elevi chissa’ dove al di sopra di qualcosa di non troppo precisato, eppure, e’ questo quello che sento. Non mi piacciono.

Ho paura quasi che mi infettino con le loro estenuanti malattie, con il loro non necessario, tremendo nonsense, e molto spesso hanno rischiato di farlo.

A lui, a lui ora le persone piacciono, io non capisco, da un certo punto di vista vorrei avere l’amore con cui lui avvolge assurdita’ e debolezze trasformate in schifo, vorrei saper chiudere gli occhi davanti alla pochezza, smettere di aggrapparmi a miti come la profondita’ interiore.

Lui tutto cio’ riesce a farlo, da fiducia all’umanita’. Finche’ non gli si rivoltano contro in maniera cosi’ chiara che neanche lui puo’ ignorarla, that is.

Lo trovo ammirevole.

A me provocano questa sensazione di disagio e di fastidio, come quando stai vicino a qualcosa che puzza tantissimo, e piu’ profondamente deviate nel loro ragionare come dei cattivi della Disney, o peggio, dei cattivi da fiction E BASTA sono, piu’ il fetore della loro anima si fa insostenibile.

Tutto quel… male.

Ed io non sono una persona buona al 100%, questo post stesso sicuramente lo evidenzia. Eppure, in confronto il mio io interiore e’ pulito come lenzuola al vento.

Come si fa ad essere sempre cosi’ egoisti, spocchiosi e crudeli?

Sempre, sempre, sempre, e convinti di essere vittime di qualcosa, per legittimarlo, perche’ poi guardarsi dentro diventa insostenibile senza una scusa… Quale orrore puo’ generare tutto questo male ogni volta?

La vita puo’ essere veramente seccante a volte, ma, non possono venirmi a dire che tira fuori ste spataffiate di karma marcio. Non e’ possibile cazzo.

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My immortal, ma sul serio cazzo.

Sanguina nei dettagli, nelle paure, nella sfiducia, sempre, sempre la stessa cosa.

Io non voglio piangere su del latte versato il secolo scorso, sempre, in qualche angolo della mia testa.

Perche’ non c’e’ niente di piu’ meraviglioso di quello che tu crei per la tua testa, per darti qualcosa che dia un significato a questo delirio senza senso.

Frammenti su cui ogni tanto metti il piede, e non capisci. Sanguina, sporca i pavimenti di case in cui nulla si e’ rotto, in tutt’altri posti, tutt’altri tempi, tutt’altri contesti.

Alzi il piede, e non c’e’ conficcato niente.

E’ solo il ricordo, un breve flash.

Mi chiedo perche’ non sei piu’ nella mia vita, e poi, mi rispondo da sola, “Che domanda del cazzo.”

Scuoto la testa un po’, e anche il sangue sembra lavato via dalla mia razionalizzazione. Non e’ questo ad inquietarmi, credo sia che mi serve ancora razionalizzarlo perche’ sparisca.

Ancora.

E ancora.

Le cose cambiano, gia’. Ma quanta paura questi cambiamenti mi hanno lasciato dentro. Che non esista nessuno che mi sia adatto, e anche se fosse, non importa cosa potra’ mai dire, bastera’ distrarsi un attimo il giorno sbagliato, e potrebbe svanire, piu’ e piu’ volte, appresso a piu’ e piu’ cose che non saranno me.

Senza dirmi niente, o peggio, dicendomi che restera’.

Posso restare direttamente da sola? Mi evito il tormento.

Mi chiedo se riusciro’ mai a consentirmi di amare ancora qualcuno con tutta quella necessaria voglia di dargli le chiavi del mio universo.

Senza aver paura di un letto vuoto, di un corridoio senza anime vetusti immaginari, del silenzio dopo essersi svegliati da un dormiveglia bizzarro.

Di una realta’ dove cio’ che non mi fa sentire aliena e a disagio e fuori contesto in ogni dove… non esiste, eppure, in qualche remoto angolo di ogni passo che faro’ mai, il mio inconscio sentira’ la sua mancanza.

Questo pero’, sia chiaro, non significa che mi fermero’. Con tutta la mia tristezza e la mia paura, io cammino.

E non e’ che nulla mi dia pace in questo mio non stancarmi mai, motivi per sorridere, e sorrisi meravigliosi quanto il suo, oh si, ce ne sono oggi, con me.

Ci sono cose che per quanto volessimo in strada con noi, non sono state d’accordo, o per qualche motivo hanno stabilito di non poterci viaggiare. Il tiro di scassinare e’ fallito.

E allora le guarderemo, si, dentro ad ogni orizzonte visto da ogni balcone, tetto, dirupo, mentre si va.

Resta il fatto che una luce forte proietta ombre belle spesse. Neri e bianchi di questo segmento di avventura, sebbene appartenenti a contesti e tempi che si sgretolano nel retro della memoria da quanto sono lontani, sono indimenticabili.

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Stanze “Gay friendly” ed altre agghiaccianterie del mondo là fuori

Affittando una stanza per studenti e/o lavoratori fuori porta, si ha una chiarissima idea di come certe dinamiche sociali si stiano sviluppando al di la’ del nostro pensiero di trentenni del tipo “nerd”, eremiti un po’ per scelta un po’ per fare “gruppo di resistenza” con un selezionato numero di persone cervellomunite, lontani, lontani anni luce da barbie/ken e maiali avidi e rincoglioniti di ogni genere, eta’ e razza.

In questo mondo fatato non puo’ che lasciar sorpresi il fatto che, quando registri una stanza da affittare, su alcuni siti ci sia la dicitura “gay friendly”.

Cosa vorrebbe significare esattamente? E’ come mettere un bel cartello “no cani, no fumatori, no ricchioni” (il termine e’ usato in senso offensivo a scopo di evidenziare che in questo caso e’ visto come un fastidio NdK) – con una precisa, marcata ed importante differenza: Il cane, se non addestrato e tenuto perfettamente, puo’ causare disagi in casa. Il fumatore, anche (chi non detesta, fra i non fumatori e anche fra un ristretto numero di fumatori, l’odore di sigaretta stantio in giro per tutta la casa?)

Ma un omosessuale, che disagi puo’ portare mai? Qualcuno per caso si immagina il gay pride fare la parata in casa sua lasciando lustrini, profilattici e coriandoli su tutto il pavimento? Perche’ non e’ esattamente cosi’ che succede, cosi’ come non lo e’ per un eterosessuale. Qui si parla di preferenze in una sfera privata che proprio non e’ qualcosa con la quale dobbiamo avere a che fare.

Seconda meta’ del 2017, eppure per certe cose continuo a pensare che le persone ragionino con qualche organo sconosciuto che non e’ sicuramente il loro cervello, o nel farlo non utilizzino sicuramente la logica come filo conduttore. Il che e’ una cosa che non mi sorprende, ma continua a lasciarmi un po’ di amaro.

Questo amaro riaffiora quando certi candidati coinquilini mi fanno sapere che hanno problemi a trovare alloggio per i motivi piu’ impensabili. Quantomeno, piu’ impensabili per me.

Ragazze cieche che sono piu’ agili di certi miei ex fidanzati in casa, che hanno un cane guida addestratissimo (come tutti i cani guida!), pulitissimo e buonissimo, con una grinta che riesci a vedergliela proprio addosso, ma che per qualche motivo nessuno vuole fra le balle. Si ha paura di cosa precisamente? Di dover tenere un minimo di ordine in piu’, forse, o agevolare quel poco di cui ha seriamente poco bisogno (non scherzo dicendo che e’ meno goffa del mio ex) la sua condizione lasciandole gli scaffali e i cassetti piu’ a portata? Magari si rischia di imparare qualcosa dal suo modo differente di percepire il mondo, non sia mai!

Ragazzi che mi confermano lo spauracchio del gay friendly. “Ti devo dire una cosa pero’, che da fastidio ad alcuni quindi mi tocca dirlo” — E gia’ mi immaginavo stupefacenti, problemi mentali tipo disturbi ossessivo-compulsivi (Io, se mi fai andare l’aspirapolvere tre o quattro volte al giorno, prima o poi ti uccido in maniera lenta e trucida, ma questa sono io), vedevo scene di sesso droga & rock & roll, musica ad alto volume la notte, marcata dipendenza televisiva associata a fastidiose forme di sordita’, fumatore di quelli pesanti tipo 20 sigarette al giorno e tutte rigorosamente in salotto, ex carcerato per qualche crimine violentissimo in giovane eta’……. e questo alla fine interrompe il mio fiume di catastrofi immaginarie dicendomi “sono gay”.

“Scusa, e chi se ne frega??? O__O” “Eh, a quanto pare a certa gente da fastidio, mi son sentito dire piu’ di una volta “ah no allora mi spiace no”, e quindi ora lo dico subito…”

Io non mi ci metto neanche ad immaginare cosa possa passare per la testa a certa gente, perche’ mi causa nodi al cervello esplorare certi abissi del nonsense ogni volta.

Se qualcuno ha una spiegazione che la mia testa possa accettare, puo’ per favore scrivermela?

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Wake up

Da quasi tutta la vita, (il quasi e’ importante, penso di ricordare mattine in cui ero molto piccola, e saltavo sul letto entusiasta ridendo e tirando giu’ tutto per svegliare tutti quanti… Ecco da quando ho smesso di fare quello piu’ o meno), ogni volta che mi alzo dal letto si possono verificare due o tre fenomeni:

1- Sono completamente priva di energie, e mi sento peggio di quando sono andata a dormire, a prescindere dalla quantita’ d’ore che dormo e dalla regolarita’ del mio sonno. Mi scoccia moltissimo l’idea di dovermi alzare, e a volte le mie braccia fanno fatica a rispondere ai miei comandi. Sono pesanti, ed e’ come se rispetto all’impulso che mando loro, si muovano con un ritardo di un paio di secondi, e questo dura per almeno un paio di minuti dalla veglia, poi passo al punto 2.

2- Sono stanca, ma ce la posso fare, striscio verso la colazione e resto comunque mezza addormentata per diverse ore.

3- Una qualsiasi delle due precedenti, e poi mi ritrovo davanti persone molto piu’ energiche di me, che come sarebbe giusto che sia, sono belle cariche e sparano la loro carica, energia, voglia o quantomeno forza di fare, in ogni dove. Li osservo con un misto di meraviglia e fastidio. Volendo essere onesti, il fastidio e’ un po’ di piu’. E’ un po’ come quando hai bevuto troppo la sera prima e ti ritrovi davanti chiasso e movimento costante. Stai zitto, stai fermo, vattene. Pero’, non bevo piu’ da un sacco di anni.

Mi sono sempre chiesta come facessero questi leggendari personaggi ad essere cosi’ belli svegli la mattina, credo di non aver mai sperimentato, da troppi anni ormai, la fresca sensazione di essere riposata dopo una bella dormita. Eppure, posso garantire (perche’ sono stata sorvegliata in un ospedale per un mese di fila), dormo bene, non ho disturbi del sonno.

Esistono persone che sono energiche persino DURANTE il sonno, pigliano, si girano quasi SALTANDO sul letto, si muovono di continuo, nella migliore delle ipotesi strisciano e ti spingono al bordo del letto, parlano ad alta voce dormendo… L’incubo di chiunque ci voglia dormire accanto.

Pero’, nonostante la sensazione di marcato fastidio che questi elementi causano in me, a volte non posso fare a meno di domandarmi quante cose in piu’ potrei fare, al mattino e in generale, se solo non fossi rallentata dalla fisica incapacita’ di farle che si abbatte su di me, vessata da anemie strane che combattono le cure, e da una conseguente pressione sanguigna ballerina, e generale costante stanchezza fisica.

Che farei io con le loro energie? Mi darei fastidio da sola, forse, eppure… Eppure forse no, forse vedrei il mucchietto di vestiti davanti a me e stabilirei che tutto sommato non e’ cosi’ tanto un problema spostarlo in un armadio lontano.

Forse non ci metterei ore a decidere di preparare la borsa per andare…

Forse scoprirei la cura per il cancro! No magari quella no, ma potrei comunque fare qualcosa di utile. Qualcosa di utile IN PIU’ !

Potrei andare a correre la mattina! No quello no, peso ancora 106kg dopotutto, mi si sfasciano gambe e cuore. Pero’ magari, magari una bella passeggiata lunga in piu’, anche se fa caldo!

Pensate che roba, non essere completamente ANNIENTATI dal caldo, sarebbe una figata pazzesca. Potrebbe finire quasi per piacermi. Cazzo, domani vado in piscina!!!

E invece no, invece sono qui che mi domando come cazzo faro’ a trascinarmi una valigia per tutta milano per tutto il giorno.

E guardo il gatto, e il gatto guarda me.

E devo prepararmi.

 

 

 

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Mind blowing experiences

Esistono diversi tipi di “Skill mentali”.

L’intelletto, la prontezza di calcolo, la cultura, la saggezza, l’ingegno, l’empatia.

Chi ne possiede uno o piu’ piuttosto alti, e’ spesso una persona ferita. Partendo comunque dal presupposto che non esistono al mondo persone immacolate, e non deviate da esperienze negative, perche’ non esistono persone che non hanno avuto esperienze negative, e nessuno, specialmente in giovane eta’, le prende bene.

Pero’, cio’ che piu’ porta alla riflessione e’ quando queste esperienze negative sono belle pesanti, cosi’ pesanti da spingerti a pensare che questo mondo e’ cosi’ difficile da dover per forza essere osservato, calcolato e ricalcolato per poterci sgomitare dentro.

Un’altra caratteristica che purtroppo possiede chi ha uno o piu’ di quei fattori molto alti e’, tuttavia, disgraziatamente, specialmente superata la sua “gioventu’ “, l’idea di aver capito tutto, che si riassume in una specie di enorme scudo di negativita’ pessimismo e assolutismi rispetto a cio’ che si e’, e il mondo sia, che invece di avere delle spine protettive al di fuori, le possiede “dentro” alla sfera, orientate verso se stesso.

Cercare di modificare queste barriere fa male, o fa paura, quindi non lo si fa, e queste idee si fossilizzano creando una persona dall’apparenza molto forte, ma un nucleo piuttosto fragile e spaventato, spesso molto solo.

Chiunque tenti di intervenire su queste protezioni viene quindi attaccato in modo diretto o subdolo, allontanato, tenuto sotto controllo e sotto giudizio, visto come un rischio. Perche’ il nucleo e’ molliccio, non sia mai che qualcuno possa arrivarci.

Occorre tuttavia insistere, ed approfittare di ogni apertura, perche’ dentro quella palla non c’e’ solo solitudine, c’e’ anche una buona dose di tristezza e di noia, mancano man mano gli interlocutori, le domande che portano al ragionamento e alla risposta, manca il sedersi ad allenare qualcosa di se a cui si da valore. E invece ci sono ancora tante domande, l’intero disegno della propria percezione di se e dell’esterno va costantemente ricontrollato. Pero’ loro, spesso, non lo sanno, o lo sanno, ma la parte di se che lo sa e’ solo una vocina sul retro della loro testa.

A chi usa tanto il cervello occorre ricordare che hanno ancora tanto per cui usarlo. Che esiste la probabilita’, spaventosamente alta, che tutto quello che sono incrollabilmente convinti di sapere sia sbagliato.

Anche e soprattutto sulla persona che pensano di conoscere meglio, se stessi, spesso elaborata come un’immagine costruita con l’aiuto della palla, piu’ che del nucleo.

Occorre ricordar loro che non importa quanto possono azzeccarci spesso sul futuro, non lo conoscono. E danno tante cose, positive o negative, per scontate, quando magari invece affrontandole, sarebbero ben diverse da come le avevano immaginate.

Non tanto per dir loro di abbassare la cresta (antipatico ed inutile, anche se fatto a fin di bene), ma per ricordar loro del loro lato “bambino”, sempre curioso, sempre “immacolato” nell’approcciarsi a cio’ che sa di non sapere, e veloce a lasciar correre scaramucce, a valutare ideali.

Un lato importantissimo di cui in una gran parte si sono privati, iniziando a “pensare troppo” sin da bambini. A volte serve allentare la presa, andare a sensazione, anche se anche soltanto l’idea, a questi soggetti, li terrorizza, li inorridisce.

E’ buffo da pensare, eppure e’ cosi’, molto spesso questi signoroni dalla retorica quasi infallibile, dalla risposta pronta e dalle marmoree convinzioni, non sanno di che cosa hanno bisogno, e perche’.

Perche’ il bisogno e’ debolezza, e’ il nucleo, va eliminato.

E invece c’e’, permane, contro ogni lotta al confinarlo.

Inoltre qualcosa dovrebbe mettere la pulce nell’orecchio a questi luminari, che la loro intelligenza ha un valore per come viene applicata.

Se non la applicano, o lo fanno a danni di altre persone, o di se stessi, allora non vale una cippa.

 

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Come sto? Bene, ma non abbastanza.

La mia situazione e’ piuttosto seccante in realta’.

Ho un lavoro, ma a quanto pare non mi consente di guadagnare abbastanza per starmene per conto mio. Non posso chiedere di piu’ alla famiglia che seguo, perche’ hanno problemi economici, e non me la sento neppure di lasciarli a piedi perche’ SO che chiunque altro, per seguire la loro figlia come faccio io, chiederebbe una cifra che va da un po’ di piu’ per seguirla male, al triplo per seguirla come si deve, e non sono sicura di volere le loro difficolta’ economiche sulla mia coscienza.

Cerco di rimediare alla cosa cercando un coinquilino, ma le spese di condominio (alte al punto da diventare veramente una seccatura) del posto dove andrei a vivere non mi consentono di tenere il prezzo adeguatamente basso. Allora si, la casa e’ bella, l’offerta e’ vantaggiosa, ma per chi non puo’ permettersi di spendere piu’ di tanto, non abbastanza. E il timore che non ci sia qualcuno che puo’ permettersi di spendere piu’ di tot, ma vorrebbe comunque una stanza singola, ogni tanto si fa strada.

Potrei abbassare il prezzo al limite del tirare e stratirare la cinghia con una qual certa incertezza per il futuro, ma lo farei solo se venisse con me qualcuno di fidato, e per un bel po’ di tempo, e indovinate un po’? I miei amici o sono bellamente mantenuti, o hanno gia’ famiglie, sistemazioni e quant’altro, quindi, proprio non se ne parla. Se c’e’ una cosa che ho imparato anche solo dal CERCARE di affittare quella stanza e’ che “sconosciuto” e “fidato” non vanno per niente d’accordo. Le persone, con pochissime eccezioni, trattano le cose e gli altri con una leggerezza che rasenta l’assurdo, e una totale mancanza di rispetto. E viste le esperienze dei miei amici che hanno convissuto, questa convinzione si e’ solo fatta piu’ marmorea.

Inoltre, sono abbastanza tristemente certa che si cercherebbe comunque di trattenermi qui perche’ il lavoro che faccio “non e’ sicuro”, anche se non c’e’ nessuna certezza in nessun lavoro di nessun tipo ormai, e non c’e’ sicurezza piu’ grande dell’assistere persone che hanno bisogno di te e della tua lealta’, invece.

Cercando un lavoro che non sia badare a bambini e gatti, le mie competenze sono tante in tanti campi, ma per qualche ragione qualcosa non cozza, non vengo mai giudicata abbastanza neanche per farmi uno straccio di periodo di prova. In barba alle diverse esperienze, per alcuni manca la patente, per altri un pisello (vorrei aver avuto, in quegli anni, abbastanza soldi per far partire una causa della madonna), per altri ancora non so dimostrare entusiasmo, altri ancora cercano una persona “presentabile”, anche se non devono presentarla a nessuno. Per altri ancora ho troppe competenze in troppi campi. Non sia mai che sia una cosa buona, che sia un segno che qualcuno puo’ velocemente imparare qualsiasi cosa, no, figurati, e’ solo vista come una mancanza di specializzazione… E allora togli via competenze miratamente per ogni colloquio, salvo poi dover fare la vaga quando ti chiedono che hai fatto nel frattempo…

Potrei arrotondare il lavoro che gia’ faccio con il lavoro di cat sitting, il problema resta che e’ molto piu’ raro che si cerchi una persona per tenere il gatto durante periodi in cui non ci sono feste o ferie. Per quanto una persona possa viaggiare, se ha bisogno di assentarsi per gran parte dell’anno, che cavolo se lo tiene a fare il gatto?

Ho perso un sacco di peso, ma non abbastanza. Fra l’altro sto avendo sempre piu’ difficolta’ a trangugiare tutto quello che mi stanno dicendo di mangiare, gia’ prima non avevo cosi’ tanta fame, ora sta diventando davvero difficile.

Ho sistemato un bel po’ dei miei problemi di salute, ma non abbastanza per non ritrovarmi completamente a terra e quasi incapacitata a muovermi durante l’estate, e perennemente stanca e fiacca. Faccio cure con integratori di ferro, ma non servono a niente, come non le avessi mai fatte.

Sto dai miei genitori, ma e’ una cosa che non avrei mai voluto fare per piu’ di qualche mese, si sta protraendo decisamente per troppo tempo, e a mio avviso causa disagi a tutti quanti.

Come mi sento davanti a tutto questo? Molto stanca, e un po’ demotivata. Certe volte pensarci mi butta davvero a terra.

Mi rendo conto che l’unica cosa che mi sembra stia andando bene e basta sia la r— il… boh? Qualunque cosa sia quella che ho intrapreso con un ragazzo che inseguo da un bel po’. Ma rendiamoci conto, non sono nemmeno in grado di spiegare con certezza di che cosa cazzo si tratti, motivo per cui non mi sbilancio neanche a nominarlo, e questo e’ quello che va bene!

Mi rendo conto che dovrei restare positiva, farmi forza, e semplicemente continuare a sbattere contro i muri finche’ non li abbatto, ma se mi e’ concesso qualche minuto di sincerita’, a volte penso che mi servirebbe una spinta che non sia gradevole come un calcio nel culo, o un’occasione, un qualcosa che sblocchi un minimo la situazione, possibilmente senza peggiorarla.

Perche’ non so se posso reggere un altro peggioramento senza mandare in culo tutto e tutti, affittare TUTTA la casa al primo snob che passa, e cercarmi io una stanza a casa di qualcuno. O cambiare stato, o fare qualsiasi altra cosa dettata principalmente dall’esasperazione. Dopotutto per fortuna a me non serve molto per vivere bene, pero’ preferirei una soluzione meno drastica e piu’ conveniente.

Non sto neanche a pensare alle differenze di trattamento che vedo davanti a questo genere di cose attorno a me, perche’ se no mi girano soltanto le palle, ed e’ una cosa inutile visto che la mia situazione, purtroppo, non cambia anche se altre persone rispetto a me sono piu’ fortunate in merito.

Perche’ sta lamentazione quindi?

Ma niente, e’ estate, e invece di rischiare coccoloni (vista la mia salute) correndo da un lato all’altro di Milano per non so neanche bene che cosa, avrei voluto fare altre cose, dal risolvere la situazione al semplice dire “fuck this shit” e farmi un paio di settimane in un posto freddo.

Perche’ non e’ poco che sbatto il muso su ste cose, e non e’ per niente una cosa semplice. Mi sento perennemente ingabbiata, e sottovalutata, che e’ una cosa che mi da sui nervi da sempre proprio. A volte penso che dovrei staccare un attimo la spina, per riapprocciare il problema con una mentalita’ piu’ fresca. Solo che non e’ proprio il momento, non e’ mai il momento da un sacco di anni, se non per pochi giorni che, onestamente, a ricaricarsi, non bastano.

Il fatto e’ che il clima non aiuta, ma non mi sento per niente in forma, neanche mentalmente. Sta cosa mi logora visibilmente, e vorrei solo trovare il modo di spingere tutti sti problemi del cazzo in un angolo il piu’ velocemente possibile, e non pensarci piu’, in qualunque modo.

Togliermi da qui prima di tutto, perche’ qui sono un fastidio, e non ci sto bene nemmeno io.

 

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Qualche consiglio da una Cat Sitter ai padroni… – Parte 2 – LA LETTIERA

lettiera-sabbia

Premetto, come faro’ in ogni post che tratta di consigli sulla cura dei vostri mici, che non sono qui a dirvi di rivoluzionare le abitudini dei vostri gatti, ma a dare delle informazioni generali che non sempre sono di conoscenza comune, che creano soluzioni ideali che si possono seguire, come anche no, a seconda delle esigenze.

 

Un’altra cosa sulla quale noto molta confusione, e soprattutto poca cura dell’esigenza del felino rispetto a quella degli umani, sono le lettiere.

Ogni padrone ama l’idea una bella lettiera il meno possibile ingombrante, coperta cosi’ non si vedono i bisognini, senza una traccia di odore, ma che in compenso puo’ permettersi di cambiare una volta ogni morte di Papa. Ma lasciate che ve lo dica francamente, questo non e’ il modo in cui ci si prende cura della toilette del vostro micio. Se fossimo gli animali di qualcuno, sarebbe molto piu’ comodo sistemare il nostro water come una turca nascosta in qualche cortile, piuttosto che riservare una stanza riscaldata con tanto di seduta in ceramica, e poi la carta igienica costa, bastano dei giornali, e si puo’ benissimo tirare avanti finche’ proprio non si sporca prima di pulire, piuttosto che stare ad igenizzare bene, per dire… E’ proprio con questa mentalita’ che molto spesso trascuriamo le abitudini e le esigenze dei nostri gatti, talvolta con conseguenze spiacevoli come il costringerli a fare i bisogni fuori dalla cassettina per sottolineare il loro disagio, o delle allergie o infiammazioni alle zampette, o un marcato disagio durante l’ora dei bisognini.

Alcuni gatti si adattano senza grossi problemi ai nostri capricci, e questa e’ una grande fortuna. Occorre pero’ fare molta attenzione che questo adattamento sia effettivamente, per il felino, privo di disagio. Per esempio, quando cammina sulla sabbietta, il micio sembra volerci stare a contatto il meno possibile? Probabilmente quel tipo di grana gli da fastidio alle zampe, e andrebbe cambiato.  Quando annusa la sabbietta, anche se la usa, fa una faccia schifata? Probabilmente la profumazione della sabbietta, o il mix di odore di urina e profumazione della sabbietta non gli piace. Nonostante sia li’ da molto la cassettina chiusa con lo sportellino, e la usi regolarmente, si dimostra goffo e perplesso ogni volta che deve spingerne la porticina? Forse e’ il caso di rimuoverla. Il gatto sembra metterci una vita a cercare di coprire i propri bisogni, scavando scavando per diversi minuti persino il fondo della cassettina? Forse e’ il caso di mettere piu’ sabbietta.

Inoltre essendo molto abitudinari, il cambio per alcuni puo’ portare ad un rifiuto. Non scoraggiatevi e continuate a cercare una soluzione che non porti disagio al micio, ne’ a voi. Prima o poi la giusta combinazione verra’ fuori, e a quel punto, e’ consigliabile non fare altri cambi, ne’ di struttura esterna, ne’ di lettiera, ne’ di posizione. Il passo da una lettiera a cristalli rispetto ad una sabbiosa puo’ essere ugualmente fastioso per il micio, perche’ abituato ad assenza di “polvere”, puo’ non gradire quella che di solito vien su da altri tipi di sabbiette. Bisogna andare un po’ a tentativi.

In linea di massima le linee guida che io personalmente seguo sono queste:

Prima di tutto, prima di OGNI cosa, osservate bene il gatto!

  •  Il micio e’ un cucciolo? Avra’ bisogno di una cassettina nella quale non fara’ fatica ad entrare, ma comunque piuttosto larga. Il consiglio e’ cercare una cassettina di facile accesso, ma che potra’ mantenere anche in eta’ adulta, tenendo conto che crescera’ di dimensioni, e che in un secondo tempo potrebbe scavare con una certa veemenza, quindi delle pareti alte dovra’ comunque averle. Esistono cassettine con un solo lato “basso” o aperto, che limitano il problema, e le fuoriuscite di sabbietta da quel singolo lato possono essere intercettate da appositi tappetini, per evitare che finiscano dappertutto.
  • La cassettina dove e’ sistemata la lettiera deve essere sempre di dimensioni adeguate al micio, nel caso non la fosse, e’ sempre meglio troppo larga che troppo stretta. Il gatto non deve starci scomodo, o entrarci a malapena. Non si puo’, per dire, prendere una di quelle cassettine piccine che stanno in bagno a un Maine Coon, perche’ dentro a quelle gli ci sta malapena il sedere. Pero’, una cassettina gigante per un gattino grosso come un paio di mani, invece, va bene. Non che serva una stanza intera, ma in linea di massima piu’ spazio avete da dedicarci, meglio e’.
  • La cassettina dovrebbe sempre essere situata in zone poco trafficate, o quantomeno lontana da rumori o movimenti molesti. Ad alcuni gatti piace una cassettina in una stanza frequentata, tipo la cucina (ai padroni, pero’, questa cosa piace di meno…), perche’ da loro l’impressione di avere il controllo del territorio. Nonostante cio’, a NESSUN gatto piace che nella zona cosi’ “controllata” ci sia baccano, ai gatti semplicemente il baccano non piace, anche se ci si possono adeguare. Altri sono timidi e preferiscono zone appartate, quasi nascoste. Per alcuni, la zona appartata da una privacy sufficiente, per altri gatti molto timidi, essere esposti alla vista mentre fanno i bisogni e’ uno stress. Altri gatti ancora, pero’, e mi sbilancio a dire che sono la maggior parte, non sopportano le cassettine chiuse, e preferiscono avere una maggior visibilita’ e un maggior spazio di manovra. Ancora una volta, il consiglio valido per tutti e’ osservare il micio.
  • Avete un giardino, e il gatto preferisce usare quello come water? Assolutamente normale. E’ sempre bene tenere una cassettina in casa “per ogni evenienza”, specialmente d’inverno e di notte, ma il micio scegliera’ una zona del giardino (scoprite quale sia, per poterla tenere opportunamente pulita e scongiurare spiacevoli incidenti) per i suoi bisogni. A voi pero’ questa cosa non piace, perche’ la ritenete poco igienica e non potete tenere sotto controllo le feci? Provate a mantenere il giardino umido, o profumato con una fragranza che puo’ dar loro fastidio (aceto, o agrumi vari), o piantate nel terreno alcuni impedimenti per scavare che non facciano loro del male (di gomma, o plastica).
  • Avete piu’ di un gatto? Ogni gatto dovra’ avere la sua cassettina, in base anche alle sue dimensioni e alle sue esigenze. Alcuni gatti tollerano senza problemi di avere le cassettine vicine, altri non riescono a sopportare l’idea che gli altri lascino il loro odore troppo vicino al loro. Se vedete disagi o litigi fra i mici per via delle cassettine, prendetele di tipo diverso (magari una aperta e una chiusa, o di forme diverse), in modo da incentivare i mici ad una preferenza. Se poi tutti e due ne scelgono una, litigandoci su, prendetene due uguali a quella, e spostatele in diverse zone della casa.

 

Per quanto riguarda la sabbietta, anche, le cose si fanno complicate in base alle esigenze sia del gatto, sia dei padroni, sia dell’ambiente.

Sento molto spesso dire ai padroni dei gatti che certe sabbiette “puzzano”. Vorrei spezzare una lancia in merito: Una cassettina tenuta opportunamente pulita, puo’ non profumare di mughetto, ma non puzza neanche. Se non volete cattivi odori, per prima cosa non trascurate la lettiera del vostro gatto. Dopotutto anche i vostri bisogni puzzano, nel momento in cui li avete fatti, se li lasciate li’, e anche diversi minuti dopo che avete tirato l’acqua, in certi casi. Quindi, posso comprendere l’esigenza di un materiale che assorba gli odori, o di optare per cassettine chiuse con i carboni attivi, pero’ naturalmente, in caso di trascuratezza, servira’ il giusto, e dara’ solo fastidio ai vostri mici. Esistono inoltre in commercio delle polveri per sabbiette, che hanno degli odori naturali che non infastidiscono il gatto, che si possono aggiungere eventualmente in piccolissime dosi alle sabbie delle cassettine aperte, e possono aiutare senza creare disagi.

In ogni caso spero sia inutile specificare che, per quanto questo renda piu’ possibili fuoriuscite di sabbietta e meno economico il cambio totale, i gatti preferiscono avere abbastanza sabbietta per scavare, e lasciarne un letto che copre malapena il fondo, e a volte manco tutto il fondo, non e’ sempre una buona idea.

Per quanto riguarda invece le caratteristiche, personalmente alla mia sabbietta chiedo solo alcune cose fondamentali: 1) che piaccia al gatto 2) che non faccia polvere 3) che sia facile da pulire, perche’ non importa quanto la vostra sabbietta “duri” prima di fare odore, va COMUNQUE pulita quotidianamente. 4) Che non faccia quello sgradevole odore di piscio+chimico che da fastidio tanto al nostro naso, quanto a quello del micio. E non intendo “nell’aria”, ma vicino alla sabbietta, perche’ e’ quello l’odore che conta, e’ quello a cui viene sottoposto il vostro gatto.

Sono una brutta persona, perche’ non e’ certo per il fattore ambientale (importante!) che faccio le mie scelte. Nonostante cio’, preferisco comunque le sabbiette vegetali, anche se vanno scelte con cura, perche’ alcune proprio non piacciono ne’ ai gatti, ne’ agli umani. Con la giusta qualita’ si raggiunge il giusto rapporto odore/materiale/praticita’/prezzo. Nel mio caso le scelgo agglomeranti, perche’ posso semplicemente rimuovere i bisogni appena li vedo, buttandoli direttamente nel water (cosa che con altre sabbiette NON si puo’ fare), e non resta niente di impregnato di urina nella lettiera che sia complesso rimuovere senza cambiare totalmente la sabbia, pronto a smettere a tradimento di assorbire lasciando una sgradevole pozza sul fondo. E’ un difetto delle sabbiette assorbenti che non tollero proprio, a prescindere da quanto sembrino “efficienti”.

Ognuno, tuttavia, deve poter scegliere da se. A tale scopo, vi rimando a questa pratica guida: Scegliere la miglior lettiera per gatti

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