Fatteli aprire da qualcun’altro!!!

Ognuno ha quei suoi momenti di sconfitta quotidiani con i quali ormai ha fatto pace, come nemici naturali, come una forza superiore a cui ormai ci si e’ arresi e contro la quale si son trovate contromisure soddisfacenti.
 
A me capita quando giunge il momento.
 
Mi metto faccia a faccia con la credenza, vi appoggio l’ossuta manina, e con la grazia poco barbarica che mi contraddistingue, prendo il barattolo dei funghetti sott’olio.
Finche’ ce l’ho in mano, chiuso, promettente, e’ una vera gioia degli occhi. Capiente, vetroso, con tutti quei gustosi, piccoli e anche carini funghetti che si spingono l’uno contro l’altro in un mondo di salamoia che li ingrandisce e rende simili alla vista a quelli che ci sono in noti videogiochi.
Poi, passo la mano sul barattolo, sul tappo.
E giro.
……..Non succede niente.
Niente "pop" che conferma la riuscita apertura dell’attrezzo infernale.
Il tappo non si muove di un millimetro, al contrario mi scivola abilmente sotto le dita e riesce pure in qualche arcano modo a farmi male.
Riprovo, stringo piu’ forte.
……..Niente.
 
E’ in quel preciso momento che parte la crociata dell’ingegno umano contro la forza bruta. Mi munisco di asciugapiatti, e riprovo l’impresa. Questo funziona solo in un irrisorio 1% dei casi. Fallito.
Metto il barattolo sul tavolo, e cerco il mio miracoloso cavatappi con l’angolino magico, che serve per sollevare un lembo del tappo malefico, far passare l’aria, e rendere la pressione finalmente meno forzuta del sottoscritto.
……..E’ nella lavastoviglie.
Cerco il punteruolo, ma mi rendo conto che non e’ un metodo molto furbo. Un coltello! Non ci passa.
 
Esasperato vado da mio padre e gli dico "senti ma sta scatola di f…"
Prende il barattolo a mani nude, lo gira senza il minimo sforzo e me lo restituisce.
 
… Ok. Ammettiamolo, e’ umiliante, ma io il piu’ delle volte me ne frego, mi pappo i miei funghetti osservando sospettoso il tappo a vite, e pensando come per parlargli silenziosamente, "perche’ non ti fai aprire in maniera normale?".
 
Oggi, ho deciso che era colpa del fatto che sono troppo debole e rachitico, e che la mia forma fisica da quando ho smesso di fare danza sta visibilmente peggiorando. Continuando di questo passo, senza ne’ grasso ne’ muscoli, probabilmente un giorno cadro’ nella distanza fra la banchina e il treno di qualche metropolitana milanese, e l’episodio verra’ ricordato dai posteri come "la tragica fine dell’uomo fazzoletto".
 
Cosi’ sono andato a visitare, qui in paese, uno dei famosi templi del muscolo chiamati palestre, cose che sorprendentemente, in un posto dove ancora un po’ e non arriva neanche il burger king, fioriscono rigogliosamente.
 
Mi decido, anche se scettico. Entro.
Mi avvicino a una sorta di bancone con due signorine.
"Salve, come posso aiutarla?"
"Salve, dunque vorrei qualche informazione, sto girando un po’ di palestre, per eventualmente sceglierne una a cui iscrivermi"
La signorina cambia espressione. "Ah. Err… Si un secondo che le chiamo la commerciale.".
Mi domando perche’ tanta incredulita’ quasi di scherno, ma fingo indifferenza davanti alla cosa e attendo. Vengo quindi portato da una signora che mi fa una lunghissima menata sulla convenienza dell’assurdissimo prezzo che mi ha proposto, su quanto nella mia vita mi sia effettivamente fondamentale una palestra in quanto molto sedentario (estremamente sedentario aggiungerei), e via dicendo, e mi attacca un bottone che non finisce piu’, salvo poi darmi una settimana di prova gratuita, e spingermi a forza, impreparato e anche un po’ stordito dalla sua estenuante parlantina, nell’area "operativa" della macchina infernale, solo ed indifeso.
 
Lo spettacolo che mi si para davanti sembra apparentemente tranquillo. Uomini criceto apparentemente molto allenati che corrono su tapirulan, gente che fa pesi, persone che spariscono sotto le scale per andare a fare non so bene se una sauna o un bagno, e spazi liberi dove fare esercizi con degli attrezzi da ginnastica (gia’ piu’ il mio stile). Faccio per avvicinarmi a quest’ultima area quando mi accorgo che sto superando una sorta di bancone interno con due o tre tizi, una delle quali mi identifica, mi insegue ed intercetta come un robot assassino.
 
"Ciao sei nuovo?"
"Non lo so ancora. Sto facendo sta settimana di prova." Mostro il cartellino.
"Ah! Io sono un personal trainer! Puoi trovarmi li’ per consigli su che esercizi fare e con che macchinari, a seconda delle tue esigenze e del tuo attuale stato fisico"
"Non riesco ad aprire un barattolo di funghetti."
"eheheheh bhe ma capita a tutti sai?"
"Vorrei aprire un barattolo di funghetti. Ed evitare la decadenza del mio fisico per quando riprendero’ a far danza moderna."
"Oh, sei un ballerino? eheheeh"
"Si… O meglio lo sono stato."
"Eheeheh belliiiissimo!!! Come mai hai smesso?"
"Mi e’ stato offerto un lavoro da casa molto redditizio comodo e rilassante"
"Ah! che fortuna! ehehehe!"
"Senti secondo te che posso fare per queste braccia?" Tiro su il braccio e le mostro la circonferenza del mio polso.
"Eeeeh c’e’ molto da lavorare qui ehehehe. C’e’ da mettere su un po’ di tono muscolare. E poi, lasciatelo dire, dovresti mangiare un po’ di piu’."
"Io mangio tantissimo."
"eeheheh che fortuna allora! Sai quante persone qui vorrebbero essere cosi’?"
Inizio a domandarmi se la tipa sia in grado di smettere di ridacchiare in maniera fastidiosissima. "Bene, cosa puoi farmi vedere e provare di questi macchinari?"
"Vieni vieni!!!"
Mi fa un accurato tour della palestra, attaccando occasionalmente bottone chiedendomi se sono per caso straniero, perche’ ho dei lineamenti non molto europei (Ma dai! Sagace!). A discapito dell’aria molto ottusa che assume nelle conversazioni informali, pare molto seria e ferrata.
 
Dopo un po’ inizia seriamente a mancarmi ossigeno. Il tiepido odore dell’ambiente inizia a nausearmi e mi siedo in beata solitudine su una panchina vicino a una scalinata da cui viene fuori area fresca, anche se in quantita’ non sufficiente a farmi riprendere del tutto.
E’ proprio dalle scale li’ che sale il mio incubo peggiore, dopo soli 5 minuti: Alberto.
Alberto non e’ un mio amico. Alberto non e’ un mio conoscente. Alberto e’ colui che mi si appiccica al sedere *ogni* qual volta che esco di casa qui, ed esco decisamente poco. Lo trovo al supermercato, al gelataio, dal pizzaiolo, dappertutto. E si fa sempre, sempre, sempre gli affaracci miei.
"Keeei!!!"
"E? A! Alberto???"
"Ma che ci fai qui?"
"La domanda e’ piu’ che legittima."
"Che c’e’ sei a corto di figa?"
"Cosa scusa?"
"Figa dai! Guarda quante belle topone che ci sono qua… A me piace un sacco…. ecco quella li’"
Guardo annoiato. "Albi sai che a me piace un altro tipo di donna".
"Ma dai e’ gnocca lo stesso no?"
"Come molte altre qui…"
"Vedo che ci siamo capiti. Eehehhe Kei, Kei, qui si cucca alla grande."
"Ma davvero?"
"Eeheheh si si le ragazze vengono qui per farsi piu’ belle no, quindi eheheh e’ piu’ facile che qui se le fai sentire apprezzate non si offendono, capisci cosa intendo no?"
Mi schiaffeggio la fronte con una mano e la lascio scivolare sulla mia faccia giu’ fino al collo, senza rispondere.
"Che c’e’? Eddai mamma mia come sei! Ma stai male? sei piu’ pallido del solito!"
"Mi manca l’aria."
"Ah. E esci no?"
"Cercavo giusto di recuperare le forze necessarie a recarmi verso l’uscita"
"Aaa!! Aspetta aspetta! Prendo un po’ d’acqua"
"Grazie."
 
Alla fine della grande avventura, fuori dalla palestra, Alberto si fuma una sigaretta riaccompagnandomi verso casa, e parte:
"Posso chiederti due cose?"
"Prego."
"Ma perche’ ti sei iscritto in palestra?"
"Perche’ non riesco ad aprire il barattolo dei funghetti."
"…"
"…"
"ahahahah ma dai scemo! Pensavo fosse per farti piu’… insomma…"
"… bello?"
"Eh, si, insomma, muscoloso."
"L’idea era quella, anche perche’ mi sto indebolendo anche piu’ del solito a furia di star seduto."
"Quindi non per le tipe? Cioe’ ultimamente Kei, non ti vedo piu’ con Alessia…"
"Alessia s’e’ messa con un ragazzo."
"Ah! E Valentina?"
"Anche."
"… Ecco vedi cosa intendo? Non e’ che e’ per quello?"
"Giuro, solo rotondi e buonissimi funghetti. Qual’era l’altra domanda?"
"Senti Kei ma non e’ che tu sei un po’…"
"Un po’?"
"…"
"?"
"Orecchio?"
Mi tasto l’orecchio con aria interrogativa, poi dopo migliaia di giri mentali, ci arrivo. "intendi omosessuale?"
"Si, orecchio, non e’ che ho niente e’ contro i gheis, ma… giusto per saperlo, in amicizia."
"Albi io apprezzo tutto cio’ che la natura ci mette a disposizione"
"Non mi sembra: Ti passano sempre davanti di quelle belle fiche che non e’ possibile e tu manco te ne accorgi!"
"… ho solo dei gusti un po’ bizzarri Albi."
"Bhe ma per quella storia la’ dei funghi"
"Eh"
"Scemo ma fatteli aprire da qualcun’altro!!"
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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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2 risposte a Fatteli aprire da qualcun’altro!!!

  1. Danila ha detto:

    Dove te lo costruisco un altare per adorarti, maledetto genio!? XD
     
    (Ah,consiglio da amica…esistono i funghetti con l\’apertura a strappo!)

  2. Ombra ha detto:

    oddioooooo Keiiiiinoo…sto morendoooo XD giuro ho le lacrime….ma come faiiii…
    ok passate le risate…non va mica bene…mi sa che ti devi iscrivere davvero in palestra, se no finisce davvero che non riesci neanche ad alzarti dal letto perchè la testa è troppo pesante…(e mi hai fatto riflettere pure a me, perchè ora che ci penso pure io son troppo sedentario…solo che io sto iniziando a mettere su la panza…che è peggio quindi mi sa che mi ci iscrivo pure io…) cmq viva i funghetti sott\’olio!
     
    Ps Quell\’Alberto… abbattilo…anzi, fallo abbattere XD

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