Stanco

Vorrei amarvi tutti, come ho sempre cercato di fare,
Dedicare almeno un sorriso al giorno a chi ne ha bisogno,
Donare a chi lo cerca la possibilita’ di un sogno
Coccolarvi nonostante la mia presunta crudelta’ ed insensibilita’,
tutti, veramente, come sempre, come sempre.

Ma sono stanco, stanco nella testa, stanco nel fisico, stanco nell’anima.
Non riesco piu’ a esistere prima delle sei di sera,
Non riesco piu’ a scapicollarmi da un lato all’altro delle mie esistenze,
nel disperato tentativo di non lasciare indietro nessuno
nessuno.

Non mi e’ piu’ dato, in certi sensi, in certi affetti, avere la forza, e’ stato tutto e sara’ tutto cosi’ incredibilmente inutile, o peggio, dannoso, che non so.
Non so.

Alcuni di voi partiranno, e mi mancheranno.
Altri sono gia’ partiti, e la loro presenza e’ gia’ approssimativa, ricalca un’assenza protratta nel tempo, davanti alla quale non posso farci un granche’, la condanna che colpisce i miei amici piu’ cari, la distanza, la distanza.
No need to fear the distance here, ma bhe, ma bhe, e’ pur sempre qualcosa che rompe, che impedisce.
Anche nell’era di internet, non sono in grado di sapere di che vita e morte sta vivendo e morendo la mia migliore amica con la precisione di un tempo.
Vedo gente vagarle attorno nelle foto, come un grottesco teatrino.
Non li conosco neanche per sentito dire.

Anche nell’era di internet, sono stanco.
Stanco di pensare che non ho voglia, praticamente di tutto, in preda a questa accidia/pigrizia perenne e gigantesca, gigantesca.
Stanco di correre dietro a gente che di rimando non fa che pretendere che io continui a farlo, invece di dirmi grazie. E che evidenziarmi che non e’ mai il modo giusto, e non e’ mai abbastanza.

Stanco di sentirmi dare del bambino e dell’egoista da gente di un’infantilismo e una cocciutaggine, e soprattutto di un egoismo e di un egocentrismo che superano i miei di tante, troppe misure. (Abby non c’entri niente tu NdK)

Vorrei riuscire davvero a rinchiudermi nel disgusto come un tempo, si stava meglio quando si stava peggio, non c’e’ rosa senza spine, cielo a pecorelle acqua a catinelle, non ci sono piu’ le mezze stagioni, non si trova piu’ parcheggio.

Le sveglie non mi svegliano piu’.
Il citofono non suona.

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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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