All’inizio ci ridi su e provi, dopo un anno li maltolleri, dopo due anni ti teleporti via

Ecco il glorioso elenco delle Second Life stronzate che sinceramente sto iniziando a detestare. Questo post e’ stato EDITATO per una grave dimenticanza, mea culpa.

  • L’uso smodato delle gesture. Ragazzi… Una volta basta. E non c’e’ bisogno di riempire il vuoto cosmico della chat quando ballate con il vostro insopportabile rumore e inquinamento visivo. Gia’ la musica spesso non e’ il massimo, se poi me la riempite di "IIIII-HAAAA!!!" – "ABBeLLaFiQA!" e via dicendo, per di piu’ ripetuti a nastro finche’ ogni parvenza di conversazione che si puo’ provare sparisce dalla faccia dello schermo, diventa decisamente irritante. Stessa cosa nelle piazze. E’ davvero cosi’ tanto fondamentale mettersi a ingropparsi le spalle a vicenda e spararsi pessime gesture a sfondo spesso sessuale (perche’ l’italiano medio si diverte con poco, basta cadere di stile vertiginosamente)? Saro’ intollerante e ci sara’ il tasto mute, ma insomma non mi va manco di mutare mezza SL, alla fine sono come i tamarri, se li prendi singolarmente sono ottime persone.
  • Il voice. Il voice e’ la rivincita della Real Life su Second Life. Congratulazioni, ce l’abbiamo fatta a sputtanare e banalizzare estremamente quasi ogni cosa di positivo che un mondo virtuale, in quanto virtuale, puo’ dare. Ora chi decide di non parlare di figa e di calcio ad alta voce in mezzo a una piazza e’ emarginato con successo, perche’ chi usa il voice non solo tende a scavalcare i riti che sono necessari alla digitazione (pensare prima di premere invio, rileggersi, livellare il proprio tono e livello di voce a quello degli altri, inesistente, e quindi stare ben attenti che il contenuto delle parole dia la giusta idea) decadendo quindi nel classico effetto folla burina (che mi ricorda sempre molto vivamente perche’ io odiassi tanto andare in giro e parlare con la gente), ma non presta neanche particolare attenzione a cio’ che viene digitato. Porca miseria, e’ come la peste, in particolare perche’ se ne verifica un over utilizzo in ogni dannata piazza o evento, e al grido di "il voice non lagga, non diciamo cazzate alla fine gira su un server diverso", crashiamo tutti quanti insieme e camminiamo rasente i muri per poter sentire le nuove avventure di Filomena Boccadigelso, grande escort uomo con il modificatore vocale che e’ tanto simpatica e affidabile e cucca come una rete da pesca findus. Intanto a Kei, che ama tanto il silenzio, viene un poderoso mal di testa. L’immaginazione muore, ecco la tua vera voce che viene fuori dal tuo personaggio, inesorabile, ininterpretabile, uccidendo la magia della fantasia, del chissa’ chi si ha davanti, del mondo fatto di anime e interno, e tutti insieme si fa una bella pizzata la’ fuori, ci si va a conoscere, si punta ancora di piu’ a cuccare e mischiare finendo nell’oltre. Chi si rifiuta, viene vissuto con sufficienza (e cazzo, devo scrivere! Mi raccomando troppa fatica cala che ti viene il gomito del tennista) e diffidenza (sara’ un uomo/una donna?) Saro’ vecchio, ma mi mette un sacco di tristezza.
  •  Il drama. La gente su SecondLife, se non si distrae lavorando e stando dietro a progetti, parte a prendere le cose con una qual certa ingiustificata ansia. Non c’e’ eccezione, chi e’ stupido, chi e’ intelligente, chi e’ profondo, chi e’ superficiale, dopo un po’ di tempo che si sta su secondlife si viene investiti, assorbiti e convertiti al drama. Succede quindi che ogni piccola cosa diventa cosi’ pesante per noi e per gli altri, che alla fine si crea una sorta di gigantesca palla di stress lacrime e frustrazioni assolutamente negativa, e succede per ogni singola foglia che trema. Si diventa appiccicosi, dipendenti, folli, manipolatori, tesi, paranoici, tristi, adoratori, pessimisti, incazzosi, e si perde del tutto la concezione di cio’ che e’ normale. Del tutto! Io non mi stanchero’ mai di ripeterlo, non ce ne si rende nemmeno conto, nel momento stesso in cui ci si ritrova a piangere o incazzarsi dietro allo schermo si ritiene che sia tutto perfettamente normale e giusto, sempre, e che siano gli altri, in ogni caso, ad essere pazzi o insensibili. L’elemento autoanalisi non c’e’, perche’ i metri di giudizio si sballano come un termometro rotto per cui fa sempre un caldo della madonna anche a -2 gradi. Immaginiamoci ora tutto questo applicato a un grosso contesto sociale, dove migliaia e migliaia di persone stanche stressate e oppresse, quasi sempre all’erta contro cose che manco le minacciano, devono interagire. Troveremo rapporti che andando bene rischiano di diventare pesanti e morbosi in quanto "unica cosa che va bene", e regolarmente quando succede e lo si fa notare "chi io? ma grazie al cielo ho altro a cui pensare" (Attenzione: Se hai detto questa frase non sentirti chiamato direttamente in causa. In realta’ e’ un classico, sicuramente l’avranno detto anche a te, e se non e’ successo forse e’ soltanto perche’ non sei una persona che ha bisogno di spazi). Poi ci sono i rapporti che vanno male, e sfociano in psicodrammi e guerre che sono davvero fuori dalla grazia di dio. Fazioni che buttano via logica e obiettivita’ in quanto tutto cio’ che finisce a fare il "nemico" diventa una cosa sbagliata e fatta di proposito. E’ davvero ridicolo da vedere dall’esterno, ma solo l’immaginare come ci si possa sentire in questa palla di odio e giudizio mi fa rabbrividire. Poi non parliamo del drama lavorativo invece. Quando in un progetto c’e’ chi cerca di primeggiare, c’e’ chi cerca di far notare errori in maniera sbagliata, c’e’ chi cerca di sottolineare la propria presunta importanza rispetto agli altri, e finisce tutto in una grossa tediosa scazzottata fatta di provocazioni sterili in cui alla fine chi produce qualcosa di veramente valido spesso e’ proprio quello che e’ stato zitto, o e’ stato a proporre le proprie idee in maniera educata e poco polemica. Sono cose cosi’ stancanti che alla fine guardi l’icona del client e ti dici "quasi quasi non ci clicco.".
  • Il doppiogiochismo. Ora… Chi non l’ha fatto almeno una volta nella propria vita? Anche solo in buona fede, perche’ semplicemente non si vuole stare da una parte o dall’altra fra due amici che litigano, e si vuole provare a far ragionare entrambi dando ragione dove hanno ragione, torto dove hanno torto, e avendo un quadro della loro situazione molto ampio e distaccato. Cercando di tamponare e raggirare gli eccessi di iniziativa dati dalla rabbia, e via dicendo. Non e’ questo che mi fa incazzare, in quanto sarebbe comunque un tipo di comportamento votato a qualcosa di positivo. Mi fa incazzare quando invece e’ portato avanti per scopi puramente negativi. Votato al mettere una persona contro l’altra per trarne beneficio personale, cosi’ entrambe non si fidano, sclerano a te, e tu sei in cima al bordello, confidente e rimescolatore di tutto. Dimenticando che esistono persone che questo tipo di cose le intercettano al volo, sebbene possano simulare indifferenza alla cosa. O anche le piu’ semplici malelingue distribuite e tirate fuori allo scopo di farsi piu’ grandi, o cercare di infossare il "nemico"… Fa tutto parte del drama, e della psicosi collettiva, c’e’ questa voglia di primeggiare, difendere, pianificare, che fa seriamente paura. Ragazzi, relax, che queste cose portano brutte conseguenze. E le portano, le portano… Posso chiaramente affermare di non aver MAI visto anche solo UNA singola persona esimersi dal pensare e comportarsi in maniera viscida e calcolatrice. Fosse anche solo per non far incazzare qualcuno, o non scaturire qualcosa. Ma non e’ tanto questo quello che mi irrita, quanto il fatto che una volta messi al muro, non sono in grado di prendersi la responsabilita’ di quello che hanno fatto, trasformando tutto quanto in un’eterno truffarsi a vicenda che alla fine non ha neanche nessunissimo significato.
  • La beatificazione dello stronzo. Lo stronzo su SecondLife, se si ha un minimo di basi di psicologia sociale alle spalle, lo si inquadra immediatamente. Spesso ha una cerchia di persone, non amici ma collaboratorio colleghi, che gli stanno sempre attorno e che sono pronti a votarsi alla sua causa qualunque cosa egli voglia fare. E’ abile con le parole, fa sembrare tutti i propri capricci una grande quest alla salvaguardia delle meraviglie e dei sogni, prende e studia ogni persona con cui ha a che fare per poter far leva su quello in cui credono piu’ fermamente, molto spesso partecipa attivamente alle attivita’ di qualche sim molto riconosciuta, e tenta di far comunella (con piu’ o meno successo a seconda delle persone) con chi sta "in alto". In genere li si sgama cosi’, non puntano a conoscere, frequentare e affezionarsi a qualcosa, gia’ si dirigono a passo spedito verso chi ha qualsivoglia fonte di potere. E sono pronti a fare qualunque cosa, calpestare nervi sogni e ambizioni di chiunque, pur di raggiungere il proprio scopo, ovvero insediarsi nella sim presa di mira e tirarne via o prendere il controllo delle sue parti piu’ celebri. La cosa divertente e’ che il seguito che si porta dietro lo stronzo e’ cosi’ ben accecato dalle sue primizie lessicali che anche se venisse fuori che si e’ appropriato di tutto in maniera assolutamente subdola e viscida, lo applaudirebbero per l’idea meravigliosa, dando eventualmente un altro bel calcio alle vittime della situazione dicendo che alla fine erano incompetenti, evviva evviva lo stronzo. Quello che non calcola chi segue questo tipo di gente, e’ che lo stronzo farebbe volentieri la stessa cosa anche con ognuno dei propri adepti, se avessero qualcosa, qualsivoglia cosa di cui valga la pena appropriarsi. E che dietro a migliaia di belle parole c’e’ un atteggiamento molto spesso facile da smascherare, che riduce le persone a cose da sfruttare, o tutt’al piu’ portarsi a letto. Si parla spesso di persone molto frustrate da una realta’ in cui nonostante mille agevolazioni di partenza, non sono in grado di essere niente di veramente significativo.
  • I vestiti. Avete rotto le palle. Sono TUTTI uguali, che cavolo fate ALTRI negozi urban/neko in cui vendete le STESSE cose di TUTTI gli altri negozi??? Un po’ di attenzione ogni tanto a cio’ che MANCA O SCARSEGGIA sul mercato di SecondLife non farebbe male a nessuno. E poi, la piantate di fare duecentomila vestiti da donna con la massima precisione e il massimo impegno, e tre o quattro stronzate da uomo giusto per non lasciarci nudi? E’ mai possibile che io abbia tre quarti del mio inventario che sono in realta’ vestiti da donna? L’uomo in generale e’ castigato e banale secondo la SLmoda. Tutto coperto, guai a far vedere troppo mi raccomando potrebbe cascare un occhio. E poi non e’ virile, eh! 
  • Gli sboroni. Lo sborone lo riconosci subito dal profilo, e’ una delle prime cose. Spesso ha delle regole (come le mie) da rispettare per poterlo frequentare. Spesso la gente che gli sta attorno le ignora tutte bellamente, e lui le frequenta lo stesso senza dire neanche a. Lo sborone odia un sacco di cose che alla fine in realta’ non odia e si trascina dietro per mesi, anni. Ha sempre gia’ perfettamente in mente con chi ha a che fare, secondo lui, quando ha a che fare con te, e’ cosi’ bravo a riconoscere i comportamenti della gente che sono piu’ quelli che lo inculano e usano di quelli che gli stanno davvero vicini, e molto spesso manco se ne accorge. A volte ti approccia con fare acido e diffidente, cercando di risultare cattivo o tagliente per il semplice gusto di farlo. "Visto come sono intransigente e diverso?". Si si, bravo, eccoti una caramella. Altra caratteristica saliente, spesso ha un sacco di citazioni nei picks o nel profilo. Citazioni, citazioni, citazioni, non parla mai con le proprie parole. O se lo fa, lo fa snocciolando una bellissima visione di se cosi’ evidentemente costruita a tavolino che mi domando come ci si possa credere. Lo sborone parla di se, ma non in generale, parla di se come qualcosa di ombroso negativo e maledetto, ama calcare la mano sui propri aspetti negativi e sulle proprie psicosi, e molto spesso ha una bella storia di distruzioni passate da snocciolarti addosso come prima cosa che ti dice in assoluto. Non ciao, non come stai, non ah io faccio questo di mestiere, ma "Ah la gente qui mi ha deluso", seguito da fantasiose interpretazioni personali di cio’ che e’ successo nel loro passato. Molto spesso si notano subito vistose incongruenze fra come si descrivono nel profilo e come si comportano faccia a faccia. Non sono persone cattive, ma la validita’ delle loro lapidarie affermazioni su se stessi e’ praticamente nulla. Molto spesso la prima cosa che fa quando ti conosce e’ farti vedere le cose che possiede. Quando in presenza di persone del sesso opposto a quello che generalmente "punta", spesso si comporta in maniera acida e competitiva, a meno che non siano da soli, allora ama vantarsi di cose e situazioni. Personaggio folkloristico sicuramente, ma alla lunga diventa stressante, soprattutto quando sai perfettamente che ti parla in un determinato modo cercando di provocarti o dimostrati cose, e tu sei li’ gonfio di noia e maltolleranza perche’ non te ne frega niente.
  • L’esigenza di fare qualcosa. Tu sei li’, calmo, tranquillo, con un paio di altre persone, state chiaccherando del piu’ e del meno, come si farebbe al bar con degli amici. E’ estremamente piacevole e rilassante, fino al momento in cui uno di questi parte con la domanda di rito. "Bhe, che facciamo?". Ecco, io quando mi chiedono "che facciamo" sento la vigorosa necessita’ di chiudere il client. Cosi’ come anche in mezzo a un bel discorso tranquillo in qualsiasi posto sia nato "eh ma siamo qui fermi in mezzo al nulla come degli stoccafissi". O anche a fine serata cose tipo "Si ma la prossima volta ci coccoliamo/ci organizziamo per fare qualcosa". Son tutte cose che non ci si fa caso forse, ma declassano la qualita’ del tempo passato insieme in maniera assolutamente abissale, come dire si si bla bla ma mo facciamo qualcosa di interessante. Mi fa scendere le palle alle ginocchia. Fra gente che preferirebbe tuffarsi in bagni di folla senza alcun legame l’uno con l’altro, basta che riescano in qualche modo ad intrattenerli, gente che preferirebbe prendere e spogliarti l’avatar punto e basta e ti rimarca anche neanche tanto velatamente eventuali tuoi tentativi di dire che ti sei rotto i coglioni di ste cose, e che alla fine una delle persone con cui hai avuto il rapporto piu’ significativo della tua secondlife era proprio quella che non voleva assolutamente neanche lontanamente pigliare e strappare i vestiti al tuo avatar… Gente che semplicemente magari voleva fare tutt’altro per tutta la sera ma si "limita" a parlarti per non interromperti o per fare qualcosa che va a te, o per non essere "sempre l’unico a decidere cosa fare". Bho, a me mette sinceramente un sacco di nervi addosso. Ho passato ore in piedi "come uno stoccafisso" davanti a tramonti a "fare niente" e stare bene. Bho, forse tutto sommato perche’ mi piace non fare un bel niente, e non sento il bisogno di altro che di una bella conversazione sensata fra una foto e l’altra. Le cose piu’ terribili avvengono quando i perenni animatori della situazione pigliano e ti trascinano a forza in qualche posto, poi magari si annoiano o ti vedono passivo e gli girano pure i maroni. Oppure lo fanno per riempire tempi che definiscono "vuoti" e poi si lamentano a nastro perche’ avrebbero voluto invece fare sa dio che cosa. Avete rotto le palle. Se volete fare qualcosa a tutti i costi non sono la persona giusta con cui farla, qualunque cosa sia. Io ero entrato su SecondLife con lo scopo unico di conoscere studiare chiaccherare, tuffarmi negli abissi della mente altrui, e la mia necessita’ primaria e’ questa. So cazzeggiare, e mi diverte pure ma solo con gente che ha pressapoco il mio carattere, e quindi cazzeggia alla mia maniera. Mi piace aiutare, partecipare a progetti, fotografare, ma prima di tutto parlare, condividere, dare una mano a risolvere problemi. Se la necessita’ e’ ridere, venire coccolati o fare qualsivoglia altra cosa, si posso, indubbiamente posso, ma non pretendetelo assolutamente. Perche’ "che facciamo" a distanza di due anni ancora e’ una frase che mi asciuga i coglioni. Come se prima non stessimo facendo nulla…

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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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