Facebook e i suoi aforismi da 4 soldi

Facebook e’ per eccellenza la tana dei gruppi e dei link condivisi a caso per sparare al mondo un messaggio. Quando lo spari, vedrai un sacco di Like sotto il tuo link e ti sentirai approvato. Non essendoci un altrettanto efficace pulsante "don’t like", la stima della validita’ dei tuoi pensieri e’ quantopiu’ assicurata; spesso infatti la gente non ha voglia di stare ad elaborare un messaggio per esprimere il suo dissenso a frasi fatte o addirittura orrori sessisti gratuiti o insulti alle persone un pelo diverse.
Io in genere lo faccio, o faccio report. Perche’ non mi piace darla vinta cosi’ facilmente a chi si lascia incantare da quattro parole assemblate bene e fa ooOOOoOoh diffondendo l’epidemia di scarso utilizzo del cervello che troppo, troppo spesso dilaga.
 
Prendiamo alcuni esempi recenti. Apro la Home, or ora.
 
Gruppo: La gentilezza non fa male.
Messaggio subliminale: Brutti stronzi voi che non siete gentili e compassionevoli sempre e noi che soffriamo tanto tanto!
Objection: La gentilezza puo’ fare molto piu’ male di un comportamento diretto schietto e impietoso, dipende dalle situazioni. Mettiamo per esempio un caso in cui litighi con una persona perche’ si comporta in maniera scorretta. A questa persona, vuoi bene. Gli lanci contro le tue accuse, e questa continua a comportarsi in maniera pacata, gentile, si scusa, si dispiace, si flagella quasi per averti fatto del male, ti riempie di dimostrazioni di quanto sei importante e tutto… e poi continua a comportarsi allo stesso modo. Quando ci riparli sembra sempre di sparare sulla croce rossa, di picchiare un bambino inerme. Hai ragione, e invece questa persona continua a farti sentire in colpa, male e stressato perche’ sai che la ferisci, e l’idea ti ferisce. // Altro esempio, una persona pur di curarsi dei tuoi problemi e non esporti alla realta’ delle cose, sempre per gentilezza innesca un sistema di esagerazione dei lati positivi, decorazione della realta’ deliberata, e grandi parole ad effetto atte a restarti nel cuore. Sul momento sei felicissimo, e non fa male. Poi ti rendi conto che e’ una forma di insincerita’… E questa consapevolezza distrugge tutto.
Mai generalizzare, ogni cosa e’ un’arma a doppio taglio, ogni cosa ha due facce.
Anche la gentilezza. La gentilezza puo’ essere una forma passiva di violenza.
 
Gruppo: Se urli tutti ti sentono, se bisbigli solo chi e’ vicino, ma se stai in silenzio solo chi ti ama ascolta.
Messaggio subliminale: Solo a chi gliene frega davvero qualcosa di te e’ dato il privilegio di comprenderti veramente.
Objection: Non e’ cosi’ semplice. Non basta amare per comprendere un silenzio. Lo dico da persona complicata da capire. Serve conoscere, serve condividere almeno una parte essenziale del carattere e del punto di vista. Ci sono cose che anche la piu’ innamorata delle persone non potra’ mai comprendere veramente. E questa e’ una visione molto solitaria, ma disgraziatamente reale. A che servirebbe, altrimenti, la comunicazione? Basterebbe amarsi e restare in silenzio, ma i silenzi a volte sono le cose che fanno piu’ male… Proprio perche’ non si puo’ capire tutto, e anche se fosse, non si e’ mai del tutto certi. Questo e’ forse l’unico campo in cui la forza di volonta’ non e’ abbastanza. Non basta VOLER capire per capire, e’ solo uno dei primi passi. A volte, non si e’ capaci e basta.
 
Gruppo: Perche’ se sei stronzo ti amano, e se sei dolce e romantico ti inculano?
Messaggio subliminale: Aaaaah guarda quanta gente ha dietro quello che li fa soffrire!!! E io che sono cosi’ romantico e dolce, solo stronzi mi becco! Quasi non conviene!
Objection: Non e’ questione di dolcezza o romanticismo. In amore viene fregato spesso chi perde di vista se stesso, le proprie priorita’, i propri bisogni. Chi non ha stima di se, ne’ forza di reggersi in piedi, alla lunga perde la stima degli altri e la voglia che le persone hanno di sostenerla. Per un semplice motivo base, chi ama, ama una persona per quello che e’. Vederla sottostimarsi, la fa apparire effettivamente meno di cio’ che e’, e buttare sulle spalle dell’altro la responsabilita’ del proprio enorme amore, che supera anche l’amor proprio, e’ una cosa che somiglia piu’ a un dovere che a un piacere.
Facendo 2 + 2, e aggiungendo magari qualche altra situazioncina di contorno, tutto si sgretola sin dalle fondamenta. E prima o poi crolla, per desiderio di liberta’ o per qualcuno che non ha bisogno costante di cure,non soffoca con il proprio enorme sentimento.
L’amore e’ un sentimento che a volte finisce a manipolare la realta’ in modo che esista soltanto quello, cosa che non e’. Nel suo finto altruismo e’ di un egoismo mostruosissimo, ed e’ strapieno di pretese sottopelle. Non e’ sempre una cosa bellissima, anche lui ha diversi lati della medaglia. Da trattarsi con estrema cautela.
Quello che si autodefinisce "romantico" spesso e’ proprio quello che dopo neanche un anno ti definisce la persona della sua vita, e l’unica luce che illumina il suo cammino.
Questo non e’ essere romantici, e’ mettere una persona in una situazione di responsabilita’ pesantissima, rendendola conscia che se per caso se ne volesse andare, farebbe un male cosi’ enorme che quasi ci si toglierebbe la vita, tanto che senso ha?
Un’altra forma di violenza passiva, una vera e propria (velata ma enorme) minaccia…
 
Potrei citarne parecchi altri, soprattutto politici e "pettegoli", ma dovrei spulciare un po’ troppo indietro e mi piglia lo scazzo. Dovessi rispondere veramente a tutti, comunque, passerei la vita a polemizzare. Ce ne sono TANTISSIMI!
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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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3 risposte a Facebook e i suoi aforismi da 4 soldi

  1. mario ha detto:

    quando uno commenta delle cose sarebbe bene che si informasse su il senso di quello che commenta e non facesse la moralizzatrice pubblicase non riesci a capire il senso del gruppo non commentareil senso è che se sei vai a comprare qualcosa puoi all\’ingresso e all\’uscita del negozio salutare cioè essere gentilee così via ascoltare una persona sentendo quello che dice è gentilezza quella di cui tu parli sono problemi tuoi e delle tue nevrosistiamo parlando di gentilezza spontanea non di ipocrisiapotevi informarti e non fermarti alla pura esteriorità del titolo del gruppooppure andare alla pagina e leggere che cosa c\’è scritto e a chi9 sirivolgeci sono tra i fan persone disabili a cui un fiore o una frase gentile serve per andare avantima mi rendo conto che in un mondo berlusconiano e arrogante questi concetti sono difficili da capiretanto che oltre a essere il gestore della "gentilezza non fa male" gestisco anche discrimination free zone uno spazio contro tutte le forme di discriminazionimi dispiace che persone che non hanno idea di cosa trattano si permettano di esprimere giudiziijn ogni caso il mipo indirizzo email èmario.valenza@libero.it

    • Keishiro Yukikaze ha detto:

      Ma dai pensa che non l’avevo neanche letto questo delirio probabilmente scritto di getto in uno scatto d’ira da un cellulare, che peccato, avrei risposto subito. Ma sei proprio sicuro di essere il gruppo chiamato in causa, che fra l’altro ricercandolo oggi non esiste neanche piu’, mentre ai tempi in cui scrivevo ce n’era piu’ d’uno, e NATURALMENTE ero andato a guardare di che cosa trattasse, c’erano solo immagini con frasi fatte ultramelense, niente di fondamentale e nulla che riguardasse disabili, che perdonami, ma il solo fatto che siano fra “i fan” non significa che siano il target di qualcosa automaticamente. – Mi sa che quello con le nevrosi che non sa di cosa stia parlando, carissimo Mario, sei tu. Come se avessi scritto “prendi a calci un disabile che tanto essere gentile con lui non serve”. E’ il messaggio di certi gruppi simili che puo’ essere fuorviante in quanto descrive concetti come “E’ meglio essere gentili che nel giusto”, o citazioni di Peter Gray come “L’importante e’ che si ricordino di te come “Era una persona gentile” che potrebbero pericolosamente descrivere anche un assassino. Che in questo articolo specifico io non stia parlando della gentilezza SPONTANEA e’ lapalissiano, evidenziavo soltanto il fatto che ci sono certe forme di comportamenti chiamate anch’esse “gentilezza” che, invece, fanno male eccome. E si confondono molto facilmente con quella spontanea. C’e’ un doveroso “dipende dalle situazioni” che mi sa che non hai neanche letto, eh? E dai, mi hai tirato fuori Berlusconi, non ci posso credere, guarda, si commenta da se.

  2. Meat Slicer ha detto:

    Just wondering if you took any writing or editorial classes? You write so well! Maybe you should consider some payed writing pieces. Just a thought! – Kim

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