Cantico dell’alieno / The alien’s canticle

(Scroll down for english version)

Sinceramente a volte si sente molto marcatamente, veramente tanto, il fatto che nessuno e’ piu’ in grado di vivere come me, interessarsi alle cose che mi interessano, notare i particolari che noto, sorridere delle cose di cui sorrido.

Anche chi era in grado un tempo, e’ lentamente appassito, ucciso dal considerare, vedere e sentire solo le sue piccole grandi disgrazie, come se non fosse mai esistito altro, rendendole vortici in grado di risucchiare tutto ed essere onnipresenti anche laddove presenti non sono piu’, dal quale e’ necessario “fuggire” anche quando se ne e’ fuori.

“Dici che non e’ semplicemente qualcosa dovuto all’eta’?” No, non credo prorio, e’ una questione di impostazione mentale. Di priorita’ che inizialmente giustamente cambiano, e poi invece prendono ordini eccessivi, drastici e folli che non sono piu’ tanto giustificati.

Non vivo un mondo che “non esiste”, fuori da ogni grazia degli dei, tempo spazio e societa’, come qualcuno mi disse un tempo. Io vivo semplicemente un mondo che le altre persone non sono piu’ in grado di / interessate a vivere. E secondo me, questo e’ molto triste… Crea una serie di droni psicotici senza nessun fascino, privi di interessi ed ideali che non siano prefabbricati e manipolati da cio’ che si vede e legge qua e la’, privi di sostanza, in grado di pensarsi capaci di intuire un “tutto”, ed occuparsi di fatto di un “niente”. Per ore, giorni, mesi, anni.

E allora che si fa? Continuero’ disperatamente a cercare di evidenziare gli elementi che compongono questo mondo, di cui a nessuno cale, sperando di trovare prima o poi qualcuno che li sappia ancora apprezzare.

Per sentirmi meno solo, e meno triste.

Fortuna che sono un “artista”, e creare ed esprimere cose non dovrebbe essere un problema per me.

E mi si viene a dire che la colpa delle mie tristezze sono io, che cerco il rapporto profondo, vivo il rapporto profondo e vivo la lenta morte di ognuno di essi, non so adeguarmi al fatto che le cose passino, non so fronteggiare la mancanza di un compagno di viaggio, fatico a rialzarmi ogni qual volta ne vedo uno andar via o sfiorire.

Eppure in tutto questo, la cosa buffa e’ che nonostante tutto, probabilmente…

Io sono quello meno solo e triste di tutti.

Io sono quello piu’ vivo.

Sometimes I really strongly feel like nobody is able to live like me, to be intrested in things that intrest me, notice things I notice, smile about things I smile to.

Even the ones who once were able to, slowly withered in time, killed by their way to see only their little big troubles, as if nothing else ever existed, making them a huge vortex that swallows everything and still persists in everything, making it necessary to run from it even when you’re already outside it.

“Don’t you think it’s just aging?” No, I seriously doubt it, it’s just a question of how you think. Priorities, initally changing for a good reason, then changing again in a sick, excessive, twisted way without any logical reason.

I don’t live a world that “doesn’t exist”, outside God’s grace, outside time and society, as someone said to me once. I simply lie in a world nobody is able to/intrested in living anymore. And I personally think it’s very sad… It creates a serie of psicotic unremarkable drones, without any intrest or ideal that’s not premade and manipulated by things they read or see here and there, thoughts without a substance, thinking they’re able to see “the big picture”, while they really see and do “nothing”. For hours, days, weeks, months, years…

Then, what can I do? I’ll keep on desperately trying to highlight the elements of this world, things nobody cares about, hoping to find someone who still cares somewhere.

In order to feel less alone, and sad.

I’m lucky I’m an “artist”, being creative and expressive shouldn’t be a problem for me.

They say it’s my fault if I’m sad, ‘cause I look for deep relationships, live deep relationships and watch their slow death, unable to adapt to the fact things change and pass, unable to adapt to the feeling of missing a “travelmate”. It’s hard for me to stand up again whenever I see someone who goes, or withers.

And all in all, despite everything, the funny thing is…

I’m probably the less lonely and sad one.

I’m the one that’s more alive.

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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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