Christmas @ Noise House

One day I’ll probably write the english version. Now I can’t, I have to log on Aion. 
 

Lasciate che vi introduca brevemente che cosa voglia dire vivere per un po’ in casa dei miei genitori.

Per carita’, un tempo e’ stato peggio, molto peggio. Discussioni accesissime quotidiane, una tensione che si tagliava sempre con il coltello, una serie infinita di incomprensioni ed intrusioni indebite nella propria vita… Ora quantomeno la situazione e’ vivibile.

Il problema sta nel rumore.

Non avendo uno spazio vitale possibile lontano dal televisore e lontano da qualsivoglia apparecchio elettronico mio padre possa decidere di accendere, la cosa si fa molto ostica.

Ma partiamo dall’inizio. Mio padre.

Trattasi di uomo sulla sessantina tendenzialmente ansiotico e nevrotico (fortunatamente LEGGERMENTE sedato negli anni, ma tutto ribolle comunque all’interno), molto egoista e molto egocentrico, incapace di ascoltare qualsivoglia persona, di origini romane (e mi spiace, questo e’ molto influente sullo sviluppo del suo carattere e del suo tono di voce), giudicante, fetente, infantile e per di piu’ sgradevolmente sordo e insonne.

Lui in teoria dovrebbe avere un lavoro come sindacalista. E gia’ “lavoro” e “come sindacalista” potrebbe far ridere qualche esperto del settore. Ma riesce ad evitare pure quello con qualche raggiro e qualche finta, e in pratica in qualche modo e’ sempre a casa, al massimo si fa un po’ di strada la mattina, e ha anche il coraggio di dichiararsi stufo di farla.

E non sopporta il silenzio, dice che lo associa alla “solitudine”. Il che, unito all’atavico egoismo, naturalmente gli impedisce l’uso di qualsivoglia dispositivo tipo cuffie o anche solo dei cazzo di apparecchi acustici.

Il che rende questo posto un vortice infinito di rumore, con solo piccole pause in cui dorme o non e’ in casa, sempre troppo, troppo brevi. Quando dorme, fra l’altro, spesso dorme con questi sottofondi assordanti come se niente fosse, anzi di base fa fatica ad addormentarsi se non ci sono, quindi manco quel lasso di tempo rimane.

E ovviamente anche a spegnerglieli russa a un volume allucinante, fa incubi e urla.

Non c’e’ un secondo della sua vita che si possa definire gradevole e pacifico a chi gli sta intorno. Garantito.

Stai dormendo? Se ne sbatte il cazzo, entra, urla, canta, fa disfa, accende la tv, ma si. Anche a bestemmiargli dietro comunque la cosa non lo tange, probabilmente si diverte anche.

Stai facendo altro? Ascoltando musica, cercando di concentrarti su qualsivoglia altra cosa, guardando un video che devi capire, un film? Se ne sbatte il cazzo, accende la tv e ti fa la guerra dei volumi.

Glielo fai notare? Non ti ascolta, o dice che “tocca a lui”. Te ne vai incazzato? Ti da del permaloso.

Ha anche un talento innato nel dire sempre la frase sbagliata, e scegliere sempre il comportamento inopportuno in ogni occasione. Se puo’ far girare le palle a qualcuno che gli sta attorno, o ha qualche modo di metterlo in imbarazzo, si puo’ star tranquilli che lo fa.

Per di piu’ se le cose vanno anche solo una virgola in maniera che gli scoccia, e’ in grado di fare scene madre di quelle veramente da film.

Penso che anche un monaco finirebbe per volerlo picchiare dopo un po’, ma proprio picchiarlo forte.

“Rispetto” ed “educazione” sono due cose che non fanno e non hanno MAI fatto parte neanche come lontano accenno del suo vocabolario.

Dimenticavo, peta di continuo.

Un giorno e’ arrivato a svegliare me e la persona con cui convivevo con il tecnico della caldaia che TRAPANAVA il muro, cosi’, a brucio, senza avvisare, senza niente.

Ripeto, secondo me e’ semplicemente stronzo e si diverte. Cioe’, o cosi’, o e’ deficiente. Puo’ anche essere tutti e due eh, nessuno si stupirebbe, in fondo e’ dotato di una malignita’ intrinseca con cui riesce ad avvelenare un po’ tutto quello che vede, allo scopo di girare sempre anche le situazioni piu’ normali e pacifiche del mondo in qualcosa che va a sue spese.

E la stessa testa beota pigra e sempliciotta del piu’ classico dei mediomen.

Colui che parla e agisce a vanvera, a seconda dei suoi capricci, senza basi, senza nozioni, allo scopo di agire il meno possibile.

Oggi e’ un giorno come un altro nella casa del Rumore. Siamo sotto Natale.

Io sono qui per un capriccio dettato da una brutta esasperazione. Il luogo in cui vivevo mi forzava a una solitudine caotica e non assistita in pieno contatto con situazioni assai stressanti, una persona giustamente assai stressata da quelle piu’ altre situazioni, e un caos indomato e indomabile autorigenerante al quale non avro’ obiettivamente mai le forze di far fronte.

Il tutto pucciato nello stesso ambiente in cui e’ scoppiata una delle piu’ pesanti depressioni, anche quella gestita nella piu’ totale e inassistita solitudine, e pertanto in realta’ rattoppata un po’ qui e un po’ la, con strascichi che probabilmente mi portero’ dietro a vita.

Uno di questi strascichi e’ il rafforzamento del timore dell’abbandono. Allegramente peggiorato da tre delle persone che ritenevo mi fossero piu’ vicine, alle quali non smettero’ mai di dedicare il mio dolore, e in alcuni casi la mia rabbia.

Oggi questa psicosi mi e’ allegramente ritornata a galla, mentre cercavo dei pezzi di cose di cui mi ero ricordato su un forum, e ho rivisto diversi messaggi della mia “moglie” di Second Life, Sumire.

Senza entrare troppo nei dettagli, lei e’ una persona che SAPEVO avrei perso prima o poi, ma non per questo l’ho mai desiderato. Quindi ogni volta che me lo ricordo diciamo che non sto molto bene.

Non sto bene per un cazzo.

Cosi’, cercando il piu’ possibile di mantenere un tono mentre mio padre si vede non so bene quale gigantesca puttanata da dietro le mie spalle, alla TV, rumorosissimo, mi metto a disegnare. Si fa quasi mattina quando finalmente si leva dalle scatole, e io ancora non sono molto felice.

Io sto spesso sveglio la notte, o comunque mi sveglio presto la mattina e cerco di essere sveglio qualche ora lampo del pomeriggio, perche’ e’ probabile che riesca a beccarci un amico online. Diciamo che mi sono abituato a star dietro ai suoi orari principalmente, anche perche’ parlare con lui, per quanto non sempre NECESSARIO, e’ spesso uno dei momenti piu’ divertenti della mia giornata.

Oggi tale amico, come d’altronde ieri pomeriggio, non s’e’ presentato, se non per postare un video sul mio wall. Amen, voglio dire. Non e’ costretto a parlarmi, e non mi aspetto che ci sia quando non mi avverte prima: fa un lavoro che spesso lo stanca, e avra’ anche altro da fare nella vita per gli dei.

E poi il video era divertente.

Cerco di vedere sto cazzo di video, che e’ in inglese sottotitolato in TURCO. Ovviamente pochissimo tempo prima era arrivato mio padre esordendo con “Posso vedermi un telefilm?” Erano tipo le sei e mezza del mattino. Quindi gia’ avevo il sottofondo di TOMB RIDER, e per quanto la mia comprensione dell’inglese sia molto sciolta, continuavo a perdermi pezzi.

In tutto questo lui cantava anche. Mio padre, intendo. L’ho fulminato con lo sguardo per un centinaio di volte. Alla fine credo abbia capito. Nonappena il televisore ha smesso di cacare il cazzo al mio povero cervello, ecco che misteriosamente il video mi era di facilissima comprensione. Come fosse la mia lingua.

Ma siccome nel frattempo ero stato investito da racconti di situazioni di una LOGORREA di quelle che fanno venire voglia di picchiare bambini a cazzo per strada, e ormai il mio amico mi ero rassegnato al fatto che non sarebbe entrato su msn, ho deciso di prendere la palla al balzo per dormire un po’.

I due genitori escono di casa per fare la spesa. Mi svegliano per chiedermi se voglio andare con loro. STO DORMENDO cazzo, secondo te ho voglia di venire con te??? Mi svegliano quando tornano. Mi svegliano perche’ fa freddo e non trovano il manuale della caldaia. Mi svegliano perche’ mia madre ha messo la macchina fotografica in un settaggio che NON SO.

Bestemmiando sottovoce una quantita’ massiccia di divinita’ altrui, cerco di pranzare. Ed ecco che mio padre si attacca al PC e inizia a vedersi film a un volume tale che lo sento NORMALE in sala. Per fortuna non sono in quella stanza.

Passa a dire a me e mia madre che quel sito con i film che gli hanno consigliato e’ bellissimo, e deve regalare del vino alla persona che gliel’ha consigliato. Rispondo, inascoltato, che gli regalo del vino pure io perche’ almeno cosi’ l’inquinamento acustico e’ relegato alla stanzetta.

Anche se fino a un certo punto…

In realta’ oggi vorrei uscire, ma se c’e’ una cosa che non mi piace proprio fare, e’ uscire da solo di casa senza una ragione specifica. E a volte, anche con una ragione specifica, preferisco avere un po’ di compagnia.

Uscire di casa da soli, si che fa sentire soli, altro che il silenzio.

Quello che vedi, lo vedi soltanto tu. Immagini le reazioni di tante, troppe persone a tante cose. Noti come il mondo attorno a te abbia sempre qualche motivo per correre.

Pare di essere sassi in mezzo a un fiume.

In realta’ non mi interessa neanche particolarmente scapicollarmi per fare i regali di Natale.

Tutto cio’ che so e’ che vorrei sentirmi un po’ meno cosi’. Solitario, circondato da spam di varia natura, che non mi coinvolge in niente di che.

Perche’ sono almeno 5 anni che e’ cosi’, e mi sono anche rotto il cazzo.

Qualcuno ha ancora voglia di passare dei momenti CON ME?

Buon Natale…

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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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