Dialogo con un io antico

– Vigliacco, lo stai facendo ancora, io non ci posso credere, giuro, non ti sopporto piu’. 
– Eh, lo so.
– Lo sai COSA, ma ti rendi conto? Quale strafottuto morbo ti ha preso da qualche anno a questa parte? Ma ce la fai? Io non ho parole, almeno per cose su cui non hai MAI avuto problemi porca miseria, ce la fai a non farti problemi? Ora tu dimmi perche’ cazzo reagisci sempre cosi’. Di che cosa hai PAURA, piccola merda che non sei altro?
– Non credo si tratti di paura, sai. Forse di stanchezza. 
– A mo con sta stanchezza, ma sei stanco vita natural durante da almeno sette anni, ma la finisci porca miseria? Non c’e’ un cazzo da essere stanchi. A livello pratico non fai un cazzo, a livello emotivo hai sempre fatto il culo a tutti quanti, chettistanchi CHE CAZZO TI STANCHI, ma inventatene un’altra, testa di cazzo. 
– Dico sul serio, a volte non sei stanco anche tu? Di essere sopravvalutato, messo su un trono, o sottovalutato, osteggiato, preso di mira… O di ritrovarti sempre a dover competere con qualche mostro sacro che, fosse per te, proprio lasceresti li’, chissenefrega?
– Stai facendo di nuovo di tutte le erbe un fascio per fare quello poetico, non mi incanti. Tu hai fifa.Ora mi devi spiegare DI COSA. Perche’ francamente parlando sono 30 anni che ti vedo inciampare sui tuoi stessi piedi, e mi sono sonoramente rotto il cazzo. Una volta l’hai pure fatto non metaforicamente, ti sei spaccato una caviglia. Ma adesso basta, stammi a sentire, una volta, una, d’accordo?
– Sono tutto orecchie.
– Credi di non essere all’altezza di qualcosa? Perche’ se e’ cosi’ ti porto di corsa all’ospedale, c’e’ qualcosa che non va, non sei tu, io non ti conosco. Non sei mica lo stesso che “non esiste niente al di fuori della mia portata, devo solo giocarmi bene le mie carte?” 
– … Ma si, sono sempre quello.
– E ALLORA! Cazzo lo sai qual’e’ sempre stato il tuo problema? Che sei una faccia di merda, un fallito, sei il tuo unico problema. Perche’ tu LO SAI, ti e’ stato DETTO, ti e’ stato confermato, e’ sempre stato cosi’, sei SEMPRE stato all’altezza di tutto cio’ di cui avevi il timore di non essere. Vigliacco! Ci credo che poi non sai mai giocarti le carte giuste al momento giusto, il momento giusto te lo fumi – SEMPRE -. Tu non hai la piu’ pallida idea di quanta PAZIENZA debba avere la gente con te. 
– Ma io non avevo, e non ho, questo timore.
– E allora! Ma mi spieghi che cazzo fai? Perche’ arzigogoli, scappi, temporeggi, costruisci castelli di cazzate autoprotettive ENORMI piuttosto che prendere lo zainetto dei coglioni e ANDARE ad affrontare le cose? 
– Ma io voglio essere sicuro delle cose prima di imbarcarmici.
– Ma seriamente? Ma dai. Ma BASTA con sto sicuro sei un adulto grande grosso e vaccinato lo sai benissimo che NON SARAI MAI SICURO DI UNO STRACAZZO, ma sicuro cosa, ma sicuro QUANTO poi, che qualsiasi elemento positivo non ti basta mai, resti rinchiuso in un’ansia RI-DI-CO-LA finche’ l’unica cosa su cui ti restano sicurezze e’ che hai perso il treno! Ti pare il modo? Va bene fatti tutti i tuoi bei ragionamenti, ma mi spieghi adesso che cosa ti resta da ragionare? Che poi finisci ad avere reazioni incommentabili per delle cose cosi’ STUPIDE. 
– Per carita’, sono anche mediamente poco ansioso, in realta’… E’ che non voglio sminchiare quel poco che mi resta.
– Ma lo sminchi lo stesso bello mio, lo sminchi lo stesso se vai avanti cosi’. Devi imparare a rischiare, e’ una cosa che non sai proprio fare, ma ti tocca. Almeno cazzo, se va male hai sminchiato le cose con la certezza che hai fatto tutto il possibile per farle andare come vuoi tu.
– E come voglio io?
– Vuoi essere quello con il coltello dalla parte del manico.
– E come si fa?
– Afferra il manico, punto e basta. Torna indietro, e smettila di aver paura di cosa si possa pensare di quello che sei. O anche semplicemente di preoccupartene, in culo a loro. Tanto in fondo, che cosa cambia?
– Niente.
– Niente, esattamente. Ora fila, e fai quello che devi. E lascia che ti dica un’ultima cosa… Non lasciare che il rifiuto di un bambinetto faccia ruzzolare giu’ dal burrone il superego enorme che ti ha sempre protetto.
– Temo l’abbia gia’ fatto.
– E allora e’ giunto il momento di andare a riprenderselo. Perche’ cosi’ come lui non meritava di subire le conseguenze delle ferite che altre persone ti hanno inflitto, nessuno si merita di subire le conseguenze di quelle che ti ha inflitto lui. Tantomeno te, ma quello e’ un discorso ovvio. Cosi’ com’e’ ovvio che quel rifiuto e’ figlio di una circostanza che non poteva, ahime’, consentire nessun’altra risposta.
– Se da un lato e’ rassicurante, e’ pazzesco quanto castrante sia stata come esperienza il doversi litigare il diritto ad essere se stessi, con lui. 
– Gran parte del tuo charme sta nell’essere te stesso senza timori. Non buttarlo via cosi’.
– Non potrei mai, e’ la mia armatura. 
– Mi sa che ti tocca allacciarla meglio. E ricordarti che cosa hai davanti. Sempre, sempre, prima di consentire che l’opinione di quel qualcosa ti interessi. 
– Mettiamo il caso che mi interessi.
– E allora mostragli il meglio, non il peggio di quello che sei.
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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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2 risposte a Dialogo con un io antico

  1. Caro k, siamo tutti nel nostro Teatro interiore… È nel coro all’ esterno… Bene il dialogo, specchio e contro-specchio BUT … Non dimentichiamo i di rilasciare… Congedare con Amore ogni paura rancore aspettativa ed anche dogmi entusiasmo e sogno con noi stessi ed altri(non c’è’ differenza …!) … È poi non dimentichiamo mai in Opla’ come in ogni Teatro-Circus… Un poco di leggete.-… Tanto tutto torna e possiamo sperimentare ” come starci dentro” (o fuori) …. Opla’ ! :-)<3

    Kc

  2. Keishiro Yukikaze ha detto:

    E cosi’ sia, Kei e Kaapi.

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