Ma basta con tutti questi eroismi, cazzone.

A rileggermi vedo una persona che da pugnalate agli specchi pur di arrampicarsi, e ripete sempre le stesse minchiate in forme diverse, sempre piu’ fastidiose, sempre piu’ come se fossero qualcosa che cerca di dire a se stessa.

In fondo anche a questo serve un “diario”, per quanto online.

Ma tutto quel coraggio, se mai c’e’ stato, e’ inutile, mi e’ scivolato di mano, e anche con relativamente poco, chissa’, forse alla fine “non sei stanco?”, si, mi sono stancato.

E raccolgo i cocci della mia persona infranti su questo e quello sballottamento cercando di rimetterli insieme mentre ancora tutto si sballotta. Un po’, a dire il vero, li lascio anche li’, perche’ vabbe’, sono riuscito a ricostruire una sorta di puzzle non proprio come prima, ma che sta su, quei pezzi posso anche buttarli.

Mi diceva Riccardo che credersi sto gran cazzo e’ la piu’ grande tragedia che potesse mai capitarmi. Secondo me invece e’ credermi una nullita’ la piu’ grande tragedia.

Se non altro perche’ ho passato una vita a cercare di essere qualcosa di cui almeno io potessi andare fiero, gli altri, non lo sono stati mai, e francamente viste le cose di cui sarebbero invece fieri, possono anche fottersi.

E ho raccolto consensi, affetto, ammirazione, qua e la’, come delle conferme che stavo facendo la cosa giusta, fosse anche fare relativamente poco, ma quel poco circoscriverlo nei miei interessi, assorbirlo fino a renderlo parte di me.

Poi, come quei bambini che sono geniali da piccoli e poi crescono, l’indifferenza sale, gli affetti si trovano altro da fare, i consensi mancano, le prove vanno via, ti restano solo addosso le conferme di cio’ che invece cercava di demolirti prima, dando un valore che per te non esiste a quello che sei o che non sei.

E non quadra, e non sai cosa fare.

Io sono questo e quello, e voialtri se non vi sta bene andatevene a cagare!!! SIII!!! Ma cosa sono io, tutto sommato?

Un povero pirla socialmente disabile bloccato davanti a uno schermo. Posso essere davvero soltanto questo?

Fra la rabbia lanciata contro chi mi tratta come, tutto sommato, ho concesso e abituato io a trattarmi. La solita corsa verso obiettivi poco probabilmente raggiungibili, tutti aleatori, tutti emotivi. Una pigrizia che mi stronca in tutto e per tutto.

Almeno il bambino geniale piange, piange per settimane, e forse boh, fa qualcosa dopo, non lo so che fa.

Io fisso lo schermo senza voglia di far nulla, mentre il mondo la fuori mi dimentica, e mi passa attraverso. E non posso fare a meno di riconoscere che una bella spinta perche’ questo avvenisse, l’ho tutto sommato data anche io.

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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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