La leggenda del Corvo Atto I : Le origini – Per la Gloria di Ambat!

L’anomalia che diede vita al corvo avvenne nella terra degli Ippopotami, anche detta Ambat, un posto dove troneggiava una fontana con tre ippopotami d’oro, nel bel mezzo di un’accampamento in stile indiano, davanti un profetico, piccolo palco.

Appresi i primi passi di danza, inizio’ tutto un periodo di performance di strada, pochi guadagni, tanta buona compagnia. Ben presto Ambat si fece, per il nostro giovane corvo, come una specie di casa, familiare, rassicurante. Nomadi e senza una vera e propria direzione, ma molto volenterosi, erano assieme a lui un’aspirante ballerina di lapdance, un costruttore che era un po’ il mentore di tutti loro, e un punk sbandato che era l’anima di tutte le feste. Il suo primo “gruppo”, in questo mondo piccolo, parte di una realta’ tanto piu grande, e del tutto sconosciuta. Sin da subito, inizio’ a farsi ricordare come “quello basso che tutti scambiano per una donna”, accomunato a una ragazza dalle fattezze orientali che girava spesso da quelle parti, e che ben presto divento’ sua amica.

Con il tempo, si resero necessarie alcune spedizioni ad esplorare i dintorni, ed il resto di questa magnifica dimensione inizio’ a svelarsi ai nostri piccoli nomadi pezzo per pezzo, rendendone il ritorno all’ovile sempre piu’ raro.

La ballerina inizio’ a trovare alcuni impieghi, inizialmente in compagnia di Kei, poi separatamente in qualche locale dove servivano soltanto avvenenti signorine. Man mano che ando’ avanti a guadagnare, si trovo’ una casa tutta sua, lasciando definitivamente Ambat.

Il costruttore scopri’ dei luoghi ove il suo potere di materializzazione era infinito ed illimitato, ampi, molto piu’ ampi della loro piccola piazza con la fontana, e cosi’ inizio’ ad andare a provare le sue creazioni in questi luoghi. Ben presto divento’ un costruttore famoso, prese a vendere case, ambienti per locali, mobili, e quant’altro riuscisse a generare con la sua mente infinitamente creativa. Anch’esso, se ne ando’ da Ambat.

L’anima di ogni party scopri’ ben presto che c’erano tanti party a cui avrebbe potuto partecipare, e si dedico’ a seguirli uno per uno, per poi unirsi al costruttore come partner in affari per qualche tempo, gestendo con lui un locale intero in cui codesti party potessero avvenire.

L’amica orientale inizio’ ad esplorare il commercio degli schiavi, proponendosi come schiava in affitto. La sua carriera fu molto istruttiva per il nostro Corvo, che imparo’ da lei le cose piu’ assurde che i clienti potessero mai chiederle. Ben presto anche la sua carriera la porto’ lontana dalla loro regione di origine.

Il nostro corvo, invece, non ebbe una gran fortuna. Dopo l’iniziale impiego ottenuto assieme alla ballerina, torno’ a fare balletti ad Ambat, in solitudine. Ogni tanto i suoi amici venivano a trovarlo, narrandogli le grandi storie dei loro successi. Nonostante cio’, a lui non dispiaceva quella vita, da intrattenitore, da zingaro, da libero corvaccio del malaugurio. Un sorriso ad una bella furry, un discorso con un avventore, un tentativo di migliorarsi, tanta generosita’ e qualche moneta in cambio di un po’ di simpatia… Non era poi malaccio come vita. Talvolta in piazza si svolgevano lezioni di meditazione, grazie a un monaco che aveva sempre un cuscino per tutti.

Ai tempi, poco distante dal palco, vi era un locale tropicale molto curato, in cui il nostro corvo amava sostare di tanto in tanto, anche solo per parlare con qualche conoscenza senza destare l’interesse di certi ficcanaso. Questa pacifica locazione era sovrastata da un edificio con un tappeto viola con disegnato su un pentacolo di metallo.Era sempre vuoto, ma un giorno la padrona di tale edificio si paleso’ a Kei, apparendo dal nulla proprio davanti a lui.

“Chiedi pure, giovane immigrante”, gli disse da sotto le ciocche dei suoi bellissimi capelli castani. Era una Nativa. Si vedeva la differenza, come se fossero raffinati dalla loro esperienza non solo nelle movenze, ma anche nell’aspetto. I nativi parevano agli occhi degli immigranti come delle specie di divinita’, e lei non faceva certo eccezione.

“Milady. Perdoni se disturbo la sua quiete… Ritengo che ci sia qualcosa di non molto definito che ancora mi sfugge di questa dimensione…” “Vedo, mio giovane interlocutore. Innanzitutto ancora non padroneggi bene le tue movenze. E in secondo luogo, la tua presentazione e’ incompleta ed insufficiente. Se vuoi diventare un bravo ballerino, c’e’ ancora tanta strada che devi percorrere…” Passo’ un po’ di tempo, e grazie ai consigli della Nativa e alla generosita’ degli abitanti di Ambat, il Corvo inizio’ a diventare abbastanza esperto da riuscire a trovarsi un altro impiego, e continuare a migliorare le proprie abilita’ in un ambiente abitato da Nativi. Non smise, tuttavia, per passione, di presentarsi al palco di fronte alla fontana durante le sue ore libere. Ambat in fondo, era per lui il luogo dove tutto e’ iniziato, e dove tutto era giusto che continuasse. Poco importava se il suo stato di immigrante era man mano sempre meno palpabile, e al contrario gli altri nomadi del posto iniziavano a considerarlo “il re degli immigranti”, a causa della sua abitudine di utilizzare la sua esperienza per aiutare i piu’ confusi…

Tutto cio’ era tuttavia destinato a ribaltarsi bruscamente, inaspettatamente, con un semplice evento quale l’avvicinamento di un nativo di nome Joey Dhara, incuriosito dall’aspetto orientale ed effeminato del nostro corvo, che avrebbe definito “familiare”…

Per sempre nella storia dei Nomadi e dei Nativi dell’era di Ambat, resteranno tuttavia i nomi di: Gamsing Gumsing, Katar Bosen, Kat Sullivan, Jaxi Morrison, Tessa Summers, Sarai Corleone, Vanja Courier, WREX Carr, Moshe Ofarrel, Angelle Marquette, VooDoo Bamboo, Iago Zabibha, Navarro Carpenter, Coolz0r Courier, Mi Yuequi, Ordzo Xi, Dante Tsuki. Macalister Williams, Skye Lewellen, Per Longstaff, Tyurru Ellison, Xandermax Corleone

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Just your regular twisted egomaniac
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