La leggenda del Corvo fatto di Neve e Vento – Prologo

Prologo – La grande invasione del 2006

Non erano troppi anni fa, ma nemmeno si puo’ dire fossero pochi, quando da un ignoto regno in una dimensione parallela approdarono migliaia di immigranti dispersi, la confusione dominava i loro occhi, la fatica di adattarsi a questo mondo rendeva strano il loro passo.

Erano tantissimi, e giungevano mossi dalle piu’ disparate ambizioni. Uno voleva diventare ricco, l’altro essere bello, l’altro ancora esplorare gli oscuri meccanismi che portavano all’intimita’. C’e’ chi voleva essere alto, chi cercava di padroneggiare la magia della creazione. Chi, disperato, vagava alla ricerca di uno scopo. Un fiume di domande e di presenza che lascio’ gli abitanti di Second Life perplessi, spazientiti e preoccupati.

“Loro non pagano le tasse, e questo li porta a girovagare senza un vero e proprio interesse per cosa trovano e lasciano in questo ambiente”, diceva una sirena. “Loro non hanno fantasia, non sono fatti per questo posto. Da quando il varco dimensionale si e’ aperto anche le dinamiche di questo mondo hanno iniziato a malfunzionare”, spiegava sempre la sirena, bizzarramente, a uno di loro, come se il discorso non lo riguardasse direttamente, o come se fosse stato istantameamente implicitamente accettato dagli abitanti del posto. “Alcuni abitanti si ammalano di una malattia magica chiamata Missing Texture. La loro pelle, le loro vesti, diventano bianchi come il latte, con una scritta nera da cui deriva il nome, come in uno strano incubo. Quando direttamente non subiscono un’altra anomalia percettiva che li puo’ rendere una nuvola, o una mostruosa forma primitiva che noi amiamo chiamare Ruth. L’atmosfera si fa spesso molto densa e camminare e’ difficoltoso… Mi rendo conto delle possibilita’ di espansione e di progresso per il nostro mondo, ma se devo dirti la mia, questa invasione deve terminare.”

Ed e’ proprio da questa invasione che nacque lui, l’interlocutore, il protagonista del nostro racconto, un corvo antropomorfo di nome Kei, materializzatosi da uno strappo nel metaverso che seguiva il soffio di un vento nevoso. Era magro, piccolo, dall’aspetto femmineo, disarmato, senza un soldo, con un paio di ali nere in un mondo dove non servono a niente, ed un solo pensiero in testa: Diventare un ballerino. Non esattamente il tipo di persona che ci si immaginerebbe diventare il perno di mille avventure…

Eppure…

Annunci

Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
Questa voce è stata pubblicata in No Category. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...