La leggenda del Corvo – Interludio: Del tempo, dello spazio, del divino e delle cose, tutte.

Il mondo di Second Life era governato da delle divinita’ dal pregiato e temuto nome di Linden. A loro era dedicato il nome della moneta, il loro pantheon si chiamava Linden Lab. A loro il Nativo e l’immigrante potevano rivolgersi senza indugio per ogni problema, come un infante al proprio istruttore. Essi erano i guardiani di un universo chiamato Grid, e della versione di prova di tale universo, anticamante chiamata Aditi, ampiamente utilizzata dai creativi per testare le proprie creazioni.

Aditi era un mondo impermanente bloccato in un lasso di tempo indefinito. La Grid era invece dotata del bizzarro potere di far perdere agli immigranti la concezione del tempo che si portavano dietro dall’Altra Dimensione, il posto da dove venivano, quel posto che tutti chiamano con religioso rispetto First Life.

First Life ha del mistico e dell’incredibile per il Nativo, e per l’immigrante. E’ innanzitutto il posto da dove si crede siano arrivati tutti gli abitanti di Second Life. Ognuno di loro possiede uno specchietto che consente  di vedere cosa sta succedendo in questa misteriosa dimensione… Sempre che si curi di controllare. Si vocifera che alcuni, nel periodo di smaterializzazione necessaria al riposo chiamata Logoff, riesca addirittura a ri-proiettarsi nella dimensione d’origine. Ad oggi non ci sono prove tangibili che questo succeda realmente, anche se numerosi racconti appoggiano la teoria.

La cosa che piu’ affascina di First Life e’ che si tratta di un mondo regolamentato, duro. Un mondo dove esiste una morte non volontaria e non inflitta come punizione per aver disobbedito a certe leggi. Un posto dove non si vola, se non attraverso stratagemmi che consentono di sfruttare la fisica in maniera da alzarsi dal suolo. Un posto dove non si respira sott’acqua, dove non si controlla l’andamento del giorno, dove non si materializzano primitive e non si definiscono tramite pergamene magiche chiamate Script le movenze e le funzionalita’ di un oggetto. Dove se non si mangia, beve e dorme, si muore. Dove il sesso crea bambini che non si possono dimenticare in un inventario, che un giorno diventeranno altre persone, anziche’ semplicemente smettere di essere utilizzati. Dove esistono cose come il dolore fisico, il tatto, il gusto, l’olfatto. Dove il tempo e’ lineare come non lo e’ stato mai in Grid.

Sei ore First Life su Second Life sono capaci di volare come se fossero due. Una settimana ha la stessa incisivita’ di un giorno. Mesi si perdono nella percezione come fossero soltanto settimane. Gli anni si dissolvono con una certa celerita’, dimezzati. Non si e’ mai sentito un immigrante dire “ah, e’ ancora presto, non passa piu’.” Piu’ facilmente invece ci si ritrova davanti a uno sbigottito “AH!!! Sono GIA’ le…?” o peggio “Sta sorgendo il sole in First Life, quando e’ successo tutto questo?”

Si narra addirittura che Linden Lab sia situato in questa folle dimensione super regolamentata, in una citta’ chiamata San Francisco, raggiungibile con dei macchinari antichi provenienti da un paese lontano di nome Italia.

I Linden ci hanno dato un tempo percepito come non lineare, uno scorrere delle giornate personalizzabile (“Metti Midday se non ci vedi!”), una serie di punizioni per la grande invasione (piaghe come il Lag, divinita’ malvagia che rende solida e poco camminabile l’aria, o rende difficoltoso il passaggio fra due regioni divertendosi a far fare piccole danze involontarie al malcapitato, salvo poi ri-proiettarlo sul bordo, spesso facendogli perdere il controllo dei macchinari), una serie di benedizioni per chi dona ad essi un tributo in danaro (“E siano chiamati loro Premium, dotati di piccole terre gratuite, di attenzioni supplementari e di una somma di LindenDollars settimanale!”), e tutta una serie di speranze ed evoluzioni che, bizzarramente, tendono a volersi rendere simili a First Life.

Che la profezia della Sirena fosse accurata? Forse gli immigranti mancano effettivamente di un desiderio generale di fantasia, di creativita’. Cosa spinge l’artigiano a ricalcare fedelmente qualcosa che gia’ c’e’, anziche’ prendere spunto, ma stravolgere, piegare, ridere pago del proprio potenziale sfruttato al massimo?

La grande catastrofe della tentata unione fra First e Second Life rese man mano piu’ rari questi creativi, come dei fantasmi amareggiati che si sbattono da una parte all’altra della Grid, in perenne ricerca di qualcosa o qualcuno che si “distingua”.

Ma questa e’ un’altra storia, una storia che ci parla di avatar trasparenti e dell’introduzione di una nuova generazione di immigranti chiamata Resident…

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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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