Un intermezzo riflessivo

Mi sono bloccato, perche’ la prossima parte delle leggende del corvo richiede uno sforzo mentale che al momento non ho voglia di fare. Parte tutto il periodo di Ash, del castello, delle zie e cugine che lentamente ci introdurranno al capitolo successivo. E beh, non sono pronto, perche’ sono uno scazzato, e fra l’altro in questo periodo sto girando da una casa all’altra come una trottola, non ho neanche il tempo per loggare e riordinarmi un po’ le idee con qualche vecchio log o fotografia.

Oggi mi andava di scrivere una cosa che ho capito e rielaborato ancora una volta di me stesso, invece.

Il mio rapporto con il mio passato e’ una cosa che mi ha sempre causato qualche problema. Tutti sembrano dirmi di lasciarlo li’ dov’e’, ma forse il problema che sfugge e’ il meccanismo, differente, grazie al quale certe cose non smettono di restare dentro di me.

I trucchi mentali stupidi che devo usare per superare alcune cose ingiuste, dei veri e propri capolavori dell’auto-inganno. Tipo ripetermi “loro non esistono” o “e poi quello e’ morto e ci hanno messo una figura sostitutiva!”.

Metaforicamente, e’ come avere una serie di fiammelle, che non si spengono mai salvo ricorrere a trucchi come sopra, o salvo piogge situazionali cosi’ abbondanti che riescono ad estinguere l’inestinguibile. Di base, non si spengono, anche se a volte anche solo esaminarle finisce per danneggiarti.

A quanto ho capito, nella vita, a volte non si puo’ portarsi dietro tutte le fiammelle, per giustizia e riciclo e per come va semplicemente il corso dell’esistenza di una persona, alcune fiammelle restano indietro.

La differenza fra me (me ed Elena, pare, ne abbiamo parlato) e una persona X, e’ che li’ indietro, comunque, le fiammelle non si spengono o non smettono di avere importanza. Invece pare che molti piu’ si allontanano da loro, piu’ le percepiscono legittimamente lontane, e nominarle puo’ far scattare qualche ricordo, ma comunque perso in un tempo percepito diversamente dal proprio presente… Come se non ci fossero piu’, anche se sono semplicemente lontane.

Io non ho mai desiderato allontanarmi da nessuno, con poche eccezioni che si sono fomentate sempre e comunque da sole, comportandosi in una maniera che, altro che bruciature, non saprei come fare a sedare la rabbia che mi fa venire anche solo pensarci. Una rabbia che viene dal dolore, il forte dolore di non essere riuscito ad essere quello che per me erano loro, il dolore di una persona insultata, il dolore di una persona ingannata, ferita, ostacolata, trascurata, oppressa, il dolore di una persona dimenticata. E’ una cosa che non tace semplicemente “andando avanti”, mi spiace per chi e’ convinto che distanziarsi dalle cose le spenga.

Se e’ successo che mi sono allontanato “senza motivo” e’ successo perche’ “shit happens”, come quando ti dicono che tu e il tuo fidanzatino dell’asilo farete percorsi diversi, non e’ una cosa che vuoi, e’ una cosa che la vita ti costringe a fare. Magari ci sono anche stati screzi o casini, ma li ho risolti, e nonostante tutto sono lontano. Questo e’ sicuramente uno “shit happens”. Vorrei che fosse chiaro che in questo “shit happens”, in qualsiasi momento della mia vita qualcuno mi parli delle mie fiammelle, io me le ricordo e le amo come le ricordavo e le amavo al momento della nostra dipartita. Sorrido a ricordarle, mi sento bene come se fossero con me. Nel bene e nel male, la fiammella resta dove stava, anche se diventa qualcosa che nel frattempo non saprei piu’ definire, ho il sincero desiderio che venga a raccontarmelo.

Quando qualcuno e’ una mia “fiamma” in quel senso, dentro di me e’ immortale. Con tutte le sensazioni positive e negative che ha disegnato dentro il buio di certi corridoi.

E sono sicuro che “non vada bene”, che sia giusto “prendere le distanze” dalle cose, specialmente dalle proprie “emozioni”, in alcuni casi.

Ma no che non sono sicuro, e’ davvero “giusto”? Forse e’ soltanto “comodo”.

Protegge sicuramente dal fatto che, mentre io vivo certe cose cosi’, resto affezionato a gente che, invece, mi ha dimenticato. Ed e’ successo cosi’ tante volte che credo di essere anestetizzato, almeno, per quanto riguarda le fiammelle piu’ piccole, non ho neanche voglia di sentirmi triste per questo, e’ solo cosi’ che ho capito che va.

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Just your regular twisted egomaniac
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