Terzo giorno di vita mattutina

Succede che tu sei preoccupato per i tuoi problemi di salute, e ti portano a risolvere i tuoi problemi di peso. Che magari possono anche essere uno dei tuoi problemi di salute, ma quello che ti preoccupa di meno. Legittimamente fra l’altro: le tue analisi sono sempre andate bene, la tua pressione e’ bassa, il tuo colesterolo ok, mentre tutto il resto malfunziona in maniera random un po’ di mal di schiena condito con un “poi piu’ avanti rischi che” e’ proprio l’ultimo dei tuoi pensieri.

Succede che le persone da cui vai hanno tuttavia un approccio sensato alle cose, ti prescrivono degli esami, e ti danno qualche dritta per compensare i problemi di pressione, piu’ qualche incipit particolare per riordinare i ritmi di vita e di alimentazione. Va bene.

Il primo dogma lo conoscevi, la tua bestia nera: Dormi a cicli regolari, fai le scale almeno in discesa, liquirizia se hai cali di pressione, e fai colazione cazzo. Magari il “cazzo” era sottointeso, ma lo potevi leggere nell’aria.

Cosi’ ti prepari ad affrontare quotidianamente uno dei piu’ grandi mostri della tua vita. Una dieta? Sciocchezze. Fare attivita’ fisica? Bazzecole. Scontrarmi con un’ossessione ESTERNA verso il mio peso che dura da anni e mi fa girare il cazzo da morire? Forse. Ma qui stiamo parlando della MATTINA.

Ho sempre ammirato chi riesce a vivere di mattina. Alzarsi, trovare la forza mentale addirittura per lavarsi e imbellettarsi, magari anche essere belli tonici e scattanti, allegri, responsivi. Per quanto riguarda me, il mio cervello non si e’ mai attivato prima delle 11 – 11.30, e non mi illudo di riuscire ad attivarlo ora, che non ho neanche un’incombenza scolastica a buttarmi giu’ dal letto sin dalle 7.

Sono tre giorni che le mie mattinate cominciano in maniera sempre piu’ comicamente confusa.

Si dice che svegliarsi con un sorriso aiuti ad affrontare la giornata con piu’ slancio. Quello che non si calcola quando si dicono certe stronzate e’ che non e’ poi cosi’ tanto controllabile con che espressione una persona dovrebbe svegliarsi. Senza ombra di dubbio, io parto con il piede sbagliato, perche’ la maggior parte delle volte la mia reazione al fatto che mi sono svegliata (o sono stata svegliata) e’ una smorfia disgustata condita da un verso in sintonia, con quel pizzico di giramento di palle che ci mette il giusto pepe. L’intensita’ di tale smorfia varia a seconda di quanto bello fosse il sogno da cui mi sono svegliata, ed il conseguente gap con i primi segni del ritorno della realta’.

Realta’ che si presenta solitamente a livello sonoro sottoforma di “GNEEEEEK, GNAAAK GNEEEEK”. Si, perche’ il mio letto CIGOLA, ha sempre cigolato, quello che il mio compagno descrive come un innocuo leggero “gnik”, (principalmente perche’ lui e’ sordo e si abitua veloce ai rumori) per me che nel dormiveglia sento tutti i rumori amplificati e’ una cosa di un fastidioso letale, tanto che il giorno che riusciro’ a capire da cosa esattamente e’ causato quel rumore straziante e porvi definitivamente fine, saro’ decisamente piu’ felice.

La sensazione tattile e’ a volte semplicemente la coperta, altre volte un caldo abbraccio di morbidezza, altre volte ancora qualcosa di differente, ma oggi nello specifico e’ una FITTA LANCINANTE alla schiena che mi lascia mezza stordita a cercare di stirarmi per farla passare, e una persona che nel frattempo si abbarbica addosso a me.

Mi rendo conto che la mattina ideale di ogni coppia sia molto piu’ coccolosa/erotica di cosi’. Ma-io-ho-sonno, e pure un fortissimo mal di schiena. Fosse solo il sonno vabbe’… Quindi reagisco “a peso morto” sperando di far desistere la mia controparte. La mossa della mosca morta funziona.

Poi parte il legittimo delirio attorno a me. Io sono ancora li’ che cerco di capire in che momento dello spaziotempo mi ritrovo, mentre attorno a me TUMP TUMP, il passo felino del mio compagno gira per tutta casa, apre al gatto “Yule no, ah cazzo e’ entrata”, rumore di vasca da bagno. “Faccio il bagno preparati intanto”, o qualcosa di analogo, non lo so, mi pare che il senso sia quello. Mi metto seduta sul letto un po’ confusa, consapevole che per almeno un paio d’ore non riusciro’ ad aprire completamente gli occhi.

Non so neanche secondo quale miracolo del mio pilota automatico, in qualche minuto ho addosso dei vestiti, e sto abbracciando un cuscino in attesa che la mia controparte esca dalla vasca. Arriva, mi raccatta su, nell’uscire di casa cerco di applicare l’automatismo “lasciare scendere prima di salire” al portone principale, forse scocciando un po’ un nonnetto che voleva entrare, e il mio compagno che gli aveva offerto il passaggio (cosa del tutto sfuggita a me perche’ i valori di: osservare, ascoltare, cercare, individuare, schivare sono molto penalizzati dal malus “chi sono io?”).

Attraverso diverse strade rendendomi conto tipo 10 minuti dopo che facendolo faccio frenare last minute diverse macchine e tram. Mi si chiede di pagare la colazione, accetto. Scivolo verso un tavolino di un bar ed intavolo una conversazione monosillabica che non ricordo, se non per un ricostruito (probabilmente male) “Mi hai risposto un versaccio come un barbone, “waaaah”” (un minuto di orologio dopo) “………quale barbone?”

Nella tv del bar c’e’ una vecchietta che bestemmia. Per la sanita’ pubblica. Ma c’e’ da dire che in tv bestemmiano sempre per tutto. Poi c’erano due facce che parlavano, suppongo fosse un altro di quei programmi dove si fa polemica perche’ si.

Esco dal bar, “grazie, arrivederci!” ma non dovevo pagare? Va be, ormai. Qualcuno avra’ pagato, ne sono certa. Non l’ho visto succedere, dettagli.

Torno verso casa guidata dal mio compagno che compone piccoli poemi sul mio stato confusionale. Rispondo cose, scatta un discorso confuso sulle biografie. Perche’?

Arrivo a casa e cerco di coordinare un po’ meglio la mia attenzione, so che ci sara’ una pisciata sotto il citofono, c’e’ sempre una pisciata sotto il citofono. E’ la gioia di avere un gatto un po’ squilibrato.

Mi siedo decisa a raccontare un po’ tutti i vari stati confusionali prima della veglia, ma sono le 10.25 e questa fantomatica “veglia” ancora non e’ stata raggiunta, resto avvolta da un torpore morbido che vorrei tanto assecondare, finche’ si puo’.

Quasi quasi torno a letto, ho fatto il mio per stamattina.

Credo.

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Just your regular twisted egomaniac
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