Cagate pazzesche!

Una delle cose che piu’ si temono, parlando con me di film videogiochi o quant’altro, e’ che io risponda che questo o quello e’ una cagata pazzesca.

E’ una cosa che sinceramente non capisco: Punto primo, l’hai fatto tu, che devi avere ansie da prestazione a parlarmene? Punto secondo, ogni cosa, anche la piu’ “perfetta”, ha lati positivi e negativi, specialmente considerando che viene vista da punti di vista diversi per ogni singlo essere umano che la osserva. Chiudersi in una cieca dinamica da fan in cui si deve solo parlare bene di tal cosa perche’ ci piace, e’ sciocco.

A me piacciono UN SACCO di cagate pazzesche, cose da mettersi le mani nei capelli o cavarsi gli occhi, e sinceramente apprezzo tantissimo chi, come me, riesce ad ironizzare sulle brutture di queste cose pur conservandone un’opinione positiva. Qualcosa che ci fa sentire bene non e’ necessariamente un capolavoro intoccabile. Qualcosa che ci diverte, ci emoziona, non e’ necessariamente una cosa bellissima e fatta in maniera impeccabile. Il motivo per cui non piace ad altre persone e’ rispettabile, e a volte anche divertente. Cosi’ come il motivo per cui noi stessi non piacciamo ad altre persone dovrebbe esserlo.

Certo, perche’ per molte persone funziona cosi’, cio’ che piace diventa “parte di se”: “Io apprezzo $cosa, $cosa e $cosa” diventa “io sono $cosa, $cosa e $cosa”, in maniera piu’ o meno aperta e marcata, piu’ o meno conscia.

Bisogna pero’ ammettere che sono delle proiezioni, dei ragionamenti “simbolici”. Di tal cosa, noi siamo il dettaglio che ci ha spinto ad apprezzarla. Non tutto. Di tal cosa, come di una persona di cui siamo innamorati, perdoniamo o giustifichiamo gli “errori”. E va bene cosi’. E’ necessario, tuttavia, specialmente in quanto adulti, essere in grado di ammetterli, discuterli e soprattutto riderci su.

Lo spirito con cui io affermo che una cosa e’ una cagata e’ spesso lo stesso con cui mi “lamento” alla milanese, cioe’ un metodo caciarone per fare un po’ di umorismo nero su questo e quel dettaglio, altrettanto spesso semplicemente la voglia di esprimere un’opinione, l’osservazione di un dettaglio, una sensazione di fastidio a volte, ma si.

A molti da fastidio la voce di Hyde, che cazzo ci devo fare? Non sono d’accordo, pace amen e chiuso, potrei passare anni con loro a paragonarlo a questo e quell’altro uccello stridulo vanesio e scemo tuttavia, perche’ si, non sono d’accordo, ma ho anche un paio di orecchie.

Guardo X-Factor! Qualcuno per cortesia si ricordi che io guardo X-Factor quando inizio a parlare di questo e quell’altro dicendo che e’ una cagata! E mi piace, addirittura arrivo a usare TRUCCHI per poterlo guardare anche se non ho sky, sono cose di una certa incisiva perversione.

Sono fermamente convinta che una delle cose piu’ belle di apprezzare sinceramente e particolarmente qualcosa, (tralasciando il fatto puramente patologico che, per me, avere autentici e potenti slanci di entusiasmo per qualcosa e’ una cosa che succede con una rarita’ allucinante) sia proprio quello di riscoprirla attraverso gli occhi degli altri. Poterla raccontare secondo i propri occhi, poterla rileggere con affetto attraverso la strenua opposizione (non e’ detto che poi questa opposizione ci sia o non sia su dettagli che sticazzi poi) di questo e quest’altro interlocutore, poterne parlare senza limitarsi a pompare all’infinito lo stato di “meraviglia” analizzandone solo un lato, per poterne tirare fuori la magia, comprendere anche meglio in certi casi perche’ in realta’ qualcosa ci piace cosi’ tanto.

Ammettiamo una cosa importante, for starters: Cio’ che e’ uguale a noi, anche e soprattutto per quanto riguarda gusti e punti di vista, ci fa sentire a casa, ma non ci arricchisce. E’ importante avere a che fare con persone che sono molto diverse, magari in poche cose cosi’ restano sempre punti in comune, ma in abbastanza cose da poterci dare il suggerimento che il mondo non sia limitato al nostro punto di vista. E’ irrealistico e sbagliato aspettarsi di avere a che fare con altri se’, o di dover tacere perche’ se no, guerra. E’ necessario saper abbandonare gli atteggiamenti iper difensivi, perche’ la gente a volte non parla “per attaccarci”, ma per il piacere di discutere di qualcosa su cui si sa entrambi abbastanza da generare una discussione.

Certe storie d’amore ed amicizie profonde durature nascono fra Team Rukawa e Team Sakuragi. Fra Sith e Jedi. Fra nerd e persone alla moda. Fra acculturatissimi ricconi e poveri ignoranti, ma con tanto senso pratico. Fra American Horror Story e True Detective. Fra Team Korea e Team Japan, fra Dio e Natura, fra Spirito e Razionalita’. Il tutto grazie anche al “banter” che questo genere di differenze riesce, amichevolmente e positivamente, a generare. Arrivare ad allontanare questo non puo’ che danneggiarci, alla lunga.

Una cosa che a me e’ piaciuta davvero tanto, per esempio, e’ l’anime ispirato al fumetto di Loveless. Andando a cercare di che si parla, una delle prime cose che viene in mente alla maggior parte delle persone e’ “Che cazzo??? Ma perche’?”.

Loveless e’ tante cose, fra cui, indubbiamente, un capolavoro. Ma limitarmi a descriverlo come un capolavoro non mi aiuterebbe a far capire di che si tratta realisticamente. Per fare cio’ e’ necessario un aiuto dal pubblico con qualche mia aggiunta personale in quanto lettrice del fumetto (un bel po’ diverso in molti punti).

Loveless e’ il parto malato di una persona con un’evidentissimo fetish per i bei ragazzi, lo yaoi, e il bdsm. Femmina, con il conseguente romanticismo improbabile che la cosa dipinge in ogni gesto, e la realistica sensazione di “avere a che fare con persona difficile e spinosa” che spesso una donna subisce con un uomo con dei problemi. Il tutto e’ molto chiaro, a volte in maniera anche disturbante per i meno abituati. Mi spiace, ma e’ cosi’, questo e’ parte di cio’ che Loveless e’.

Ci son dentro pure i neko, si tratta di un mondo intero di neko, una versione particolare  che mantiene le orecchie solo finche’ non ha avuto il primo rapporto sessuale completo. Non ha senso ed e’ uno sfacciato “whip out” della sessualita’. Siamo d’accordo. Non attaccherei mai nessuno che mi venisse a dire che Loveless e’ intollerabile per via delle cose di cui sopra. Tuttavia spiegherei anche questo:

L’anime di Loveless e’ una cosa che sviscera e suddivide l’amore in diverse “sensazioni”, raccontate ognuna in un episodio. E’ un anime dove tutto e’ un simbolo di qualcosa, ed ogni cosa e’ intrisa di un significato ed un messaggio. Le parole, i simboli, gli avvenimenti, persino le ansie e le reazioni “abusive” di certi personaggi, tutto ha un motivo preciso da interpretare e una proiezione nel “reale”, e questa e’ una cosa che fa morire di gioia le persone come me, mentre lascia del tutto indifferenti altre.

Persino i combattienti si svolgono in una maniera che simboleggia il rapporto fra le persone, e il modo in cui ci si attacca o difende e’ regolato dal pronunciare delle specifiche parole. Una poesia.  Tuttavia guardare quell’anime con una mentalita’ diversa significa automaticamente non poterlo apprezzare, perche’ i “contro” di cui sopra ti spazzano via.

Due approcci, un solo prodotto, una merda per bambine maniache e un lavoro di simbologia sopraffino. Mi piace poterlo descrivere cosi’.

Anzi, mi dispiace che non ci sia nessuno che fin’ora mi abbia detto che un altro anime che apprezzo moltissimo, Pandora Hearts, e’ una merda. Mi piacerebbe tanto capire perche’, quali paradossi sto saltando, avere un’altra chiave di lettura.

Ricordo con affetto le RISATE che faccio fare ad una mia amica (due! Ma la prima a sottomettermi a cotanto romantico strazio e’ stata una) quando guardiamo insieme i telefilm koreani che le piacciono e io mi diverto a smontare giu’ tutto, ma in compenso ridiamo, li vediamo FINO ALLA FINE, e tutto sommato per quanto le trame siano atroci ripetitive e senza senso, in qualche modo malato mi piace vederli con lei, come ci si emoziona, come si arrabbia contro gli stronzi di turno, e soprattuto, cazzo, come tutti si incontrano sempre dappertutto come se vivessero nello stesso condominio, e corrano, sempre, corrono sempre, a spesso anche in massa.

Faccio davvero molta fatica a capire perche’ molti si privino di esperienze di questo tipo. Perche’ preferiscano un’ammirazione per le cose cieca e sorda, dove e’ tutto bellissimo e basta, va tutto difeso e basta. O, dall’altro lato magari, preferiscano una critica acida e cattiva incontrastabile, invece di restare ad orecchie ben aperte per i lati positivi delle cose. A volte credo di essere erroneamente piazzata fra questi ultimi, quando proprio, sono davvero meno assolutista e cattiva di quello che posso sembrare.

Certe persone credo manchino tragicamente di apertura mentale, a tutto tondo. Non e’ una malattia ragazzi, e non casca il cervello come in certe battute di cattivo gusto.

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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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