Sul rapporto strettissimo fra cattiveria e miseria

Sono ormai abbastanza banalmente convinto di vivere in un mondo governato da squali addestrati dai burattinai giusti a fare un grazioso bungee jumping con il proprio ego. Questi squali sono dannosi per se stessi e per chi li circonda, un vero e proprio veleno su due gambe, convinti fino all’ultimo stralcio di pensiero che gli passa per la testa che il loro essere competitivi, maligni ed arroganti li renda delle persone di successo, e sia quello che ha consentito loro di affermarsi ed ottenere tutto quello che hanno ottenuto nella loro vita.

Quello che questi signori si sono curati di cancellare dalla loro percezione del mondo e’, tuttavia, una serie di cose che io invece ho visto molto bene sin da quando ero bambina. La “regola” e’ molto semplice:

  1. Ogni stronzo e’ un miserabile convinto di aver sconfitto la propria miseria, e che in realta’ non fa altro che dipingerla in maniera molto evidente su tutto quanto.
  2. Ogni stronzo vede solo quello che gli fa comodo vedere, ricorda solo quello che avvalla la sua percezione delle cose, e distorce i fatti tendendo a marcarli in positivo o in negativo, a seconda di come fa comodo.
  3. Ogni stronzo e’ SERIAMENTE convinto di essere l’unico intelligente in mezzo a un branco di cretini, e contemporaneamente sempre e costantemente la vittima delle cattiverie degli altri e della sorte avversa.
  4. Ogni stronzo, se non funziona il vittimismo, parte all’attacco dell’interlocutore cercando di screditare la validita’ delle sue osservazioni tirando in ballo cose che non c’entrano pur di sviare l’attenzione.
  5. Ogni stronzo infligge agli altri una punizione per qualcosa che non gli hanno fatto loro.
  6. Ogni stronzo e’ convinto che tutti gli altri ragionino come lui, di conseguenza diventa maligno e paranoico a livelli che sfiorano l’assurdo.
  7. Ogni stronzo e’ incapace di provare ammirazione, sa soltanto provare invidia o ricollegare a se stesso in qualche modo il successo di altre persone.
  8. Ogni stronzo dichiara di farlo, ma non tiene mai veramente conto delle esigenze, specialmente emotive, di nessuno che lo circondi. Lo scopo piu’ alto della sua esistenza e’ fare tutto il cazzo che gli pare. E se nel frattempo puo’ calpestare qualche persona che lui invece riterra’ “stronzi”, meglio. Il resto e’ figura, perche’ ci tengono alla figura.
  9. Ogni stronzo tenta costantemente di demolire ogni cosa che lo fa sentire come si e’ sentito quando, per reazione, ha iniziato a diventare uno stronzo. Questo molto spesso e’: stupido, inascoltato, brutto, fallito, incapace, antipatico, inadeguato, impotente, debole, sconfitto.
  10. Lo stronzo ha la tendenza a godere delle sofferenze altrui, nella patologica seria convinzione che gli altri si “meritino” cose brutte, mentre lui no, mai.
  11. Lo stronzo confonde il termine stronzo usato nei suoi confronti con qualcosa che significhi “intelligente, furbo e con quel pizzico di fascino del cattivo”, incapace di comprendere che in realta’ significa “un povero idiota che nuoce a se stesso e a tutti gli altri, e nessuno vorrebbe mai intorno potendo evitarlo”.

Quando vedi uno stronzo, non tendergli la mano: non servira’ a niente, ormai e’ diventato cosi’, non si riconoscerebbe neanche come tale, o si giustificherebbe dicendo che e’ cosi’ “solo ogni tanto”. Parati assolutamente il culo da questa persona, se puoi, evitala. Pero’, tieni sempre presente che uno stronzo e’ stronzo perche’ qualcuno ha fatto lo stronzo con lui un po’ troppo a lungo, un po’ troppo sistematicamente. Percio’ ogni volta che ti viene da fare lo stronzo di rimando, conta fino a 10, 20, 1000, e cerca di ripensarci nel frattempo.

Finche’ hai coscienza di star facendo qualcosa di sbagliato, sei ancora in tempo per smettere.

Smettila.

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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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