Sogni e realta’.

Sognare la propria cotta da adolescenti cresciuta ed irrealisticamente disponibile nei miei confronti non e’ mai stata un’esperienza cosi’ densa di seghe mentali da parte mia, devo ammetterlo.

Una volta sveglia e’ stato come un’esplosione di pensieri. – a parte che hey, oggi mi sono svegliata alle cinque, e’ quasi un orario umano! –  Ho pensato a cosa fosse lui per me, cosa fosse il delirio che contornava la sua “leggenda” personale.

Cosa fosse poi lui nel sogno, qualcosa che era a portata di mano, ma mi rendevo conto che non volevo. Assolutamente no, pensavo qualcosa tipo “pensa che bella favola sarebbe, finire con la persona per cui ho avuto quell’assurdo colpo di fulmine tanti, troppi anni fa”, e qualche istante dopo scuotevo la testa internamente e realizzavo che, per quanto potessi averci visto lungo circa la nostra effettiva compatibilita’ mentale, quella li’ era e li’ si arrestava, inesorabilmente.

Anche se lui e’ l’uomo “perfetto”, quello “ideale, che sembra disegnato fuori dalla mia testa”. Ma no, in realta’ proprio questo lo rende tutto fuorche’ perfetto.

Non saprei spiegarmi, ma ci provo lo stesso. Siete mai finiti a sospettare di aver cercato, nella vostra vita, sostanzialmente, in realta’, una specie di giustificazione esterna alle vostre peggiori storture interiori? Un “tappo”, che mediante opposti o marcature andasse precisamente a fare “pat pat” alla vostra coscienza, sulla schiena, come per dire “visto che non sei poi tanto sbagliato?”

Gente benevola e fiduciosa che ha torto ad esserlo, cosi’ ti fa sentire meno “cattivo” ad essere malfidente e patologicamente privo di fiducia. Gente con evidenti segni di sociopatia che ti faccia sentire piu’ “attaccato” al mondo e alle persone. Gente magra o grassa a prescindere da cosa mangia, che ti ricordi che gran parte del tuo peso e’ stato accumulato anche per ragioni che non dipendono da te (“Anche! Ma non solo…”, dice la voce che cerchi di far tacere, lo so son pigra, ora taci cazzo.). Gente che si dimentica di curarsi del proprio circondario cosi’ marcatamente che in confronto fa sembrare te come una persona che e’ invece molto interessata al posto in cui vive. Gente cosi’ pigra che in confronto tu sei attivo. Gente cosi’ acida e malevola che in confronto i tuoi momenti al curaro sono delle pilloline zuccherose.

All’improvviso anche lui esiste, e con la sua esistenza giustifica quello che tutti gli altri hanno sempre frainteso in me, e si sa, il giudizio non viene mai del tutto ignorato, anche se svalidato dal proprio lato conscio. Il modo in cui ama pur sentendosi frustrato dai legami esclusivi, il modo in cui la sua sessualita’, allegra scanzonata e vorace, non sembra poi cosi’ storta e bizzarra, e fa sembrare invece il mondo bigotto e in torto rispetto a lui. Rispetto a noi. Hai visto, Kei? Non sei l’unico stronzo ad avere un rapporto con il tuo mondo affettivo e la tua sessualita’ che sono voraci ed incompatibili con il modo in cui viene vissuta la cosa all’esterno.

Si, ho visto. E va be. This is pretty much all there is, tho.

Piu’ mi guardo avanti, piu’ l’ombra di queste pacche sulle spalle si fa piu’ percettibile, cerca di scavalcare, nascondere una cosa che in realta’ conosco benissimo.

Gente che crede nelle sue favole con cosi’ tanta irrealistica ed autopompata convinzione, che in confronto io ho i piedi ben piantati per terra. Gente che e’ cosi’ eternamente giovane o eternamente bloccata che in confronto il mio dribblare certe responsabilita’ (a volte anche per necessita’, “Anche, ma non solo…”) impallidisce. Gente intelligente, che mi illude di essere intelligente, avere delle frequentazioni fuori dal comune, come se “fuori dal comune” fosse, e ritengo lo sia, una cosa “figa”. Gente che ti fa sentire meno alieno, e schiaffeggia finche’ non tace, la voce che ti ripete quello che ti senti dire da una vita, e sai che ha il suo fondo di verita’.

“Tu non stai mai bene con nessuno, in realta’, perche’ vuoi contemporaneamente tutti sempre con te, e nessuno in mezzo alle palle. Tu non stai mai bene da nessuna parte, in realta’, perche’ c’e’ un limite al mana che puoi utilizzare per cercare di restare dove sei in un mondo che ti spinge via per quello che sei, e non sei capace di adattarti alle regole che lo dominano. Non sei capace, e per ora sei riuscita a forzarti, ma prima o poi questa cosa ti distruggera’.”

C’e’ qualcuno meno capace di me, cosi’, di getto, cosi’ almeno sta zitta anche sta voce? Oook, 1,2,3, 4… Ciao ragazzi, e’ sempre bello prendermi cura di voi, anziche’ di me.

Ma con chi staro’ male in futuro? Il punto e’ che nel sogno era tutto molto chiaro e lampante, non c’era piu’ neanche la tentazione assurda che di solito mi domina come un burattino, niente, guardavo l’uomo che io ritenevo perfetto come se fosse qualcosa che dovevo evitare a tutti i costi.

Non perche’ “non andasse bene”, ma perche’ non va bene quello che cercavo di soddisfare io con lui, nell’ipotetica situazione del sogno. La rivincitina da quattro soldi rispetto alla tristezza dei miei 16 anni, cazzo dai, sono quasi 20 anni fa. La fuga dalla tristezza della mia impietosa autoconsapevolezza. Yeah, what an achievement it would be! No, in realta’ onestamente non mi va.

Che fara’ in futuro il mio lato emotivo? Quello che e’ corso dietro a questo o quello in maniera disordinata e distratta?

Con chi staro’ male in futuro, perche’ non mi ci vedo proprio a star bene con qualcuno?

Sto discorso l’ho gia’ affrontato con “Gente che dimentica le cose importanti”, eppure mi va di ripeterlo. Invece del principe azzurro io avevo un cavaliere della rosa nera.

La particolarita’ di questa figura metaforica e’ che avrebbe donato a me, la rosa “blu”, un’altra rosa che non esiste. Che non esiste. Un segno, un sogno, un inganno, un simbolo, che richiede una manipolazione invalidante su un fiore che di per se, magari, che cazzo ne so, e’ bianco, pur di offrirmi qualcosa che non c’e’.

Tipo, un contesto che io percepisca come mio.

Ma povero cavaliere della rosa nera, perche’ dovrebbe mai fare una cosa del genere, sempre che la sua rosa non l’abbia gia’ contaminata per i cazzi suoi?

Lui era nero a differenza dell'”azzurro”, perche’ sapeva piu’ di disilluso e realista. Di notte, di frainteso. Una rosa che di questo fraintendimento ne ha fatto la sua vita, come io del mio. Chissa’ di che colore eravamo in realta’, prima di dare colpi di faccia contro le cose.

Ero, perche lui non esiste, ma questo plurale e’, tristemente, un bisogno di cui non riesco a scrollarmi, su cui han fatto leva in tanti, e che tanti altri hanno invece sempre frustrato.

33 anni e quella rosa ancora non l’ho vista, e non c’e’ pacca sulla spalla che sia potente come lei. Forse dovrei sentirmi sollevata dal fatto che non ci sia, almeno saro’ piu’ motivata a disciularmi e non aspettare che venga bona.

Una cosa e’ certa, avessi fatto lo stesso sogno anche solo qualche anno fa, non avrei avuto nessuna remora a soddisfare i miei capricci interiori.

Si tratta solo di un sogno, eppure, c’era cosi’ tanta realta’…

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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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