Non molto contenta…

… ma chi e’ molto contento oggidi’?

Non e’ che mi stia capitando niente di brutto in realta’. Non ho molto di cui lamentarmi, ma in effetti quando scrivo qui quello che penso, mi limito a sfogare pensieri che altrimenti semplicemente girano a zonzo nella mia testa e si ripetono e mi impediscono di focalizzarmi bene su quello che conta.

Una persona leggendomi penserebbe che sono veramente una morchia lamentosa, ma in realta’ onestamente penso di essere una persona che in qualche modo ottiene abbastanza spesso quello che vuole, il che gia’ mi fa pensare che la vita mi abbia in qualche modo viziata, anche se con tutti i contrappesi del cavolo che comunque mi rendono tutto piu’ difficile del normale.

Non sono molto contenta, e non la saro’ per un po’ di tempo, perche’ per fare colloqui mi sto buttando a faccia aperta contro molte cose che in realta’ detesto a morte. E devo farlo, e lo faccio, ma non si puo’ pretendere che lo faccia senza dei contraccolpi, purtroppo.

Chi minimizza dicendomi che devo semplicemente sorridere e sembrare proattiva e cordiale non capisce fino a che punto per me sia difficoltoso simulare una cosa del genere. Basti vedere il risultato quando sono convinta di essere stata positiva, sorridente, tranquilla e tutto, e prima si spara a zero su tutto quello che sono come se fosse strano, (ma attenzione: dopo che e’ stato definito singolare per almeno 4 volte, io non ho il diritto di autodefinirlo strano, e’ una cosa arrogante), poi mi si suggerisce velatamente che non sono abbastanza figa ed elegante per qualcosa, e alla fine mi si consiglia amabilmente di dimostrare piu’ entusiasmo.

Se dovessi appellarmi a un’utopia, vorrei un ambiente che faccia per me. Poi posso anche svuotare cestini, perche’ a me finche’ posso comprare da mangiare per me e il mio gatto, onestamente non me ne frega niente di dove finisco. (Poi per carita’ se finisco a fare qualcosa che mi piace tanto meglio, ma, capiamoci…) Il lavoro non e’ la mia vita, e non ho nessuna intenzione di far si che diventi qualcosa di diverso dall’essere un “supporto alla” mia vita. Eppure mi rendo conto che il 90% dei no che ricevo e ricevero’ sono dovuti non tanto alle mie competenze e al numero di persone per strada che ci sono in giro, quanto al fatto che strido.

Strido, e me ne rendo conto pure io, rispetto al mondo di chi mi seleziona. Posso simulare che non sia cosi’ fino a un certo punto, perche’ e’ una cosa veramente molto radicata in entrambi i protagonisti di queste scenette.

E non e’ che sia molto facile a livello personale proprio, non tanto lo stridere di per se, ma rendersi conto che come al solito cio’ che importa, le mille cose che faccio, e che so fare vengano costantemente sparate in secondo piano dalle mie stranezze.

Ma quelle sono le MIE stranezze. Lasciate in pace le mie stranezze…

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Just your regular twisted egomaniac
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