Cos’ha lui/lei piu’ di me?

La domanda cazzona per eccellenza.

L’ho sentita fare, in forme diverse, in mille modi. A volte anche celate dietro una specie di sistematico tentativo di smontare questo o quello semplicemente perche’ viene preferito a se da qualcuno, in qualsiasi modo, per qualsiasi ragione.

La voglia quasi isterica di confrontarsi di continuo con tutti, di competere, di afferrare nelle proprie mani l’attenzione di una persona.

Non c’e’ niente di male se qualcuno preferisce altre persone. E’ cosi’ che va la vita, e lasciare che questo ci faccia sentire svalutati e’ in realta’ il motivo per cui noi per primi ci svalutiamo, bloccandoci nella convinzione che noi dobbiamo essere i primi perche’ siamo la corona di smeraldi unica di stocazzo.

Nessuno si chiede mai cosa abbia qualcun altro piu’ di se, la domanda intrinseca resta sempre in realta’ “perche’ non apprezzi tutto il meglio di questa persona che io sono?” Laddove “meglio” e’ una percezione puramente personale, arrogante, probabilmente una distorsione in cui non crediamo, altrimenti non ci scalfirebbe il pensiero.

E’ spesso vero che le persone non si rendono conto, quando si innamorano o fissano per qualcuno, di cosa sia dannoso/deviato dalle loro manie, e cosa farebbe loro effettivamente meglio, invece. Ma questa considerazione non va mai fatta senza considerare tre punti cardine: 1- Se non lo sanno neanche loro, che sentono le proprie emozioni, conoscono i propri pensieri con certezza, e vivono in prima persona la propria vita, come si puo’ pretendere di saperlo da esterni?  2- In questa valutazione spesso non ci rendiamo conto di quanto SBAGLIATI potremmo essere noi a nostra volta, invece, forse anche peggio, nettamente peggio. e 3- Spesso si resta inchiodati a una pulsione proprio perche’ ha un lato spinoso, il lato spinoso e’ piu’ forte del lato felice, ci fa sentire meglio, fa sentire come se si vivesse il rapporto con maggiore intensita’. Non c’e’ gioia che possa aver possibilita’ di vittoria davanti a una misurata, ma costante dose di dolore ed insicurezza. L’insoddisfazione e’ motivante. La soddisfazione, dura poco.

Saranno tutti, quindi, giusti e sbagliati allo stesso tempo, invece di stare a preoccuparsi di questo suggerirei di cercare di essere qualcosa con un valore, ma anche con delle spine. Un piacevole, amabile, problema.

O quantomeno di fare una reale oggettiva comparazione quando ci si chiede cosa un altro abbia piu’ di se. Potrebbe essere niente, potrebbe essere qualcosa che l’altra persona prende in alta considerazione e noi no. L’attrazione e’ scaturita dalle cose piu’ strane, e noi siamo tutti diversi.

A volte esce da problemi che urlano “risolvimi”, ma non desiderano essere effettivamente risolti, quanto alleviati il giusto per eleggere qualcuno a “cura in corso”. Finche’ c’e’ la malattia, serve la cura. E poi?

O dalla semplice, a volte neanche troppo potente, voglia di cambiare un contesto, fare un passo.

Ma la diversita’ che porta a considerare queste cose da un lato soltanto, e’ “giusta” oppure “nociva” ad un possibile rimontone, cosa che il confronto in genere desidera?

C’e’ sempre un motivo se noi non siamo qualcosa, e non prendiamo in alta considerazione certe cose. Questo motivo e’ nettamente piu’ importante dei capricci interiori di chi a sua volta rischia di essere solo un capriccio.

E poi c’e’ il terrore, l’inspiegabile terrore della solitudine, del vuoto che rimpiazzerebbe quello che abbiamo eletto a qualcosa, dimenticando che prima che quel qualcuno esistesse in quel ruolo, tutto sommato, si campava bene lo stesso.

Quante cazzate si fanno per questo genere di cose? Quante cose morte si cercano di resuscitare perche’ non sia mai che qualcuno sia soddisfatto altrove, a prescindere se in realta’ questo qualcuno ci interessi veramente o meno. Quante relazioni storte continuano per la sola idea di qualcosa? Di avere qualcuno per se, di essere illuminati dalla luce salvifica di qualcosa, di farsi la scopata del secolo, dopo tante attese.

Ma sono tutte puttanate, pompate dal contesto, pompate dal confronto.

Sbandiamo, come biglie in una scatola di cartone che ogni tanto qualcosa scuote. Non risentitevi se qualcuno non vi vede, e non state troppo a perderci tempo… chissa’ quante persone non vedete voi, accecati da queste cose. Quanto meglio potreste avere, perche’ magari sul momento non sembra cosi’, ma tutto e’ meglio di qualcosa che vi scarta, a prescindere dal motivo.

Tutto.

Il fatto che a volte sia proprio il fatto che vi scarta ad appendervi, non e’ che uno dei modi malati in cui si manifestano le emozioni umane.

Resta solo da decidere quanto tempo si ha, effettivamente, da perderci.

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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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