Spinta

Ma se guardo fuori da quella finestra, ed escludo cibo bevande, animali e certa musica, guardo e vedo cosa sta succedendo, chi gira, cosa fa, come va.

C’e’ qualcosa che mi piace?

Si, a livello di gradimento non poetico mi piacciono tante cose, e tante persone. Ma c’e’ qualcosa che mi piace nel modo euforico che forse ogni tanto salta fuori dopo un concerto, o dopo un po’ di sesso di quello fatto giusto?

Questa mia quasi totale assenza di entusiasmo, posso curarla?

Sono stata amabilmente spinta a cercare una soluzione umana alternativa. E qualche altro amico gia’ che ci sono, non farebbe male… Ma se devo dire la verita’, mi viene il vomito. E’ una cosa quasi automatica, ci penso e mi viene da vomitare. Non conati, ma quella sensazione di nausea che parte da dentro prima, quando inizi a capire che ben presto rovescerai tutto quanto sul pavimento. E corri in bagno. Ma io non corro in bagno, resisto, e smetto di pensarci.

Se non altro e’ una reazione molto mia, almeno questa volta. Meglio di “niente” oppure “la mia vita e’ permanentemente fottuta sotto ogni punto di vista possibile!!!!!” Penso che dovro’ davvero cambiare quei medicinali, appena smetto di prenderli sto meglio.

Domande strane tipo “Che tipo di uomo ti piace?” Non so, guarda gli ultimi tre o quattro, se consideriamo la maggioranza probabilmente mi piacciono gli psicopatici e gli affetti da disturbo skizoide. E’ un’esagerazione stilistica, ma temo ci sia un fondo di verita’.

“Qual’e’ un posto che potresti frequentare per conoscere qualcuno?” Io non frequento posti per conoscere gente, il fatto che ci conosca gente spesso e’ una cosa che succede per caso. SE succede, perche’ molto spesso in realta’ la conoscenza resta a livelli cosi’ infimi che mi rifiuto di considerarla tale e dopo qualche mese non mi ricordo neanche come si chiamano.

E continua a risuonarmi in testa la domanda, “c’e’ qualcosa che mi piace la’ fuori?” E’ una frase diversa, per fortuna, da “non c’e’ niente che mi piaccia la fuori”, da il giusto beneficio del dubbio, ma esprime un po’ di disagio.

La domanda subito dopo dovrebbe essere “sto per scoprirlo?”. So che mi sta tutto cambiando sotto il culo, e non escludo che potrei dovermi ritrovare in un contesto sociale per qualche ragione. Sebbene io debba ammettere che non mi piacciono i contesti sociali, mettono quel tot di ansia e di fastidio addosso. Forse mi ostino a prendere in considerazione i contesti sociali “sbagliati”?

La domanda da un milione di dollari e’ “Ma io voglio farmi lo sbattimento di cercare altra gente?” Perche’ onestamente la risposta potrebbe anche essere che non voglio farlo.

Il caos mi chiede di muovermi e io penso che… che non e’ giusto, a me piacciono gli amici che ho, perche’ non posso frequentarli perche’ sono tendenzialmente assenti o han sempre qualche cazzo che non so, o che vengo a sapere dopo settimane, mesi, anni? A me piace la persona che NON ho ora, perche’ devo per forza cercarne una giusto per metterci il timbro sopra e dire “aaaah ho una relazione soddisfacente!!!” Ma chissenefrega! Che poi ho sinceramente i miei dubbi che, fatta come sono, potrei MAI avere una relazione veramente soddisfacente… Perche’ devo fare sesso con chi capita? (che si puo’ anche fare, se chi capita e’ interessante, ma…) Perche’ viene vista come una soluzione, come se cambiasse anche solo una virgola di quello che mi dispiace non fare per motivi che boh?

E’ come se le persone ragionassero a slot. Questi sono gli slot amici, quando li svuoti sostituiscili. Questo e’ lo slot relazione mi raccomando uno solo e se non va bene buttalo e sostituiscilo veloce, magari con un trombamico che, chiodo scaccia chiodo!

Per me gli slot hanno un nome proprio di persona ciascuno, e se si esauriscono e’ soltanto colpa di quanto certi nomi riescono a sminchiare le cose. N O N  – L I – S O S T I T U I S C O.

Questo pero’ non toglie che magari aggiungere qualche slot in momenti un po’ critici male non farebbe. Pero’ sono fatta male cosi’, deve capitare quasi da sola come cosa… Non la so forzare, non mi riesce ne’ bene ne’ neanche in maniera sul filo dell’accettabile, non mi riesce proprio per niente.

Pensavo a Sumire, questo dara’ fastidio a qualche lettore sicuramente, mi dispiace, ma  comunque sia, Sumire era una mia amica. Ed e’ uno slot vuoto che fa male, anche al di fuori di quel pazzo second mondo. Come lei, chi piu’ le somigliava all’esterno, nella mia vita.

Come potrei mai sostituire delle persone cosi’? Perche’ devo sopportare il fatto che i loro slot, come tanti altri, al momento siano vuoti?

Perche’ le persone con cui mi trovo meglio inevitabilmente finiscono per interfacciarsi a me in maniera schizzata, con l’altrettanto inevitabile epilogo finale col botto? Per proteggere quello che siamo, per dei “per sempre” che non sono mai per sempre.

Per quella tonnellata di promesse dimenticate.

“C’e’ qualcosa che mi piace la fuori?” – Se c’e’, per favore, si faccia viva. Io non ho veramente balle di cercarla.

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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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