La leggenda del corvo – Atto IV: Arte e Parte

Il periodo fuori dal Mind’s Eye palace di Kei fu senza ombra di dubbio il suo periodo piu’ florido artisticamente. Se a livello personale il nostro corvo iniziava a farsi sempre meno socievole, a livello artistico e amministrativo era sempre pieno di iniziative, di inviti e di progetti.

Costrui’ una casa in un pezzo di terra tutto suo, elegante, ma principalmente una scusa per esporre le sue fotografie, ed avere un posto dove chiamare la gente per non doversi infilare in contesti in cui ce ne fosse troppa altra.

Venne notato da Marta Tiezzi un giorno, facendo la sua prima mostra e diventando in breve tempo conosciuto anche per le sue creazioni fotografiche. Fece molte mostre, e ne organizzo’ alcune a tema per far conoscere anche altri fotografi.

Collaboro’ con varie iniziative a scopo di beneficienza, prese parte a convegni e gruppi per fotografi, feste a tema artistico, di tutto e di piu’. Molte persone lo intervistarono e scrissero pure articoli su di lui, aumentando di qualche tacca la sua fama che gia’ in precedenza considerava “strana”.

Particolare fu la sua collaborazione con Alice Mastroianni, inizialmente in disaccordo con lui, conosciuta meglio e diventata in breve tempo una delle persone “difficili” che lui stimava di piu’.

Prima che tutta questa macchina di celebrita’ partisse, andava in giro con Abigale e sua sorella/suo fratello, poi inizio’ una vita in solitario, che per via delle sue varie iniziative non fu comunque mai del tutto solitaria. Durante il divario con il fratello di Abigale, Kei ebbe modo di conoscere una ragazza che divento’ presto una delle sue migliori amiche, la sua ragazza, di cui parleremo in seguito in un doveroso approfondimento.

Come spesso accade tuttavia quando si e’ artisticamente floridi, internamente il nostro Karas era sempre piu’ instabile e triste. Il suo reinventarsi lo teneva sicuramente occupato a livello pratico, ma con un grosso buco a livello psicologico che non riusciva a colmare, e che non faceva che evidenziare il fastidio che lui provava per le persone che gli blateravano attorno con invidia e cattiveria, e per le “catene” che gli impedivano di vivere la sua vita in maniera leggera come avrebbe desiderato.

Passati diversi mesi di esplorazione pratica e psicologica con singole persone o gruppi molto ristretti, fra cui si divideva con fatica, e lavori di vario tipo, iniziarono a presentarsi situazioni di “ritorno” inesorabilmente mutate, contestazioni di varia natura sul suo operato, e via dicendo, che non facevano che aggiungere pesi alla stanchezza mentale del nostro corvo, fino a un definitivo punto di non ritorno.

Alla fine, Kei decise di darci un taglio, e ritirarsi in un due anni di meditazione mistica nella quale sarebbe vissuto “In Real Life”. Due anni che volevano essere, in realta’, un “per sempre”. (Ma, come recitava un cartello a Roma Centro, “Qui nun se more mai”…) Sposo’ quindi l’unica persona importantissima che avrebbe sicuramente definitivamente perso con questa decisione, in quanto non possieda un’identita’ al di la’ dello specchio magico, e si ritiro’.

Missive, alla sua soglia, chiedevano sbalordite “Davvero non ci sei piu’? Te ne sei andato sul serio? Da cosi’ tanto tempo?”. E il proposito restava, restava e restava quello di non mettere mai piu’ piede da quel lato dell’esistenza.

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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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