Ah ecco.

Ora ho capito come sara’ possibile che  io non andro’ a vivere in quella casa. Certo che le mie sensazioni paiono non sbagliarsi mai. Pazzesco.

Mi e’ stata fatta una simpatica minaccia sulla quale mi e’ stato chiesto di riflettere come se avessi un’effettiva scelta. Le beffe della vita sono abbastanza simpatiche a volte.

Per aiutarmi, mi rendo conto che la tiritera che ci si ripete in testa da non ho idea quanti, troppi anni, sia “per aiutarmi”, i signori genitori vogliono costringermi a finire in una clinica per obesi nella quale sarei basilarmente chiusa e “seguita” senza possibilita’ di avere una vita pseudonormale nel frattempo, accusandomi di non voler risolvere i miei problemi e tante altre belle cose che poi si sono prontamente rimangiati neanche 5 minuti dopo averle dette, ma so che pensano, ed e’ una cosa che non sta ne in cielo ne in terra.

I patti erano diversi, e io non mi sento aiutata, mi sento tradita.

I patti erano diversi non tanto perche’ ommioddio voglio scappare, i patti erano diversi perche’ io ho gia’ passato diversi anni in situazioni di reclusione lontani dai posti e dalle persone che amo. E in queste situazioni sono stata cosi’ tanto abbattuta che mi sono spenta. Qualsiasi sia il motivo, e qualsiasi siano le conseguenze se io non lo faccio, io non voglio ritornare in una situazione di quel tipo. Sola, seguita da sconosciuti e infilata insieme a sconosciuti di cui non me ne frega un cazzo perche’ sono fatta cosi’, non me ne frega un cazzo, io non duro molto prima di diventare un’ameba senza volonta’, senza impulsi e totalmente priva di gioia. Tantopiu’ in una situazione difficile da gestire, se non mi sento come se avessi a portata di mano le persone a cui tengo di piu’, e non della gente che non mi interessa come e perche’ e’ pagata per “aiutarmi”, sono semplicemente persa.

Per di piu’ ovviamente l’idea di non poter uscire da un posto per motivi che sono completamente privi di senso (“Eh ma poi hai tentazioni e ma poi non ti seguono 24/7”, a-ha? Perche’ appena uscita non ho tentazioni poi, no… “Eh ma cosi’ puoi concentrarti SOLO su questo” non ho nessuna intenzione di passare 3 mesi della mia vita – SE sono 3 mesi, ma poi figurati, ormai mi aspetto di tutto e non mi fido piu’ di niente – di SOLA merda senza nessun sollazzo, mi dispiace. E per sollazzo non intendo mangiare, che sia chiaro, ma chissenefrega, non e’ neanche lontanamente il punto.)

Se non altro perche’ ho passato GIA’ ABBASTANZA tempo della mia vita in isolamento in qualche paesino di merda, o lontana dalle persone a cui voglio bene, e il risultato e’ sempre stato lo stesso. E’ un risultato che non rivoglio nella mia vita.

Ero cosi’ CONTENTA, cosi’ contenta porco giuda, di essere di nuovo qui a Milano, di poter vedere Elena per ogni piccola emergenza, di poter vedere Diego quando meglio ci girava, di aver mantenuto un rapporto buono e spiritoso con Riccardo, di poter stare con le RARE, RARISSIME persone con cui io mi trovo bene al 100%, e non solo attraverso uno stracazzo di monitor, potendo effettivamente vivere qualcosa con loro, in un posto che e’ oggettivamente pieno di stimoli e bellissimo. Per molti e’ una cosa normale, per me non e’ normale, e’ una gioia fuori dal comune, che nella vita prima di adesso mi e’ capitata troppo raramente. Troppo raramente. Volevo assaporarmela, onestamente, un po’ di piu’ di due secondi prima di capire che sarei stata di nuovo allontanata da questo, per giunta completamente contro la mia volonta’. Per i “pochi mesi” che per una persona che soffre, e che altrove viene sottoposta ad ulteriori sofferenze, sono una strafottuta eternita’. Questa e’ una cosa che mi distrugge, e quello che mi distrugge di piu’ e’ che e’ anche per un motivo sul quale sarei stata dispostissima a lavorare, ma non cosi’. Non cosi’ cazzo. I patti non erano questi, questo e’ uno sgambetto infido, questo e’ un tradimento della mia fiducia. E *SCEMA* io a fidarmi che le cose potessero effettivamente andare una volta tanto come ero disposta ad affrontarle, non con qualche complicazione infame del cazzo nel nome del “mio bene”. Scema, non dovevo neanche pensarci.

“E’ l’unico modo” solo nelle teste bacate di chi e’ sempre stato fissato con sta storia senza capire cosa comporta realmente. Ma come al solito sono io che prendo cose sottogamba e non capisco cosa comportano le cose. Peccato che in questo caso specifico io fossi stata per esempio L’UNICA a capire e CREDERE realmente che tutto questo casino e’ nato da dei disagi fisici che semplicemente dei medici incompetenti e cazzoni NON hanno visto finche’ non e’ stato troppo tardi. Ma per spostare il focus da sta cazzo di fissa di infilarmi in qualche posto perche’ “il mio problema e’ quello” ho dovuto IO impuntarmi che non avrei fatto un plisse’ prima delle giuste indagini. E anche questa volta saro’ IO a dovermi impuntare perche’ le cose vengano affrontate in una maniera che non sia definibile come panico, essere rimasti a una versione di me che aveva 10 anni in meno, e irragionevolezza.

E poi la grande beffa. A cosa dovrei pensare adesso? Non riesco a convincermi che questo sia lavorare per me stessa cosi’, non e’ il metodo che ho scelto e non e’ un metodo che sceglierei MAI. E’ solo una tortura senza senso, una trappola, ed istintivamente sarei portata invece a dire “sapete che c’e’, sono stata ingenua.”, prendere tutto e sbatterlo da qualche parte, e dormire sotto un ponte.

Ma oh, la magia della sob story che c’e’ nelle loro teste su questa cosa e’ probabilmente la cosa piu’ agghiacciante di tutta questa situazione. Ci credono, che se non venissi rinchiusa in qualche posto “non ce la farei perche’ non ce la fa nessuno”. Come se non fosse possibile seguire una persona e dirle che fare se non la ricoveri. A sto punto arrivo a pensare che semplicemente non vogliano avermi fra i coglioni nel frattempo. Cosa che, per carita’, capisco, ma parliamone, non e’ che a me diverta, a sto punto vado a dormire da qualche altra parte…

Ma cosi’, chi ce la fa? Anche rinchiusa in qualche posto? Con questa cosa che la motivazione la sotterra sotto una VALANGA di amarezza con ritorni di amarezze passate?

Le condizioni sono quelle punto e basta? Benissimo, avete trovato il modo di non essere piu’ in difficolta’. Congratulazioni. Io non mi lascio infliggere sta cosa, non mi interessa cosa pensate che sia.

Non so in quale miracolo sperino perche’ questo mi risulti piu’ palatabile. Solo una persona che non sente particolarmente i legami con quello che vive potrebbe trovare accettabile l’allontanarsene per mesi, specialmente se l’ha appena appena ritrovato.

“Ah, sono libera, poi a settembre andiamo a parlare con la nutrizionista, forse per una volta le cose andranno ben—” “Ti propongo un carcere in cui non possono neanche portarti le arance per tot mesi. Oh ma, dimagrisci. Vedrai che poi magicamente si risolve tutto! E sono cosi’ scemo che ci spendo anche un sacco di soldi!”

Ambhe’! Guarda firmo subito!

Che poi “ti propongo” e’ scorretto, “Ti impongo”.

Ma neanche per idea.

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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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