Se ci penso…

Se ci penso, non riesco a credere che sia la stessa persona che piaceva a Veronica.

Ma poi, le piaceva? O se lo faceva andare bene anche se qualcosa stonava? Ed io? Sto forse di nuovo usando un uomo come una tela, su cui creare un dipinto di romanticismo che mi distragga, mi distragga dalla letale indolenza con cui in realta’ in parte reagisco a tutti?

E’ lui a piacermi, o le voci interiori che riesce a zittire?

E lui? Buffo, timido, nervosetto. Assolutamente nessun rischio che potesse sopraffare il mio carattere in nessun modo.

Quando ho smesso di vederlo cosi’? Cosa stavo pensando?

Sono stata davvero cosi’ debole allo strano fatto che mi sembra non invada mai il mio spazio personale? Al fatto che il contatto con lui ha qualcosa di familiare, non sa di sconosciuto, non sa di rischio, anzi, e’ piacevole?

Ricordo per filo e per segno ogni problema che mi veniva confessato da lei e dai loro amici in comune, e tengo a mente, tengo a mente perche’ si tratta, anche se faccio fatica a crederci, della stessa persona. Quel genere di problemi potrebbe darli anche a me, e mi sorprendo che non sia gia’ successo.

Questo penso, si, finche’ quell’uomo vecchio dentro precisino e cinico non sorride come un bambino. Quanto bello puo’ diventare in un solo istante qualcuno che normalmente sembra voler respingere e volersi nascondere da tutto e tutti? E’ come un sortilegio, la sua espressivita’, che si srotola sui normali bianchi e neri di chiunque, salvo quando esprime un inquietante nulla. Non un nulla da bambolotto scemo, un nulla che fa spavento.

E un cappotto di malinconia, che in parte aggiunge colore, in parte ne soffoca tanti.

E’ un dipinto, che gli sto spennellando addosso, o e’ cosi’, e semplicemente bisogna avere la capacita’ di osservare molto per accorgersene?

E se fosse la prima, perche’ sto facendo questa cosa? Non ne ho gia’ avuto abbastanza di invaghimenti per cose che poi alla fine erano soltanto delle fantasie?

Secondo me si, basta, siamo a posto cosi’.

Ma forse e’ proprio questo che causa un delirio ormonale in una persona allo stesso tempo sognatrice e contemplativa.

La cosa buona e’ che, come tutto ultimamente, che sia cosi’ o cosa’ non ha nessuna importanza. E qualunque cosa io faro’, o diro’, non cambiera’ niente. In parte e’ frustrante, in parte mi leva di dosso la responsabilita’ di quello che succede.

Magari il lato fisico e’ contrariato e stressato, ma quello che si autogiudica e si autoattribuisce il controllo su tutto (“AAHAHAHAAHHA tu fai sempre lo stesso errore! Non hai il controllo di NIENTE!” – Avevo 14 anni, non l’ho ancora imparato), puo’ farsi una vacanza.

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Just your regular twisted egomaniac
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