Aspettative

Ho vissuto un San Valentino senza cioccolato, senza accompagnatore fisicamente presente, senza romanticismi esasperati, solo con una proposta visionaria e dolce accolta e andata tutto sommato piuttosto bene. Un festeggiamento “dormiente”, che in realta’ nulla aveva a che vedere con la festa tranne il fatto che fosse una cosa affettuosa e carina, e stramba, perche’ se non sono stramba io non sono contenta.

Grazie a quest’idea, mi sono svegliata con un sorrisone.

Il resto della giornata, ero molto stressata e malaticcia, e come spesso accade quando sono stressata e malaticcia, ho fatto l’errore di vedere tutto nerissimo.

Poi ho avuto modo di vedere che quel singolo non-attimo e’ stato forse il modo piu’ figo di passare quella giornata in mezzo a tanti patetismi senza senso e tante litigate e tante tristezze attorno a me.

E stavo pensando, guardando le tante situazioni fra persone di tutte le eta’ che mi circondano o mi hanno circondata… Cosa esattamente ci aspettiamo dalle persone che amiamo/a cui vogliamo bene?

Forse accecati da quello che noi vogliamo che siano, non ci rendiamo conto che certe cose da loro non le possiamo assolutamente pretendere, perche’ loro non sono persone fatte in modo da dare questo genere di cose, e mi rendo conto che essendo nostre “necessita’”, sia una consapevolezza bruttissima con cui fare i conti. Significa mettersi davanti al muso la triste realta’ che, se non si e’ disposti a rinunciare alle proprie necessita’, si ha a che fare con la persona sbagliata, e non c’e’ discorso, pianto, scenata, momento di pazienza, manipolazione, minaccia, cosa, che possa MAI risolvere questo problema se non, nella migliore delle ipotesi, per qualche settimana.

C’e’ un video che gira che mi ha un po’ disturbata, in senso di intristita in maniera che infastidiva il mio subconscio rattristandomi lungo il resto della giornata. In questo video, si descriveva un uomo perfetto di cui innamorarsi come se fosse l’unica cosa per cui valesse la pena di lottare, automaticamente mettendo in difetto il 90% della popolazione maschile per questo o quel dettaglio a cui sicuramente non corrisponde.

E ancora li’ pensavo, dov’e’ l’ago della bilancia, in un mondo di imperfezioni necessarie, in un mondo dove due persone gia’ complete si aspettano che l’altro le completi, guarisca, salvi o altre cavolate?

Penso che l’ago della bilancia resti sempre lo stesso: Conta le volte che parlandoti o stando attorno a te, ti fa sorridere e ti fa sentire bene, conta le volte che parlandoti o stando attorno a te, ti imbruttisce e delude.

Se le seconde superano le prime, hai un problema. Se no, capita che ci siano momentacci, specie quando inizia a svanire il momento puramente ormonale in cui, un po’ presi dall’entusiasmo un po’ ciechi, si ha a che fare con qualcosa che e’ un cambiamento, e non una routine.

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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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