La pappa per l’Ego

Fra le tante qualita’ che ho sviluppato nella mia vita, sicuramente non c’e’ quella del colpire in qualche modo le persone che conducono un’esistenza in qualche modo differente dalla mia, cioe’ l’80% della popolazione, probabilmente. Anche se, altrettanto probabilmente, questa cosa non e’ piu’ neanche vera, la percentuale si sara’ abbassata al 50%.

Non c’e’ quella magia che non si sa bene da dove venga, che ti fa passare tutto sommato tutto perfettamente liscio senza intoppi che non siano “oddio non posso prendere l’i-Phone nuovo”/”Andare in vacanza in questo o quel posto”, che volendo vedere non sono neanche intoppi. Fortuna forse, in parte.

In parte c’e’ questa cosa arcana chiamata “capacita’ di ispirare fiducia in chi ti circonda” che paio non possedere. Non ho capito bene se sia un problema mio o di chi mi circonda, probabilmente e’ un problema di entrambi.

Da un lato ci sono io, che amo vivere senza fare rumore, in tutti i sensi della parola. Disegno, ma non esibisco quello che disegno o come disegno, o dipingo. So lingue, ma non esibisco il fatto di saperle parlare. Conosco abbastanza nello specifico basi e approfondimenti vari di psicologia, comunicazione e sociologia, ma non mi sento motivata a cercare fogli o cose che lo dimostrino. Faccio un lavoro stancante e complicato, ma lo faccio come se fosse niente, e ne sono perfettamente all’altezza, ma non sottolineo come sia una cosa che non sarebbe automatica per altre persone. Studio anche se non avrei tempo per farlo per bene, piuttosto anche in metropolitana, piuttosto anche nelle pause cesso, ma non mi spreco di rivendermi come una persona studiosa. Sono ottima a risolvere i problemi di informatica, e sono stata un ottimo tecnico, ma non sono sempre li’ a girare con su scritta la cosa in fronte. So cucinare, ma non amo esibirlo, ne’ mi sento meglio di chi non lo sa fare. So in generale usare, fare, insegnare, comprendere velocemente e adattarmi altrettanto velocemente a un sacco di cose, ma non sto tutto il giorno a dire “va che figa che sono, un anno di francese in neanche un mese”, “Va che figa, in generale le persone della mia eta’ che conosco e sanno fare la quantita’ e la vastita’ di cose che so fare io sono due o tre forse in croce se ci impegniamo a cercare” o cose di questo genere… Anzi, se messa sotto osservazione mi viene ansia, preferisco che non si faccia.

Non mi spreco di vendermi o di dimostrare niente a nessuno, anche perche’, non sono capace di farlo sinceramente. Vivo nella pia speranza che qualcuno riconosca il mio valore, ma mi nascondo, o comunque non ritengo di doverlo dimostrare, voglio dire, davanti a chi, per cosa? Sicuramente ho qualche rotella fuori posto se pretendo che tutto questo possa avvenire da se, per miracolo, specialmente se sono vessata dall’intollerabile colpa di non saper dimostrare entusiasmo o vitalita’ per cose a caso, o di essere, anche se molti sostengono il contrario, modesta, timida ed onesta.

Dove si raccoglie la convinzione e la voglia che hanno in molti per far sembrare incredibili anche le cose piu’ semplici che fanno? Non dico che mi servirebbe proprio quella, ma, quel gocciolino in piu’ per non far cadere nel dimenticatoio tutto quello che sono a opera di qualche osservazione superficiale distratta e orientata a cercare il male, e a dargli colori che questo presunto “male” non possiede. Perche’ sono sinceramente stanca di questa manfrina. Stanca che non ci si puo’ credere. Ero gia’ stanca a 8 anni, ne ho 34, fate vobis. Di certo la gente non ha la palla di cristallo per vedere i pregi, ma sembra metterci tutto l’impegno che ha per sminuire il prossimo invece.

Qual e’ il trucco di voi agitatori di folla, e perche’ anche se mi viene spiegato nei modi piu’ semplici e piu’ contorti, non riesco a farlo mio?

Tutti, imprescindibilmente, ogni tanto nella vita hanno bisogno di una buona dose di pappa per l’Ego, e ci sono persone che ne ricevono a carriolate senza neanche pensarci su, e persone che si ritrovano a guadagnarsela a unghiate, forse, se capita, fra un insulto e una bassa considerazione qua e la’.

Qual e’ la discriminante? Serve davvero essere “come ti vogliono” perche’ quantomeno ci si sprechi ad apporre un “ma” ai tuoi presunti difetti?

Perche’ forse sono strana io, ma le persone che conosco e frequento per me sono un elenco di cose negative, ma anche un elenco di pregi che controbilanciano la cosa, rendendole uniche e in grado di fare cose che solo loro potrebbero fare, e degne di essere frequentate, e di esserne fieri (altrimenti, non le frequenterei, eoh, la gente di merda e basta esiste eh…) . E il fatto che io pensi questo per loro non e’ neanche in dubbio, e se lo e’ non e’ certo perche’ io non glielo dica ogni volta.

Tu sei questo, ma per questo, e questo, questo e questo sicuramente ti potranno tirare fuori. Tu sei questo, ma sei anche questo e questo, e questo non te lo togliera’ mai nessuno.

Si contano sulla punta delle dita le persone che hanno questa gentilezza nei miei confronti. Il piu’ cerca di fare il contrario:

Sei questo, ma non questo. Sei questo, ma questo son capaci tutti ad esserlo se ci si mettono. Sei questo, ma sei questo e questo e questo e lo neghi pure! Non sei questo e non vuoi capire che non sei neanche questo e questo. Sei questo, ma quando ero giovane io scalavo le montagne e tu ti spompi a meta’. Sei questo, ma questo non porta soldi. Sei questo, ma finche’ sei questo e questo, quello non vale un cazzo. Sei questo questo questo questo questo questo questo e questo e questo e allora non capisco perche’ non sei anche questo e perche’ non hai scelto una sola cosa. Avevi ragione tu a dire di non essere questo e questo di negativo, ma ho ragione io comunque a continuare a pensarlo.

E io son qui che mi domando: Sono io che sbaglio qualcosa e faccio qualcosa perche’ questo avvenga? O semplicemente finisco fin troppo spesso nell’infelice traiettoria di chi, stanco di subire questo genere di comportamento, per una logica INFALLIBILE lo riversa sugli altri? Perche’ un conto sarebbe se facessi IO cosi’ con loro per prima, a quel punto capisco, pure io tendo a tagliare fuori del tutto le persone che sono sempre cosi’ tossiche con me. (Ma tagliare fuori, attenzione, non vessare, non vedo perche’ bisogna abbassarsi al livello…) Il fatto e’ che non e’ proprio questo il caso. Allora, perche’ ci finisco di mezzo io?

E poi, perche’ queste persone poi si divertono ad incensare altra gente, anche che a volte fa le stesse cose che faccio io, o di meno, e continuare invece a puntarmi ed indicarmi come qualche sorta di disadattata squilibrata? Qual e’ il criterio che mi vede svantaggiata rispetto a questo o quel modello approssimativamente equivalente? Volendo sparare per sparare, spara un po’ anche di la’. No.

Perche’?

E a monte, perche’ non invertire gli occhiali del giudizio, e mettere le frasi prima e dopo dei ma al loro posto sano? Quello che infonde fiducia in se stessi, a tutti, quello che riconosce i pregi e non ne e’ invidioso, quello che non demolisce pur restando convinti di aiutare? Che poi siamo tutti adulti, eventualmente il nero e’ il nero di chi se lo porta dietro, non e’ piu’ di tanto affar nostro. Voi tirate fuori il bianco, piuttosto. Perche’ e’ una cosa che si pretende, ma non si da? Perche’ vogliamo tutti sempre essere meglio? Meglio di chi, per cosa, che cazzo e’? Si vince qualche premio?

Siamo mai usciti dall’asilo, mi domando?

 

Annunci

Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
Questa voce è stata pubblicata in No Category. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...