Lo scoglio del 111

Ricordo quando ho avuto il mirabile proposito di usare questo spazio come un blog personale, esattamente come dovrebbe essere, parlando di frivolezze, cazzate, quotidianamente. Non mi sembra di riuscirci, percio’ faccio un breve tentativo parlandovi oggi dello scoglio del 111.

Ha a che fare con Tiziano Ferro, e la leggenda probabilmente vera che quell’uomo e’ arrivato a pesare 111kg prima di pensare che stava esagerando, e fare un vigoroso cambio di politica.

Questo fa un po’ sorridere una persona che e’ arrivata a pesare fino a 145kg senza riuscire, in realta’, a preoccuparsi troppo tranne per i suoi vestiti. Ma sono perfettamente consapevole che in realta’ il mio non riuscire a preoccuparmi troppo e’ una malattia mia, un sordo disinteresse globale che sto cercando di combattere da tantissimi anni, e in realta’ il fatto che io avessi una vita, se non per altre malattie, tutto sommato normale con quella stazza aveva un che di miracoloso e pericolosamente temporaneo.

Non so come descriverlo, perche’ si fa fatica a crederci, sai che e’ sbagliato, molto sbagliato che non ti interessi, ma non riesce ad interessarti, e fosse una cosa solo rivolta a te e al caso specifico riusciresti a darci una connotazione precisa, invece e’ come una nebbia che ti avvolge e, tragicamente, ti si legge in faccia, che mette come una coltre morbida fra te ed ogni cosa.

La logica prima o poi, comunque, vince anche su quella nebbia, e diversi kg sono riuscita a perderli, un po’ da sola, un po’ con un valido (seppure a mio avviso inutilmente seccante per il mio caso specifico) ausilio. Quando infine sulla bilancia ho letto 112, ero gia’ pronta a fare una giornata di canzoni e cagate per evidenziare lo scoglio del 111. Tipo “beh, siamo qua, ora e’ tutto una Tiziano Ferro!”, ridendo.

E invece la stranezza del mio caso di “lei deve sforzarsi a mangiare di piu’! ” ha voluto che fra gelati, pizze, ramen ed altro, invece di calare un kg come previsto, fra una pesata e l’altra sono arrivata a 109, e mi son sentita un po’ beffata, come privata di uno dei miei piccoli, stupidi simboli grazie ai quali gioco con la vita con una certa gioia. Dovrei essere contenta che il mio rischio di arresti cardiaci sia diminuito di quella tacca in piu’, e invece mi sento un po’ delusa, scherzosamente.

Penso che pubblichero’ una canzone sola? Devo anche scegliermela bene.

Perche’ io sono in una di quelle situazioni che non hanno una canzone che le descriva bene… Ho abbondantemente sforato la quantita’ di anni in cui abbia senso essere innamorati non corrisposti, o corrisposti quel tot quando le stelle sono allineate, poi si tira il freno a mano perche’, perche’ non e’ molto chiaro, e sono abbastanza sicura che se si cercasse di chiarirmelo mi incazzerei a morte perche’ per me sarebbero una valanga di stronzate ad hoc piazzate li’ per proteggere il proprio stile di non-vita, ma in cui il mio interlocutore crede veramente, percio’ va bene che non sia chiaro, mi fa fatica anche solo pensarci a un discorso di quel tipo.

Eppure, salvo rari casi in cui comunque poi quando mi scoccio mi rendo conto di tot cose positive, non mi sento maltrattata, o particolarmente male. Una persona ha tutto il diritto di non essere innamorata di te, ma volerti bene in maniera confusa, pigra e distratta, ma autentica.

E quindi niente nenie super tristi e niente cose super felici. E lo stesso si puo’ facilmente applicare a tutto. Quindi scegliere una canzone diventa difficile, e dovro’ farlo entro mezz’ora perche’ mo esco…

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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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