Manualetto per i clienti di chi offre servizi domestici

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Sono sicura che certe cose non andrebbero neanche dette, se molte persone non avessero il vizio di considerare chi gli viene in casa come “l’omino che fa questo e quello” anziche’ un essere umano. Tuttavia questa cosa spesso viene dimenticata, quindi eccoci qua, con sette regolette di semplice rispetto da mettere nero su bianco quando si ha a che fare con Pet sitter, Baby sitter, collaboratori domestici, badanti, e quant’altro.

 

  1. ORGANIZZAZIONE: Noi offriamo un servizio, ma abbiamo anche una vita, e molto spesso voi non siete i nostri unici clienti. Inoltre, non abbiamo il dono del teletrasporto, quindi quando offriamo un servizio nell’arco di una citta’, dobbiamo mettere in conto spostamenti, e ovviamente, anche gli altri nostri appuntamenti. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che non ve ne dovreste MAI uscire con assurdita’ tipo “non e’ che puoi venire oggi pomeriggio?”, perche’ oggettivamente mettete la persona in difficolta’. A meno che non sia gia’ stato pattuito con chi vi offre il servizio (tipo, alcuni baby sitter che offrono servizi serali permettono questo genere di atteggiamento “a chiamata”), la cosa, per quanto l’urgenza fosse imprevista sul serio, da sempre un po’ l’aria di dare per scontato che uno sia sempre e solo li’ per te. Evitare a tutti i costi! Serve sempre qualche giorno di preavviso, e questo vale anche per le cancellazioni. Un “Senti oggi non venire che…” molto spesso lascia un buco che poteva essere riempito diversamente, e’ una perdita di denaro, e per lo stesso motivo i “pacchi” senza preavviso a loro volta sono gravissimi. Nessuno gradisce scherzi come arrivare li’ e non trovare nessuno… Inoltre, quando ci assumete, ogni lato del nostro mestiere andrebbe pattuito, organizzato, discusso, e sistemato a tavolino. Essere dei clienti disorganizzati e poco interessati equivale ad essere dei clienti inaffidabili, il che molto spesso ci spinge a preferire altre persone, o interrompere o rifiutare direttamente il rapporto di lavoro.
  2. PARLARE: Il fatto che sappiamo occuparci di alcune cose in casa, non ci da il dono della telepatia. Molto spesso, fra l’altro, ci teniamo a fare un buon lavoro, e ci piacerebbe che ci venisse indicato come, anche perche’ si tratta di una possibilita’ di correggere un eventuale tiro storto anziche’ venir sostituiti come delle macchine. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che se per qualche motivo non siete soddisfatti di qualcosa, dovreste dirlo. Se avete un modo di fare le cose che non corrisponde a quello che usiamo noi, dovreste dirlo. Se ci escludete da un servizio (come puo’ essere stirare, o qualsivoglia altra cosa) perche’ ritenete che non sia il nostro forte, dovreste dirlo. Magari con cortesia, ma ditelo, perche’ ci aiuta a focalizzarci su quello che dovremmo migliorare.
  3. IMPREVISTI: Gli imprevisti capitano a tutti, non soltanto a voi. Nessuno ha il dono, purtroppo, del teletrasporto, che sarebbe molto utile in questi casi, ma resta piacevolmente fantascientifico. Fra l’altro molto spesso visite mediche urgenti, problemi di famiglia, guasti a mezzi di trasporto o malattie non stanno a tener conto della nostra tabella di marcia. Cosa vuol dire questo? Mancata puntualita’, o una giornata che salta, sono cose che possono succedere, specialmente nei servizi a lungo termine. Sempre perche’ siamo esseri umani entrambi, finche’ il fenomeno e’ abbastanza marginale, e il tempo viene prontamente recuperato, questa cosa non deve diventare un dramma, e bisogna avere delle soluzioni pronte nel caso questo dovesse accadere. Nel caso dei baby sitter e dei badanti, e’ sempre buona norma avere un parente, un recapito, o un altro professionista che puo’ subentrare nei giorni in cui ci possono essere problemi con il primo, e la cosa non deve essere vista come una mancanza di professionalita’, al pari di come un vostro imprevisto per recarvi in ufficio non la e’, e sbaglia il capo che la considera una mancanza. Chiaro che se la cosa dovesse diventare troppo frequente, allora forse chi offre il servizio dovrebbe interrogarsi sull’effettiva possibilita’ di continuare il rapporto di lavoro.
  4. RISPETTO: Per quanto voi ci paghiate per farlo (e francamente spesso poco rispetto alla mole di lavoro, per amicizia, necessita’ o gentilezza), siamo pur sempre delle persone che si occupano di quello che, per qualsiasi motivo del mondo, voi non fate. Il tempo che noi impieghiamo a fare qualsiasi cosa voi ci abbiate assunti per fare, e’ tutto tempo che voi non dovete spendere, ed energie, tante energie, che voi non dovete consumare. E’ bene tenerlo a mente sempre, noi non abbiamo una bacchetta magica che fa sparire i problemi di casa vostra, anche se ci piacerebbe. Li facciamo sparire sgobbando. Cosa vuol dire questo? Se per caso la mole di lavoro per la giornata e’ stata piu’ alta del solito e qualcosa e’ rimasto da fare, forse sarebbe il caso di considerare cosa e’ stato fatto nel frattempo, anziche’ rognare perche’ c’e’ quella singola cosa che e’ rimasta da fare, per esempio. Un grazie, oltre alle critiche, o un plauso per un buon lavoro, anche, a volte, sono dei bonus non indifferenti. Evitare di spersonalizzare chi ti fa un servizio, specialmente a lungo termine, e’ un altro buon bonus. Due parole quando ci si incrocia, un caffe’, comportarsi come chi ha a che fare con un essere umano che conosce, e’ un buon atteggiamento. Al contrario e’ un atteggiamento cafone ed ignorante ridurre la persona a quei dettagli che vedi o non vedi per casa.
  5. PAGAMENTO: A seconda di quel che si pattuisce, entrambe le parti devono stare ai patti sui pagamenti, e non tardare e non cercare di trattare sul prezzo se non ci sono motivi PIU’ CHE VALIDI per farlo. Per noi, molto spesso, i soldi che vi chiediamo sono il nostro pasto, non e’ una cosa da sottovalutare. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che “ti pago la prossima volta” e’ sempre un problema, anche quando vi diciamo di no. Ed anche “devo abbassarti lo stipendio” e’ molto spesso un problema GROSSO, perche’ noi stabiliamo un prezzo in base alle nostre spese. E se un professionista vi chiede un anticipo, puo’ essere per un’emergenza, ma deve essere un caso assolutamente isolato, cosi’ come anche un eventuale aumento di prezzo. Non e’ che uno per un servizio puo’ partire offrendosi a 6 euro all’ora ed arrivare a 25 nel tempo, a meno che i 6 euro all’ora non fossero dichiaratamente un prezzo di favore temporaneo. Da entrambe le parti, si e’ stabilito un patto, e questo deve essere rispettato.
  6. MATERIALE: Molto spesso, quando ci assumete, noi chiediamo di trovare in casa una serie di cose, e ci aspettiamo che questo succeda, non a nostro carico, perche’ e’ il minimo indispensabile che ci serve per svolgere la nostra mansione. Nessuno puo’ pulire la casa con “un pizzico di magia”, nessuno puo’ creare dalle vostre piante le medicine per il nonno, e nessuno puo’ dare da mangiare agli animali e ai bambini uno stufato d’aria fritta. Andare a comprare queste cose non rientra nelle mansioni per cui ci state pagando, cosi’ come non ci si aspetta da un operatore del muletto che si porti il muletto da casa, o vada a comperarlo per l’azienda… Cosa vuol dire questo? Vuol dire che se per caso bisogna andare al supermercato o in farmacia a prendere qualcosa, i soldi per quel qualcosa devono essere gia’ pronti sul tavolo, e il tempo impiegato ad andare al supermercato deve essere contato come orario di lavoro, quindi aggiunto al totale delle ore passate ad occuparci del resto. In caso contrario, se la cosa dovesse mancare, ci arrangeremmo con quel che c’e’ oppure non svolgeremmo la mansione. Semplice e lineare.
  7. GIA’ CHE CI SEI: Noi siamo stati assunti per svolgere una mansione specifica. Il nostro prezzo e’ riferito a quella mansione. Se avessimo voluto, o fossimo capaci, o avremmo avuto il tempo materiale di fare altre cose per voi, l’avremmo offerto, e se a voi servisse, dovreste chiedere di rivedere i patti. Cosa vuol dire questo?  Che dovreste retribuirci qualsiasi cosa voi vi aspettiate che facciamo extra oltre il nostro lavoro. Tipo, davvero. Se paghi un baby sitter per fare il baby sitter, e poi vuoi che ti sistemi la casa, dovresti pagarlo anche per i lavori che ti fa in casa. Se poi da a tuo figlio ripetizioni, dovresti pagargli anche le ripetizioni. Se poi bada pure al cane, dovresti pagargli il lavoro di dog sitter. O un badante che “gia’ che c’e’ ” cura pure le piante, pulisce tutto va a fare la spesa, cucina, fa e disfa e tira fuori conigli dal cappello, sicuramente andra’ pagato quel tanto in piu’ di uno che semplicemente sta dietro alle lune del vostro anziano. Se la pet sitter bagna le piante e resta a badare alla casa, dovreste darle un extra rispetto a quanto ha chiesto semplicemente per curare l’animale. E via dicendo. “Gia’ che ci sei, non potresti fare anche questo?” Si, naturalmente, ma non gratis. Non e’ neanche tanto carino aspettarselo. Fuori dai patti iniziali, tutto ha un costo. E vi fa un favore non indifferente chi non ve lo chiede, un favore che ha tutto il diritto di ritirare in qualsiasi momento, tenetelo sempre a mente.
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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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