Mind blowing experiences

Esistono diversi tipi di “Skill mentali”.

L’intelletto, la prontezza di calcolo, la cultura, la saggezza, l’ingegno, l’empatia.

Chi ne possiede uno o piu’ piuttosto alti, e’ spesso una persona ferita. Partendo comunque dal presupposto che non esistono al mondo persone immacolate, e non deviate da esperienze negative, perche’ non esistono persone che non hanno avuto esperienze negative, e nessuno, specialmente in giovane eta’, le prende bene.

Pero’, cio’ che piu’ porta alla riflessione e’ quando queste esperienze negative sono belle pesanti, cosi’ pesanti da spingerti a pensare che questo mondo e’ cosi’ difficile da dover per forza essere osservato, calcolato e ricalcolato per poterci sgomitare dentro.

Un’altra caratteristica che purtroppo possiede chi ha uno o piu’ di quei fattori molto alti e’, tuttavia, disgraziatamente, specialmente superata la sua “gioventu’ “, l’idea di aver capito tutto, che si riassume in una specie di enorme scudo di negativita’ pessimismo e assolutismi rispetto a cio’ che si e’, e il mondo sia, che invece di avere delle spine protettive al di fuori, le possiede “dentro” alla sfera, orientate verso se stesso.

Cercare di modificare queste barriere fa male, o fa paura, quindi non lo si fa, e queste idee si fossilizzano creando una persona dall’apparenza molto forte, ma un nucleo piuttosto fragile e spaventato, spesso molto solo.

Chiunque tenti di intervenire su queste protezioni viene quindi attaccato in modo diretto o subdolo, allontanato, tenuto sotto controllo e sotto giudizio, visto come un rischio. Perche’ il nucleo e’ molliccio, non sia mai che qualcuno possa arrivarci.

Occorre tuttavia insistere, ed approfittare di ogni apertura, perche’ dentro quella palla non c’e’ solo solitudine, c’e’ anche una buona dose di tristezza e di noia, mancano man mano gli interlocutori, le domande che portano al ragionamento e alla risposta, manca il sedersi ad allenare qualcosa di se a cui si da valore. E invece ci sono ancora tante domande, l’intero disegno della propria percezione di se e dell’esterno va costantemente ricontrollato. Pero’ loro, spesso, non lo sanno, o lo sanno, ma la parte di se che lo sa e’ solo una vocina sul retro della loro testa.

A chi usa tanto il cervello occorre ricordare che hanno ancora tanto per cui usarlo. Che esiste la probabilita’, spaventosamente alta, che tutto quello che sono incrollabilmente convinti di sapere sia sbagliato.

Anche e soprattutto sulla persona che pensano di conoscere meglio, se stessi, spesso elaborata come un’immagine costruita con l’aiuto della palla, piu’ che del nucleo.

Occorre ricordar loro che non importa quanto possono azzeccarci spesso sul futuro, non lo conoscono. E danno tante cose, positive o negative, per scontate, quando magari invece affrontandole, sarebbero ben diverse da come le avevano immaginate.

Non tanto per dir loro di abbassare la cresta (antipatico ed inutile, anche se fatto a fin di bene), ma per ricordar loro del loro lato “bambino”, sempre curioso, sempre “immacolato” nell’approcciarsi a cio’ che sa di non sapere, e veloce a lasciar correre scaramucce, a valutare ideali.

Un lato importantissimo di cui in una gran parte si sono privati, iniziando a “pensare troppo” sin da bambini. A volte serve allentare la presa, andare a sensazione, anche se anche soltanto l’idea, a questi soggetti, li terrorizza, li inorridisce.

E’ buffo da pensare, eppure e’ cosi’, molto spesso questi signoroni dalla retorica quasi infallibile, dalla risposta pronta e dalle marmoree convinzioni, non sanno di che cosa hanno bisogno, e perche’.

Perche’ il bisogno e’ debolezza, e’ il nucleo, va eliminato.

E invece c’e’, permane, contro ogni lotta al confinarlo.

Inoltre qualcosa dovrebbe mettere la pulce nell’orecchio a questi luminari, che la loro intelligenza ha un valore per come viene applicata.

Se non la applicano, o lo fanno a danni di altre persone, o di se stessi, allora non vale una cippa.

 

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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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