Relazioni da 35enni e passa?

Mi rendo conto che non sono piu’ abituata. Non e’ che sia un male piu’ di tanto, forse questo potra’ aiutarmi a riequilibrarmi un attimino.

Non sembra piu’ abituata neanche la gente che mi sta attorno, come se a un certo punto della tua vita non fosse piu’ tempo per quel tipo di relazioni che si hanno da studenti, ognuno a casa sua, che si vede quando puo’, che torna a casa.

C’e’ questa convinzione radicata non so bene perche’ di preciso in cui non c’e’ una parabola ascendente lenta, non si sviluppa un terreno comune coltivando anche la propria individualita’, non si oscilla con dolcezza fino ad arrivare a una decisione.

Sei vecchio per perdere tempo come un ragazzino, quindi la decisione devi gia’ prenderla.

Ma siamo sicuri che sia giusto? Lanciarsi in convivenze “alla cazzo di cane” non ha mai portato nulla di buono, neanche dopo anni di frequentazione, figuriamoci subito.

C’e’ che comunque il delirio insensato di un innamoramento, (ma si, decidiamoci a chiamare le cose con il loro nome), spinge sempre all’avventatezza. Si vorrebbe stare, stare e stare e stare il piu’ possibile con chi si frequenta. E ci si fa domande sulle implicazioni della sua partenza dalla propria dimora, forse questa cosa non e’ uguale dall’altro lato?

Non si calcolano vissuti in solitudine (pratica o percepita che fosse), situazioni di contorno, estenuanti forme di riservatezza da un lato e sbilanciate necessita’ di condivisione dall’altro, non si calcolano per l’errata convinzione che una volta che sei in una relazione allora tutto procede liscio, senza i normali scossoni di assestamento che servono per avvicinare come si deve due persone necessariamente diverse (chi si ritiene “simile abbastanza all’altro da andare bene cosi’, senza problemi” vive un’illusione molto pia, e il culo gli fara’ molto male quando cadra’ dall’albero del pero.). Ci si fa prendere da questa forma di ansia che non ha neanche senso ad analizzarla a mente fredda.

E invece bisogna guardarsi in faccia come due persone che non hanno neanche avuto la forza di smollare la propria rigidita’ mentale per anni, anni e anni, semplicemente per arrendersi al fatto che si piacevano. In quale universo parallelo sarebbe mai possibile che nel giro di otto mesi siano pronti ad avere un tipo di relazione “adulto”? Con inesperienza da un lato, un disarmante pessimismo sfiduciato da entrambi i lati, e, ancora, sotto qualche tappeto, nascosta bene, sicuramente qualche reticenza, anche, ma non solo ad esprimersi in modi che si ritiene l’altra persona gestirebbe male o in maniera fastidiosa? E ancora una visione di se e della propria vita che, visti i cambiamenti, e’ necessariamente vecchia, ma resta li’, da aggiornare, a suggerire cazzate in un angolo della testa?

La nostra relazione e’ “giovane”, ed e’ carina cosi’. Ci si vive lontani da fonti di stress e pesantezze come e’ giusto che sia all’inizio. Perche’ SIAMO all’inizio, anche se andiamo per la quarantina. Anche se ci conosciamo da un bel po’ di anni.

Non e’ che uno cambia percorso a un certo punto della sua vita e, semplicemente lo prosegue con qualcun altro, non funziona cosi’. Ritengo abbastanza preoccupante il pensiero che alcuni vivano le proprie relazioni in questa maniera, come se il “compagno” fosse un ruolo liberamente intercambiabile. Avvicinarsi e’ un processo che richiede del tempo, e non andrebbe forzato.

Per non contare l’importante fatto che ognuno e’ fatto a modo suo, ed ora diro’ una cosa molto impopolare ma, la convivenza non e’ cosa per tutti. Esistono coppie con elementi al loro interno che hanno cosi’ tanto bisogno di uno spazio proprio, nonostante l’enorme affetto, che arrivano alla conclusione che il bilanciamento ideale sia vivere vicini, ma in case separate. O nella stessa casa, in due stanze diverse, per non arrivare a considerare l’altro, passato il tempo di estrema fascinazione, come qualcuno che e’ li’ in mezzo alle palle e li’ ci tocca tenerlo, invece che qualcuno che stiamo frequentando perche’ ci va, perche’ sentiamo che e’ il momento di uscire da noi stessi.

E non e’ detto che non sara’ anche il nostro caso. Non e’ detto nulla, neanche che domani saremo ancora insieme.

In fondo tutta questa cosa e’ iniziata con carriolate di non detti.

 

Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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