Che ne faro’?

Stamattina pensavo al fatto che presto, nonostante il clima marcatamente poco collaborativo, avro’ a che fare con un sacco di tempo libero.

Che ne faro’ di tutto questo tempo libero? Probabilmente poco tranne seguitare a riempirlo con incarichi e piccoli compiti domestici.

Dalla mia adolescenza in poi, non ho mai piu’ visto l’estate in modo festoso tipo “yay vacanze socialita’ sole costumini da bagno, musica, e se ne riparla a settembre”. Neanche quando effettivamente era cosi’.

Credo che finiro’ per cercare di inventarmi qualcosa di “un po’ piu’ vivace” di dormire finche’ non passa, se non altro anche per trovare delle cose carine in cui coinvolgere cio’ che resta delle mie amicizie, e il mio altrettanto orso compagno. Magari andro’ anche a trovare qualche personaggio out of the city, cosa che e’ un po’ piu’ complicata durante l’anno.

Il fatto e’ che cose da fare + carine + interessanti – caldo boia e’ spesso un’operazione che termina in negativo. Ma non mi daro’ per vinta, se non altro Milano e’ una citta’ che offre sempre tanti spunti.

Quello che fatico a far capire ai vari viveur fra le mie frequentazioni, e’ che non e’ che io non abbia provato, e non provi di continuo a trovare un angolo di socialita’, di esistenza in cui io mi senta relativamente bene. Qualcosa che mi piaccia, qualcosa che mi appassioni senza se e senza ma. In fondo, di cose ne faccio e ne studio. Faccio solo enormemente fatica a trovare certi tipi di attivita’, di cose, che richiedono un approccio piu’ “vivace”.

Tiro fuori il naso, e anche spesso, da casa mia, dalla mia “condizione mentale”, se vogliamo parlare come se fosse una malattia, e con il piu’ aperto degli approcci. So di suonare come una persona che sta seduta su una poltroncina da ufficio, e spacca il cazzo a tutti su tutto e basta, pero’ no, non sono proprio cosi’.

Pero’, pur senza un eccesso di giudizio, ogni volta mi ritrovo a constatare di avere proprio la testa “configurata” in un modo un po’ troppo bizzarro per poter abilmente ignorare cio’ che da sempre mi da fastidio, e pare dipinto su ogni cosa che mi circonda soffocandone i colori piu’ autentici (tutta questa intollerabile superficialita’…) o accettare senza lunghi attimi di sbandamento le contraddizioni senza senso che mi si parano davanti. E questo sbandamento, questo fastidio, si percepisce, viene preso male. Mi dispiace, non e’ una cosa aggressiva, sono solo piuttosto confusa. Faccio molta fatica.

Non e’ che sto diventando “troppo vecchia” per questa generazione, e’ che sono sempre stata troppo vecchia in qualsiasi fase della mia vita. E questo da bambini puo’ essere VERAMENTE MOLTO FRUSTRANTE, perche’ hai una mentalita’ di cui nessuno si fida, e zero possibilita’ di azione. Piu’ avanti, si trasforma invece in altri problemi.

Sono arrivata a pensare che, per come vanno le cose in questa fase della nostra societa’, sarebbe mille volte piu’ semplice essere un po’ idioti, e perennemente, sempre, il piu’ possibile, immaturi. Almeno ci si mischia meglio nella folla, si incontrano meno resistenze inutili, si e’ meno costretti a mascherare il proprio pensiero per non ferire involontariamente, per non far capire male.

Eppure non augurerei mai a nessuno tutta questa inconsapevolezza. Sono abbastanza convinta che distruggera’ tutto, in un vortice che si auto-perpetua, inghiottendo ogni forma di possibile salvezza in kilometri e gigabyte di spazzatura.

Questo mi viene in mente ogni volta che esco dalla mia “condizione mentale” nel tentativo di capire… Una specie di super esagerata visione apocalittica neanche troppo originale, se ne sono lette a migliaia di riflessioni cosi’. Eppure questo e’ quanto.

E sono stanca, lo dico spesso, mi sembra completamente inutile. Pero’ mi si sprona a continuare a provare, ed io ringrazio di questo.

Dice il mio uomo che “E’ bellissimo perche’ in tutto questo baccano, ogni cosa e’ perfetta cosi’ com’e’.” Che ogni cosa, ogni persona, e’ esattamente nel posto che si merita. Non ne sono del tutto convinta, ma mi piace abbastanza quando questa sua mentalita’ ha qualche riscontro pratico, anche solo sarcastico.

Il fatto e’ che la domanda sorge spontanea: In tutto questo, dove siamo noi? Qual e’ il nostro meritato posto?

Meritiamo questo stare ai margini di tutto esattamente perche’? E da qui la riflessione si fa troppo lunga per il quarto d’ora che mi rimane. Ma ci ho gia’ pensato, e ci tornero’ su.

E continuero’ a fare i miei tentativi. Perche’ magari ai margini va bene, e’ bene pero’ restare all’interno, restare consapevoli. Se non altro per non sbroccare in maniera abissale, finendo a farsi castelli su cose che manco si conoscono.

Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
Questa voce è stata pubblicata in No Category. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...