Siamo fortunati noi, o forse e’ normale cosi’?

Zao-Fox-Village-in-Japan.jpg

Siamo fortunati noi, o forse e’ normale cosi’? Quando il compagno e’ esattamente quello che la parola descrive (qualcuno che ti accompagna), tutto cio’ che una coppia scaturisce e’ un’accecante sensazione di gioia.

Eppure spesso non va cosi’. Come mai?

Leggo un sacco di scemenze su come il compagno ideale dovrebbe essere. Lo si misura per la quantita’ di baci, per quanto risponda ai propri capricci ed esigenze, per quanto tappi piu’ buchi possibile, e agevoli piu’ problemi possibile come fosse un servo con un padrone.

Ma un compagno non e’ questo, e non bisognerebbe pretendere questo da un compagno, a meno di essere in una relazione fra Master e Slave, a quel punto vale tutto, ma parliamo di qualcosa di equilibrato in un altro senso, una cosa un po’ piu’ vanilla, e un po’ piu’ comune.

Molto spesso noto coppie partite con il piede giusto accartocciarsi in scemenze tipo “cercare l’approvazione incondizionata dell’altro, e frustrarsi e diventare amari perche’ non ci si sente apprezzati come si vorrebbe”. Questo e’ qualcosa che ci si aspetta comunemente da un rapporto fra genitore e figlio. Il tuo compagno e’ un tuo pari, non dovresti cercare la sua approvazione, per quanto sia normale che tu la tenga in alta considerazione. Non dovresti sentire intaccato il tuo senso di te se qualcosa che ti piace non gli interessa, per dire. O se fai qualcosa in un modo che non ritiene giusto. Discutetene per bene, e quello che non gli interessa, continua a farlo. Interessa a te.

Il senso e’ mantenere la cosa il piu’ possibile distaccata dal concetto di “io io io io”, e trasformare piu’ cose possibile in un progetto comune. L’io non deve perdersi in questo processo, ma non deve neanche vociare come solo ed unico lume della ragione, non deve scaturire reazioni aggressive, non deve trasformare il progetto in qualcosa che mette contro l’altra persona, per nessun motivo.

Occorre fare una valutazione il piu’ possibile oggettiva e ponderata insieme delle cose, sempre, SEMPRE pronti a fare un passo indietro. Perche’ non conta “avere ragione”, conta che la cosa funzioni. Si prende in esame insieme. E la cosa puo’ essere anche qualcosa di stupido come un ragionamento su un gelato che cade del bambino che abbiamo davanti, senza stare a sfociare in argomenti pesanti o importanti. Una coppia sana discute, non litiga. Cerca di trovare un terreno comune, non qualcosa che faccia sembrare il singolo “saputo”. Se anche solo uno dei due individui che la compongono non ragiona in questa maniera (spesso sono tutti e due), genera rancore ed incomprensioni, trasforma il partner in qualcosa dal quale raccogliere prove del suo torto e sul quale scaricare aspettative sbilanciate e basta, e smette inesorabilmente di funzionare, perche’ nessuna relazione nasce cosi’, nessuna relazione ha possibilita’ di crescita con questo approccio.

E qui abbiamo citato il secondo grande male, dopo l’ego che si fa ingombrante, di una relazione: l’aspettativa.

Anche questo piccolo, ma importante dettaglio, va bilanciato correttamente, e va discusso. Cosa ci si aspetta che sia un compagno? Un compagno e’ innanzitutto un essere umano tuo pari, che decide di passare un po’ del suo tempo in tua compagnia perche’ lo ritiene gradevole, probabilmente istruttivo, molto probabilmente perche’ ti ama, o prova una forma di affetto sufficientemente forte. Un compagno puo’ anche essere un amico molto stretto, per dire. Non e’ che questo valga solo per le relazioni sentimentali. Qualunque persona ci sta molto spesso accanto genera questo tipo di necessita’ di equilibrio, il rapporto sentimentale tuttavia genera delle aspettative maggiori.

Perche’?

Romanticizziamo i rapporti d’amore decisamente troppo. Ci aspettiamo superman o wonder woman grazie al quale la nostra vita non sara’ piu’ la stessa, in senso strettamente e perennemente positivo. Un immaginario molto passivo, molto paraculo. Ci si aspetta che semplicemente esistendo, si generi adulazione e cieca obbedienza alla propria visione, d’altra parte e’ cosi’ che fa una persona che ti ama! E desidera invariabilmente passare la maggior parte del tempo della sua vita in nostra compagnia, adorazione e soddisfazione, o ad adoperarsi per risolvere i nostri problemi.

No.

Ma proprio, no, levatevelo dalla testa, che e’ un’illusione DANNOSA, e molto spesso lancia anche certi campanelli d’allarme su quanto poco si e’ disposti a lavorare sulle proprie mancanze.

Una coppia equilibrata e’ composta di DUE – PERSONE, conscie di non essere infallibili, che non si rinfacciano a vicenda fallimenti, e male che vada cercano di aiutarsi, ma non contano esclusivamente sull’aiuto del partner per risolvere i propri problemi, perche’ sanno che il piu’ importante aiuto per risolvere i propri problemi parte da se stessi. Il resto e’ contorno, e molto spesso, senza alcuna colpa, chi ci sta accanto non sa come fare per sbrogliare la matassa di emotivita’ e blocchi dentro la quale intrappoliamo la risoluzione. E non e’ colpa loro, non e’ una cosa che ci si deve aspettare che l’altro sappia fare.

Esistono fior di professionisti per questo, e se bastasse soltanto l’amore, morirebbero di fame. Invece, tristemente, e’ proprio l’amore, spesso, a generare matasse che loro devono sbrogliare.

Un’altra cosa che ho notato, e’ che la familiarita’ spesso genera qualcosa di molto sbagliato come la mancanza di rispetto. Abituati a rilassarci in presenza del partner, spesso si lasciano andare troppo le briglie della buona creanza, sia per quanto riguarda il trattare l’altra persona, che l’ambiente in cui, tutto sommato, si vive in due.

Se una risposta di un certo tipo genererebbe in qualsiasi altra persona una valanga di mazzate, e vedete che disturba anche il vostro partner, perche’ non ve la tenete per voi? E questo vale per ogni azione, ogni atteggiamento. Una certa cura di se e dell’altro e’ abbastanza fondamentale, perche’ bisogna sempre ricordare che qui non e’ “tu tu tu”, ma non e’ neanche “io io io”. 

Puzzi cosi’ tanto che una persona sul tram si alzerebbe e si sposterebbe? Perche’ dovresti restare cosi’ in presenza del tuo partner invece di farti una doccia di, toh, 5 minuti scarsi? E se vedete il partner entrare in questo circolo, parlategliene invece di attuare tutta una forma di infantilissimi giri di noncuranza reciproci. Perche’, non penso sia un segreto, anche questo fa fallire le relazioni.

E l’ambiente? Mai sottovalutare la corretta gestione e il corretto funzionamento dell’ambiente comune, perche’ fa moltissimo, anche se non ci si pensa.  Anche se lo si condivide per tutto sommato poco tempo, durante quel tempo l’ambiente dev’essere funzionale e a posto. Dovrebbe esserlo pure per se stessi, ma se per se non si ha questo slancio, bisogna imparare ad averlo per l’altro. Anche se non ce lo chiede, anche se non si ha voglia o non ci si sente in forze. Perche’ in un clima di confusione e problemi, l’umore e lo svolgimento delle giornate si nutrono di questi problemi, come una pianta che cresce in un vaso inadeguato, pieno di erbacce, con poca terra e tanti calcinacci.

Quando una persona e’ depressa, la prima cosa che inizia a trascurare e’ l’ambiente, e invece sarebbe la prima cosa su cui dovrebbe forzarsi a lavorare, per mantenere alta la possibilita’ di riprendersi, anziche’ peggiorare il proprio umore vedendo noncuranza e fallimenti dipinti su ogni cosa.

Quando il partner rompe per sistemare questo o quello, sbuffa anche, ma sii grato. Grato che ci sia qualcuno che ti sprona a continuare ad occuparti delle cose, dalle piu’ piccole alle piu’ grandi. Perche’ cosi’ dovrebbe essere, e a prescindere dalle condizioni, se non lo fai stai facendo un errore piu’ grosso di quanto pensi. Chi mi conosce sa fino a che punto io stia parlando per esperienza.

E sempre nell’ottica in cui il partner e’ un’altra persona TUO PARI, e non un servo, non bisogna aspettarsi che si occupi di cio’ che non abbiamo sbattimento di fare, perche’ si. Perche’ mai bisognerebbe chiedere una cosa del genere a qualcuno?

Ogni cosa e’ un progetto comune. Se non si ha voglia di pensare cosi’, suggerisco molto vivamente di restare single, o stabilire un equilibrio con l’altra persona che non richieda una vita intera insieme, ma soltanto qualche periodo, finche’ non si e’ pronti a qualcosa di piu’ serio. Che puo’ anche non accadere mai.

Un altro grosso ostacolo al corretto funzionamento di una coppia e’ il mancato ascolto, e la mancata risoluzione. Quando il tuo partner ti dice qualcosa, ti espone un problema, non serve ne’ ingigantire la situazione per farla sembrare senza soluzione, ne’ prenderla sottogamba perche’ non si vuole validare. Se ti comunica qualcosa e’ perche’ quel qualcosa ha bisogno di attenzione. E quando il problema viene esposto, non e’ per sentirsi giustificazioni sul perche’ sussiste. E’ perche’ al di la’ di quelle giustificazioni, c’e’ necessita’ di trovare una soluzione. Ignorare questo, a lungo termine, porta a risultati catastrofici.

Inoltre, durante una discussione, e’ bene ascoltare attentamente ragioni e torti, non solo torti per poter rispondere. Nuovamente, non e’ importante aver ragione qui. E’ importante trovare una soluzione, e se questo richiede un po’ di lavoro, e’ importante essere disposti a farlo. S E M P R E, tutti e due, e mai nascondersi dietro il dito di “eh ma lui non lo fa quindi non lo fo manco io” o fare altre paraculate tipo svalidare i motivi di stanchezza dell’altro ed ingigantire i propri allo scopo di essere quello che non si piglia rogne aggiuntive, a meno che non si desideri la fine di una storia, ma a quel punto e’ piu’ breve dire “son stufo/a, non mi va di risolvere”, e fare le valigie e levarsi dal culo. Perche’ questa e’ la strada che si prende quando non si ha voglia di risolvere.

Bisogna innanzitutto immaginarsi una situazione di solitudine. Qualunque persona, in qualunque situazione, riuscirebbe a gestirsi una vita tutto sommato normale (non siamo in guerra, non siamo vessati da catastrofi o altre cose, ridimensioniamo per cortesia le nostre tragedie interiori), pur gestendosi una cura personale e delle cose che la circonda in maniera decente. Chiunque, veramente. Perche’ allora quando si tratta di capire chi deve risolvere cosa in una coppia, si trova sempre qualche cavillo per cercare di scaricare il barile, quando in realta’ la mole di lavoro sarebbe anche inferiore?

Perche’ si pensa che si possa vivere senza gestire mai un cazzoQuesto non e’ realistico. Va tutto in merda, se si lascia andare tutto in merda. Non e’ scienza dei razzi.

Un’altra cosa che vedo accadere spesso, e che ha un senso relativo, e’ la competizione. Ogni tanto qualcuno si sveglia con il piede sbagliato, e decide che e’ ora di essere il piu’ figo della coppia.

Cosi’ ogni successo del partner diventa qualcosa da sminuire, invece che celebrare. Ogni pregio indiscutibile, qualcosa che vale poco e tutto sommato si puo’ battere. Ogni cosa che si ha in piu’, e che al partner magari servirebbe, qualcosa da rinfacciare anziche’ condividere, o condividere con il messaggio subliminale “ah senza di me tu ste cose non le hai”. Consiglio di visitare uno psicologo per i propri problemi di autostima. Velocemente, prima di farne venire (o peggiorarne di pre-esistenti) anche a una persona alla quale si vuole bene, e alla quale si dovrebbe fare del bene, non del male, possibilmente spontaneamente, non per dimostrare chissa’ che. Il compagno, e’ una persona che ti accompagna, non che gareggia con te. E’ l’alleato, non il nemico.

Alleato, non nemico, e’ una specie di mantra per ogni situazione, assieme a “non tu tu tu, non io io io”.

Cercate di ragionare come dei compagni. 

E questo ci riporta ad un’ultima, grave cosa che vedo spesso sussistere: la mancanza di un terreno comune sano, condiviso, e vissuto realmente, al di fuori dell’eventuale routine casalinga.

Un compagno e’ un alleato, magari non costantemente con te (quello fa sfociare tutto in “tu tu tu”, e genera invariabilmente insoddisfazione prima o poi, perche’ nessun individuo puo’ tamponare tutte le necessita’ di una persona), ma comunque condivide volentieri con te una fetta della propria vita sufficiente a fare con te nuove esperienze. Piu’ si cresce insieme, e non separatamente, piu’ forte e’ il collante che terra’ insieme due persone. Non e’ importante essere insieme a lavare i calzini, per dire, ma e’ importante avere del tempo per vivere il mondo in compagnia. Quando si preferisce comunicare con altre persone anziche’ il partner, e non occasionalmente, sempre, c’e’ un problema. Quando i propri interessi individuali sono tantissimi, e quelli condivisi nulli, c’e’ un problema. C’e’ necessita’ di coltivare l’io, ma anche di coltivare il noi. Di avere ricordi per poter dire “ah noi siamo andati qua e abbiamo visto questo, pazzesco”. “Noi facciamo questo insieme, e’ interessante sai?”, cosi’ come anche di non vivere TUTTO insieme, allo scopo di avere qualcosa che definisca la propria identita’, si, ma anche da raccontarsi, da offrire all’altro.

Chi vive una copia di se, o un servo per se, sempre nella propria vita, puo’ anche vivere solo. Non cambierebbe nulla, a parte forse un’eventuale soddisfazione sessuale. Una persona cosi’ non aggiunge nulla alla propria vita.

L’interesse va mantenuto vivo, sia per la propria individualita’, sia per la voglia di portarsi questa individualita’ a fare nuove scoperte. Non si e’ mai troppo saggi per scoprire nuove cose, non ci basterebbero una decina di vite per avere esperienza di tutto. Andate, ed imparate insieme. Coinvolgete il vostro partner in piu’ cose possibili che pensiate possano piacere, insegnare.

E con questo penso di aver coperto il piu’ degli errori comuni che vedo fare in giro, o ho collezionato durante le mie precedenti relazioni.

Non antagonizzate le persone perche’ non sono come voi vorreste che siano. Trovate un modo per capire come il loro essere diversi da voi possa essere utile alla vostra relazione. E se proprio non trovate un modo… cercate altro.

Sempre e comunque, non sogni che diventano realta’, non nemici, compagni di viaggio.

Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
Questa voce è stata pubblicata in No Category. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...