La check list e’ inconscia.

Molto spesso, parlando con amici cercando di sbrogliare i nodi che li legano ad alcune loro relazioni, (non tanto per “slegarli”, ma perche’ serve una maggior consapevolezza per affrontarne eventuali lati difficili NdK), mi rendo conto che sottovalutano una cosa.

Questa cosa e’ il subconscio.

Dal basso del mio essere istruita per interesse personale, senza diplomi, diro’ un’enorme banalita’ super scontata oggi, che pero’ costantemente, tutti, amiamo dimenticare: quello che pensiamo di volere non sempre e’ quello che vogliamo.

E’ un dettaglio importantissimo.

Esistono cose che cerchiamo, o mettiamo in primo piano rispetto ad altre, ma non riusciamo ad accettarlo a livello razionale, percio’ siamo li’ a domandarci perche’ diavolo sbattiamo la testa sempre contro lo stesso muro.

A volte le situazioni sono complicate. Altre volte, e’ semplicemente questo: La persona corrisponde a una serie di esigenze create dalle nostre necessita’, dalle nostre paure e dalle nostre esperienze, ma noi queste esigenze non le costruiamo come una lista ragionata, le abbiamo registrate da qualche parte e ci fanno reagire istintivamente rispetto a potenziali partner, o al modo in cui consideriamo una storia in cui stiamo, una persona con la quale ci stiamo approcciando.

Altre volte ancora, qualcuno di molto, troppo furbo e dalla vista troppo lunga ha identificato nei nostri comportamenti questa check list, e la sta usando a suo vantaggio dando dove serve, togliendo dove il togliere lega, ridando quando la corda e’ troppo tesa, cercando di corrispondere a quello che serve, ma con il preciso scopo di approfittarsene con il minimo dispendio energetico, di tempo, e la minima responsabilita’ possibile.

E ci si casca perche’… la check list e’ inconscia, e quello che fa reagire cosi’ o cosa’ a questo genere di comportamenti, non sempre e’ chiaro. Anzi, certe volte ci costruiamo muri di giustificazioni e grossi quadri di mistificazioni pur di non ammettere di essere cascati in questo gioco. Eppure, razionalizzarlo sarebbe semplice come agire di conseguenza: offrire a propria volta uno sforzo minimo, la minima responsabilita’, e qualche manipolazione se l’altro si oppone. Non e’ necessario andarsene, se non e’ quello che si desidera. Forse e’ un po’ piu’ necessario non farsi rovinare la vita, legandola in maniera non corrisposta a qualcuno che parte con questi presupposti.

La check list non e’ fatta perche’ solo un elemento nell’universo intero vi corrisponda, anche se certe difese mentali vi faranno pensare che sia cosi’.

Al di la’ di ogni possibile problema, bisogna tenere a mente una cosa: Non esiste una persona perfetta, esiste una persona perfetta per noi. E non esiste una relazione perfetta, esiste una relazione bilanciata fra bene e male come va bene a noi. E se nelle mille imperfezioni si ragiona di aver trovato questa cosa, beh e’ inutile stare a piangere e lamentarsi di cio’ che non si considera accettabile a livello conscio; se siamo rimasti c’e’ un motivo. E’ importante capire quello, perche’ puo’ anche essere un motivo un po’ del cazzo, c’e’ un’altissima probabilita’ che sia cosi’, e in tal caso e’ bene schiodarsi velocemente.

Ma se non lo fosse?

Voglio prendere l’esempio piu’ comune che sto trovando di recente fra le mie amicizie. Se vi sentite chiamati in causa, vi prego di non agitarvi perche’, effettivamente, e’ una cosa che stanno vivendo in tanti, almeno una decina in una cerchia di amicizie tutto sommato piuttosto ristretta.

Queste persone, per una ragione o per l’altra, si ritrovano in situazioni instabili, che non promettono assolutamente di evolvere entro un certo periodo, e forzano un tipo di relazione molto… ognuno nel suo, e ci si viene incontro quando gira. Non vivono insieme, non fanno passi verso una vita insieme, o quantomeno verso una relazione normale da persone che vivono separatamente, ma si frequentano. C’e’ sempre qualche passetto indietro che rende la relazione anormale in senso che viene considerato “cattivo”. E di questo, ne soffrono o lo ritengono un esempio di scarsa serieta’. Desidererebbero una cosa piu’ intima, piu’ vissuta insieme.

Ma… Lo vogliono davvero?

Bisogna sempre chiedersi, quando si desidera qualche cosa, perche’ non ci si rimbocca le maniche per ottenerla. Alcuni pigramente ogni tanto accennano qualche berciata, qualche passettino, ma non ci si mettono mai sul serio, e’ un processo molto sfiaccolato.

Questo, a prescindere da QUALSIASI difficolta’ che si possa evocare a farci da scudo, e’ non volere qualcosa.

Perche’ se si sa di avere determinate esigenze, e la persona dimostra chiaramente di non poterle soddisfare, restare e’ soltanto dimostrare di non avere queste esigenze.

Allora l’esigenza inconscia quale puo’ essere?

Per esempio, in questo caso, la conservazione della propria individualita’, quotidianita’, serenita’, liberta’. Il legame non e’ cosa per tutti, il modo in cui si mangia via il proprio spazio, e nel farlo mette delle radici complicate da rimuovere non e’ un’idea che piace a tutti i subconsci. Si puo’ mediare quanto si vuole, ma si tratta sempre di mediare, mettere in gioco la propria fetta di vita. E non tutti siamo pronti a farlo realmente, per quanto forte possa essere l’amore per una persona.

Perche’ il sentimento d’amore e’ un sentimento che ha un sacco di sfumature egoiste. E il subconscio, prima di tutto, pensa a tutelare le nostre esigenze, rafforzando questa forma di, tutto sommato normalissimo, egoismo. Pensa alla nostra comodita’, fisica e mentale, e certe volte ci lascia in situazioni che sono mentalmente distruttive pur di non farci rischiare quello di cui piu’ abbiamo paura.

Qualcosa che molto spesso non abbiamo ancora capito, altre volte, sotto sotto, pensandoci bene, lo sappiamo.

Viene valutato che lo stress della non corrispondenza del proprio rapporto al desiderio (non la volonta’ NdK) sia inferiore allo stress che si subirebbe affrontando una situazione che e’ un no-no nella check list.

L’unico modo per riconoscere se questa valutazione abbia effettivamente una valenza pratica e’ farsi una bella pensata sincera fra se e se, o anche con un terapeuta o un buon amico, ed essere pronti anche a darsi risposte che non ci piacciono.

Non e’ umanamente possibile tirar fuori tutto, ma certe cose per gestirle al meglio sarebbe bene analizzarle a fondo, non per scovare cose senza senso, ma per scovare un senso differente a quello che credevamo. Accettare le proprie “reali” motivazioni, o lavorarci su. Capire meglio cosa per noi e’ importante davvero, anche perche’ magari sto lavoro si e’ gia’ fatto, ma con l’esperienza, la check list… cambia. E fra l’altro molto spesso il subconscio inserisce elementi nella check list che hanno poco senso a livello razionale (per questo dico che anche un terapeuta e’ una buona idea).

Che fregatura eh?

Un esempio di scarsa razionalita’ del tuo subconscio: Una bionda che amavi da morire ti ha allegramente scartato in modo brutale. Sarai automaticamente piu’ attratto dalle persone che le somigliano in qualche modo, perche’ desideri “risolvere” questa situazione traumatica. Potrebbe, e comunemente e’ cosi’, essere anche tua madre lo “stampo”. E il criterio potrebbe essere semplicemente “bionda” o anche qualcosa di meno percettibile tipo “il modo in cui si muove”. O al contrario puoi avere una forma di ribrezzo cosi’ tremenda per una singola persona che, se pure un potenziale partner innocentemente te lo ricorda inconsciamente perche’ ha le stesse unghie, dettagli del cavolo, accende un punto “no-no” nel tuo subconscio.

Altro esempio? Sotto sotto tutto cio’ che vorresti fare nella vita e’ sederti su una sdraio e farti i cazzi tuoi ovunque comunque e con chiunque alle spalle di qualche pollo. Considererai attraente una persona che riesce a farlo, anche se magari lo trovi, a livello razionale, molto deplorevole. Tutto sommato tutto quello che vorresti essere e’ piu’ forte di carattere, e con una certa reputazione e in grado di ottenere tutto quello che vuoi. Considererai attraente una persona che ha queste caratteristiche. Ti senti debole o fallace in qualcosa? Considererai attraente una persona che pare forte e di successo in quel qualcosa. O che al contrario ha i tuoi stessi identici difetti, in maniera da “normalizzarli” in qualche modo.

La check list e’ fatta di migliaia e migliaia di questi piccoli-grandi elementi raccolti durante le esperienze di TUTTA la tua vita, ed ogni volta che questo mix di ragionamenti inconsci stabilisce quanto attraente sia una persona per noi, cerca un puzzle di “si” e “no” che esca fuori con il maggior numero di “si” e il minor numero di “no” molto radicati possibile. Informazioni a volte assurde… per questo dico che non e’ possibile razionalizzarla completamente, ma si possono quantomeno estrapolare alcuni punti base che tengono su molto saldamente la propria situazione attuale.

Non e’ terrificante? Quando una persona dice che “non sa” perche’ ama un’altra persona, ha proprio ragione. Cio’ che riusciamo a razionalizzare e’ una parte cosi’ piccola, e a volte priva di motivazioni…

A ragionarci su mi vien da chiedermi “chissa’ perche’ tendono a piacermi persone con questi criteri…”. Oh, sarebbe affascinante poterne essere certi…

Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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