L’odore delle storture

Se dovessi elaborare un’idea come il profumo del disagio, delle storture, della malattia, finirei senza dubbio per pensare che sia l’odore delle polveri stantie.

Non solo quella polvere che si poggia sui mobili, sui libri, sui soprammobili, sopra gli armadi, sotto i tappeti, dietro le cucine, quella roba che rimane li’, lasciata stare quando si sa che andrebbe eliminata. Ma anche il fumo, la cenere, l’odore delle cassettine dei gatti quando e’ fuori dal posto dove avrebbe senso che si senta, l’odore della trascuratezza.

D’altra parte una delle prime cose che si notano quando sono pesantemente depressa e’ che smetto di curarmi di tutto. La trascuratezza genera quell’odore.

Odore di calcare lasciato ad incrostarsi.

Odore di residui di spezie calcificati negli armadietti.

 

Ogni volta che qualcosa non funzionava, o si rovinava, da bambina, non riuscivo piu’ a guardarla con la stessa amorevole eccitazione che provavo prima. Bastava si stortasse un dettaglio, non riuscivo che a vedere quel dettaglio storto.

Sebbene la cosa con gli anni mi sia un po’ passata, ancora vedere cose rotte o rovinate lasciate al loro posto come se non fossero rotte o rovinate mi causa un po’ di fastidio. Tanto, tantissimo fastidio. Fossi ricca, le riparerei e/o sostituirei tutte subito.

Non riesco ad immaginarmi, in un periodo in cui sto relativamente bene psicologicamente, ad avere un ambiente di vita trascurato attorno.

Chi mi conosce da una vita mi considera senza ombra di dubbio disordinata, eppure non e’ vero, la sono stata soltanto nei momenti di maggiore depressione. E la mia infanzia ed adolescenza li comprendono tutti quanti, per inciso, prima che qualcuno venga a dirmi “eh ma eri cosi’ anche da bambina”. Da bambina avevo frequenti pensieri suicidi, questo era quanto ero felice. Aggiungendo le dovute ricadute, si puo’ stimare che io abbia passato piu’ della meta’ della mia vita ad essere marcatamente infelice.

Quando sono meno vessata dai miei problemi, per me tutto ha un posto, e detesto l’idea che questo posto non sia funzionale.

A volte mi causa nodi al cervello anche trovare i bicchieri a destra invece che a sinistra sullo scolapiatti.

 

L’odore del disagio e’ una cosa in parte familiare, in parte piuttosto sgradevole da rivivere. Finche’ ci si e’ dentro, lo si abbraccia come un compagno amorevole, non ci si rende conto fino a che punto limiti la nostra esistenza, e sia fottutamente evidente.

Quando si e’ fuori si farebbero mille docce pur di non portarlo piu’ addosso.

 

L’odore della tristezza…

Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
Questa voce è stata pubblicata in No Category. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...