Le X in faccia

Credo che poche cose mi abbiano colpita e affondata come l’accuratezza della rappresentazione della depressione che c’era nell’anime che ho visto oggi. Non era tanto il tutto ad essere triste, anche se si, voleva raccontare una storia non esattamente leggera, ma quello che mi colpiva di piu’ sono state quelle X sulle facce di tutti, che li privavano di un’identita’ ben precisa, di un’autentica forma di ascolto.

L’ho vista molto simile al modo in cui mi interfaccio io alle persone. O meglio, il modo in cui NON mi interfaccio? Salvo con chi si fa spazio fra le varie X e si leva la sua dal viso entrando quasi di sfondamento nella mia esistenza. E quanto sono terribilmente veloce a rimetterle su… A pensarci come cosa mi fa quasi spavento.

Me ne rendevo conto anche giorni fa, quando qualcuno mi ha chiesto referenze per le mie prestazioni di lavoro, e mi sono resa conto che avrei avuto solo un paio di numeri da fornire, un po’ per cambi di personale, un po’ perche’ tutti i colleghi e capi che ho avuto…. non mi ricordo nemmeno come si chiamano. E’ quel gradino OLTRE il semplice non avere il numero di telefono. Pensavo che forse sforzandomi di aprire un pelo di piu’ le porte alla possibilita’ di socializzarci, quantomeno avrei avuto dei numeri da dare, se non proprio qualche aggancio in piu’, anche se il concetto di “aggancio” mi causa una certa forma di nausea di per se’, e’ pratico, ma fa schifo.

Mi rendo conto che non e’ cosi’ che dovrei fare. Il punto e’ che non e’ esattamente una cosa che “faccio”. E’ con la piu’ disperata delle sincerita’ che mi ritrovo ad ammettere che io non so come si fa a non farlo.

Dovrei essere piu’ aperta, ma il punto e’ che io non sono chiusa per niente. Chiunque abbia fatto lo sforzo di provare a venire a parlarmi, per motivi che sono un po’ di piu’ di “scusi le e’ caduto questo”, o “pero’ oggi fa caldo!” se ne e’ sicuramente accorto. Non so… dimostrare di non essere chiusa? E non saprei fare small talk neanche se ne dipendesse la mia sopravvivenza stessa, (ho il sospetto che per come va la societa’, effettivamente in parte ne dipenda) e questo non aiuta.

Ogni tanto i miei commensali, poveri, provano ad aiutarmi in questo. Sono li’ che mi spronano, mi dicono “di’ qualcosa”, ma, cosa? “Infilati nel discorso” “Ma non ho niente da dire su questo discorso” “Fai una battuta” “Ma non ne ho!!!” Niente, non ce la posso fare. Per quanto complicato possa essere spiegarlo in tutte le sue sfumature, non e’ una cosa che faccio con malizia, e sbaglia chi pensa automaticamente che mi credo migliore delle persone che mi circondano, no, non e’ proprio cosi’.

Dovrei essere piu’ gentile, meno “aggressiva”, piu’ tollerante, piu’ accomodante. Dovrei, lo so, il mio carattere e’ una delle prime cose che spinge le persone a rimettersi addosso le X. E il piu’ grande dei motivi per cui non corro mai ad andare a rimuoverle nuovamente. Anche se vorrei che si rimuovessero, che qualcosa muti in maniera che io possa tornare a rimuoverle. E invece, non succede, e il mio modo di provarci non funziona.

Non sono capace, e provando, provando, provando, non si e’ mai tolta nessuna X. Sono abbastanza sicura di non riuscire a capire come si fa.

Nel frattempo ho come impressione che il vento si sia portato via meta’ della mia biancheria, il che dovrebbe darmi da fare qualcosa di piu’ utile che scaricare seghe mentali su un foglio. Andiamo a vedere.

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Just your regular twisted egomaniac
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