Bambini sulla quarantina

Gli avvenimenti a volte paiono tematici, come se la vita fosse un episodio di qualche telefilm dal dubbio gusto comico.

E cosi’ la riflessione di questa mattinata di sole (“esci testa di cazzo, cosa sei li’ a scrivere come un hikikomori davanti al pc a fare?” NdK) e’ proprio sul non-crescere delle nostre generazioni di presunti adulti.

Non si puo’ non pensarci quando si vedono persone che vogliono mantenere la loro vita in un certo senso sospesa il piu’ a lungo possibile, perche’ manca la necessita’ di fare altrimenti, fino a momenti in cui poi diventa complicato imparare a prenderla in mano, o fino alla fine della propria vita, se se la giocano bene.

Se in alcuni casi (tanti, incluso il mio) si parla di una tragica mancanza di opportunita’, in tanti altri e’ inutile stare a farla troppo lunga, si tratta di pigrizia, mentale e fisica. Non si puo’ sperare di ottenere un’opportunita’, tantomeno una buona, stando fermi a fissare il nulla, non frequentando ambienti, persone, non cercando una soluzione alle cose. Ma per molti la soluzione sarebbe qualcosa che, invece, pone problemi in una vita comodamente priva di questo genere di grattacapi. E allora spintoniamola qua e la’ lontano da noi, con scuse un po’ del cazzo, e per sentirci un po’ meglio ogni tanto facciamo una virgola di niente cosi’ non si puo’ dire che manco ci si tenta.

All in all, quello che siamo, sono due o tre generazioni di fila di bambocci viziati, che una vita che non sia cazzeggiare a vuoto vita natural durante e/o sfondarsi di cibo, alcolici e altre forme di cazzeggio a vuoto piu’ sociali, non la vogliono nemmeno, e tengono il rischio di alterare questo stato di cazzeggio in qualsivoglia modo il piu’ lontano possibile, raccattando rinforzi per giustificarsi anche sul fondo del fustino se fosse necessario, tanto e’ evidente che tutta la filosofia spicciola che ci si dipinge sopra sono cazzate. Nessuno costringe nessuno a vivere di doveri e negarsi sfoghi e piaceri vita natural durante. Ma porca miseria anche l’esatto contrario nun se po’ vede, eh.

Meno responsabilita’ possibili. Meno persone troppo vicine al proprio spazio personale possibili, ad esclusione in alcuni casi di genitori ridotti a fare da colf e da salvadanaio, con i quali ci sono comunque rapporti conflittuali a causa dell’innaturale prolungata over presenza nei reciproci spazi.

Il domandone che non vedo l’ora di veder risolto e’: In un universo senza rogne e regole, cosa succede poi quando ci si rende conto che rogne e regole in realta’ servivano? Che avevano lati positivi, che potevano portare anche energia e un po’ di contentezza in un mondo dove la noia, invece, appiattisce tutto? Che, seppur sembrando insensate, portavano un senso, e magari a seguirle avrebbero portato senso anche a cose che si e’ preferito perdere, e non e’ una cosa da niente?

Se riusciro’ prima o poi ad accalappiarmi la giusta opportunita’ per stare effettivamente qui seduta serena ad aspettare che sta cosa succeda, giuro, lo faro’, con dei popcorn senza sale e senza burro che non ho piu’ il fisico per quelli normali.

Voglio proprio vedere cazzeggiare a vuoto tutta la vita che cosa vi porta. Che cosa vi fa diventare. Magari sono io la ciuccia e sono io che sto sbagliando tutto, invece di pensare a rimboccarmi le maniche, anni fa, avrei dovuto infilarmi in qualche oscura universita’ in qualche posto comodamente lontano, e farmi mantenere tirando avanti le cose fino ai trent’anni passati suonati, tanto a quanto pare per qualche motivo che, giuro, non capisco, funziona.

Magari non la dovevo pensare una cosa come “cosi’ faccio perdere tempo e soldi alla mia famiglia”, magari, davvero, questo sara’ un pugno di fantastici vincenti e io mi saro’ solo rosa il fegato per tutto il tempo in cui si poteva rodere tranne quando mi son sentita fisicamente troppo debilitata, o le cose sembravano prendere una direzione un po’ diversa.

E quando in lacrime la mia amica mi dice, davanti all’impossibilita’ di tirare avanti la propria relazione per colpa di uno di questi tanti bambocci “ma io non voglio questo, io non voglio fare una vita da bambina tutta la vita”, io la capisco.

Capisco il senso di delusione che questo genere di cose mette addosso. Ci sono certi partner che avrebbero l’assurda pretesa di essere il pilastro di certe relazioni o famiglie, quando non sanno tenersi su neanche da soli. Ce ne sono altri che proprio invece “hai un problema? Che palle!”. Altri ancora che ti costringono a una forma di regressione e di distacco alla quale non e’ neanche lontanamente normale abituarsi a una certa eta’.

Il tutto sempre per quella questione che ogni forma di responsabilita’, anche positiva e blanda, e’ vista come una gabbia intollerabile, il grande mostro dal quale non bisogna farsi prendere, che sa degli occasionali rimproveri dei propri disperati genitori, o si aggiungono a tutta una serie di piccolezze ingigantite dalla lieve forma di fastidio che c’e’ nel fare cose che non si vogliono fare, a sua volta ingigantita dal non essere mai stati costretti a farlo prima.

Ed e’ per questo, cari genitori, che dovreste far raccogliere i calzini ai vostri figli, invece di farglieli sparire da sotto il naso. Le persone che vengono su bene in questo modo sono pochi casi miracolosi, e NON sono vostro figlio.

Queste persone spesso finiscono per rincorrere persone e situazioni che gli danno briciole, e poi scappano perche’ non li costringono a niente, ma se non li costringono a niente e non gli danno responsabilita’, e’ perche’ non li amano abbastanza da volerli con se. In questo modo nessuno ha colpa se non ama VERAMENTE abbastanza gli altri da volerli con se piu’ di tanto.

Ma cosa, difatto, si vive in questa maniera?

Si vagheggia qua e la’ come barche in preda alle onde. “Capitano, prenda il timone” “Non ne ho voglia”. “Dove andiamo?” “Non lo so. Voi pescate intanto.”

E dove non c’e’ questo senso di scazzo esistenziale c’e’ il delirio dell’apparire, invece, che trasforma tutti in bambini dell’asilo che fanno cose solo e soltanto per il gusto di dimostrare che le sanno fare.

“Capitano, dove andiamo?” “Dove fa figo” “Ma e’ un posto di merda, pieno di…” “Dove fa figo.” “Aye-Aye capitano… Sigh.” “Non ti lamentare, mozzo, almeno stiamo andando da qualche parte. E domani, lo postiamo su instagram”. “C’e’ questa cosa su cui sta palesemente sbagliando capitano, che si fa?” “FISCHIETTARE!!! Se ne dovesse accorgere qualcuno, negare mozzo, negare fino alla fine.”

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Just your regular twisted egomaniac
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