Somewhere

Lo chiamaremo Somewhere, perche’ da qualche parte deve essere, continuare ad esistere, svilupparsi, e solo un matto potrebbe immaginarsi come.

Si tratta di un posto pieno zeppo, ricolmo, sciabordante, di cose che se mi guardo intorno non ci sono piu’.

Somewhere non ha 36 anni, somewhere ne ha piu’ di 500. San solo gli dei quanto di piu’ di 500. Perche’ cosa intendiamo essere quando diciamo “io”?

Se “io” sono le informazioni che il mio istinto ha raccolto da quando sono nata, allora beh, Somewhere e’ un posto piccino. Ma e’ piu’ divertente andando a ritroso, considerando “io” come il periodo da quando il mio istinto si e’ formato, anziche’ tramandarsi.

E allora Somewhere e’ un mondo pazzescamente grosso.

Piccola pausa riflessiva, sono convinta che in realta’ l’aloe vera abbia qualcosa di stra dannoso che non abbiamo ancora scoperto. Ogni cosa che viene venduta come una panacea miracolosa e usata in tutto e dappertutto si scopre poi che forse non era il caso. Eppure la sto bevendo pura, estratta, cosa sto facendo al mio corpo?

Ho l’impressione che non mi stia facendo bene. Non saprei spiegarla. Penso che il resto lo usero’ per farmi il bagno.

Somewhere, dicevo.

Me lo immagino innanzitutto circondato per kilometri da quelle bellissime distese di foresta. Alberi alti, dalla corteccia chiara, stranamente a guardarli, nonostante non siano piantati, sembrerebbero piuttosto allineati. Brulicanti fino a quasi scoppiare dall’abbondanza di esseri viventi, insetti, volpi, conigli, uccelli, tutto che danza nonostante la tanta neve invernale. Chi pensa che d’inverno non ci siano insetti, e’ semplicemente poco informato.

E poi dentro, conviverebbero interagendo in maniera che fa ridere solo a pensarci, posti mai piu’ visti, posti mutati, persone morte, persone lasciate indietro, animali, calzini, la base del mio televisore.

Il tutto per vite e vite e vite di cose lasciate passare.

Mio malgrado.

Lasciate passare perche’ trattenere qualcosa che non deve restare e’ un insulto alla mia religione.

Oh si, ogni tanto mi ricordo di averne una.

Sarebbe bello visitare Somewhere un giorno lontano, quando tutto questo avra’ finalmente raggiunto il senso che doveva avere. Forse quindi mai, perche’ sta cosa del senso e’ un delirio umano.

Chissa’ che impatto. E allora ci si chiede a volte, perche’ nulla e’ fatto per restare?

Da lontano, le cose mutano il loro sapore. Ci sono cose che ad averle vicine puzzano di merda. Ma ricordarle da loro un dolce profumo vanigliato.

Ed e’ anche per questo che il passato e’ un libro da leggere ogni tanto, rimaneggiare, rielaborare come una massima.

Ma da lasciare li’, Somewhere.

Dove il tuo circolino di amici non piu’ presenti parla di filosofia. Gli uccellini cinguettano, i pioppi fanno un turbinare di bianco che sembra neve. E poi appena uno si gira lo accoltellano, ne resta solo sangue sulla neve, o sotto i portici.

Pero’ se lo assaggi, sa di topping per il gelato.

E gli assassini lasciano targhe d’oro sulle tombe delle loro vittime.

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Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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