Il mostro di muratura della scarsa indulgenza per se stessi

Sono in una situazione che, per via del suo essere traballante a causa dei miei noti problemi di salute, non ho voglia di spammare molto. Diciamo che e’ una situazione un po’ complicata da gestire a livello emotivo, cosi’ tanto che sto facendo fatica a rendermene conto realmente.

E’ una di quelle cose che ti fa riflettere rispetto a tante strade che si possono prendere (come anche nessuna NdK), e come si potrebbero affrontare le varie situazioni realisticamente, con le pecche di carattere, di instabilita’ economica, e la serie di casini senza senso che da sempre mi rincorre e non pare aver deciso di smettere.

Durante queste riflessioni mi sono resa per l’ennesima volta conto di una cosa. Oltre alla mia scarsa pazienza, che poi e’ anche piuttosto situazionale, e il mio essere dura, tipo macigno come carattere, senz’altro una delle cose che mi danneggiano di piu’ e che meno sarebbe adatta a diversi sviluppi della situazione e’ il mio non accettare i miei limiti.

E’ come se a un certo punto della mia vita qualcosa abbia fatto crescere l’idea nella mia testa che io DEVO cavarmela DA SOLA in TUTTE le situazioni, altrimenti sono una specie di fallita o di persona non adulta.

Badiamo, mi rendo conto a livello logico che questo non e’ possibile. Vuoi per la sfiga che mi ha sempre resa un bel po’ piu’ incasinata del solito, vuoi perche’ tutto sommato per quanto forte, integra e testarda io possa essere, sono un essere umano, non sono infallibile, e non mi e’ possibile gestire sempre tutti i limoni che mi tira la mia ridicola esistenza addosso in autonomia.

E questa cosa mi disturba tantissimo.

Non so neanche iniziare a descrivere quanto mi disturbi, e quanto il fatto che io mi comporti come se nessuno mi dovesse mai nessun aiuto, senza saper chiedere, senza saper parlare delle mie debolezze, mi danneggi.

La cosa assurda e’ che sono sempre stata circondata da persone ottime. Avessi anche solo fiatato in moltissimi casi sarei stata capita, sarei stata assistita, in tutti i modi possibili, da tutti. Ho attorno persone strane e certe volte un po’ assenti, ma veramente ottime sotto questo punto di vista. Molte volte e’ capitato, dopotutto.

Ricordo le lamentele fatte con mia madre, per il fatto che io cerco sempre di assistere tutti, ma chi assiste me nei momenti di difficolta’? Nessuno. Beh certo, nessuno, d’altra parte i miei momenti di difficolta’ non hanno la palla di cristallo per vederli. E anche se in certi casi sono evidenti, non sempre ci possono fare molto quando sono io a buttarmici contro straconvinta di poter trovare un cavillo, un trucco, anche a mie spese, per scardinarli contro ogni aspettativa.

Qui il problema sono io. Senza ombra di dubbio. E’ una cosa che mi ripetono da anni, “non puoi pretendere da te stessa l’onnipotenza, devi capire che certe cose non si sistemano, e non e’ colpa tua se non ci riesci.”

In ogni momento sguardo duro e testa alta, non mi piego, non mi lamento, resto concentrata sul da farsi, resto proiettata verso una soluzione, non un problema. Se vedo assenza di soluzioni, semplicemente ho crisi di rabbia pazzesche, e poi vedo di generarne qualcuna.

Ma tutta questa forza ha bisogno di un po’ di riposo, e sono io a farmelo mancare. Sono io a non sapermi sedere e dire “bene, questa cosa a farla non ce la faccio” senza sentirmi addosso un’aura nera di sconfitta micidiale, senza vederlo come qualcosa da nascondere, o a cui devo comunque trovare una soluzione io.

Attenzione… un carattere di questo genere non e’ del tutto negativo. Permette di reggere e gestire tantissime cose, di prendere decisioni difficili come fosse una passeggiata, di vedere le cose con la freddezza e la durezza del solito materiale di muratura che contraddistingue il mio carattere. Rende molto lucidi, e molto inflessibili dove ce n’e’ bisogno.

Pero’ quando si prospetta un sacco di roba da gestire possibilmente rigorosamente random, fuori dal proprio controllo in maniera quasi ridicola, ecco, probabilmente un carattere come il mio potrebbe crollare, e crollare male, in silenzio, nella solitudine che pensa sia giusto vivere. Reagisco veramente male al non poter gestire le cose a modo mio, le poche volte che e’ successo di recente nella mia vita mi sono sentita non compresa, ostacolata e non rispettata. Ha generato dentro di me una crepa ancora piu’ assurdamente buia. Pero’ non sempre il “modo mio” e’ il modo giusto. Specialmente perche’ in genere non prevede NESSUNO fra le palle, a meno di esigenze proprio stellari, che non c’e’ altro modo in assoluto di risolvere.

Sara’ probabilmente una delle cose piu’ difficili da scardinare, questo mio pretendere di farcela sempre, di farcela a prescindere dal numero di mani tese verso di me, in positivo o in negativo, di farcela accettando delle spinte offerte ma non chiedendo mai niente.

Mai niente. A discapito di quanto io abbia visto che invece funziona chiedere ogni tanto qualcosa, non e’ un delitto, e permette certe volte anche di dimostrare di saperne fare cose grandiose di quella piccola spinta in piu’.

Eppure il mostro di granito resta li’ a farmi sentire una merda se non sto bene e non riesco a fare tutto. Tutto, TUTTO, perche’ stare soli e’ liberta’ ma anche avere sulle proprie spalle TUTTE le responsabilita’ di TUTTA la propria vita. Non e’ che se per un po’ non ti va di scartabellare con i documenti lo fa qualcun altro. Nessuno porta giu’ la spazzatura quando non ti va. Nessuno si ricorda per te le scadenze di tutto. Nessuno ti aiuta a destreggiarti quando gli impegni e i casini si accavallano. Se dimentichi di comprare qualcosa, non ci va nessuno gia’ che e’ fuori. Nessuno spazza il pavimento se non ce la fai tu. E via discorrendo.

E tutto questo deve essere normale. Non e’ “tanto”, e’ “normale”. E per il mio ordine di idee non rischia di diventare “tantissimo”, rischia di diventare “Una grossa quantita’ di rogne in piu’ da gestire.”. Mi rendo perfettamente conto che il fatto che io non intenda infilarci dentro nessuno non sia normale e non sia attuabile.

Questo lato del mio carattere e’ spaventoso, e’ un coltello a doppio taglio di quelli affilati benissimo. Manici non ce ne sono.

E penso sia la cosa piu’ urgente da sistemare, a livello psicologico. Sara’ una bella sfida.

Informazioni su Keishiro Yukikaze

Just your regular twisted egomaniac
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