Perdere kg

Ora diro’ una cosa non molto popolare: Perdere kg e’ fastidioso come se non piu’ che prenderne su. Anche se per assurdo e per culo, come nel mio caso, per farlo non serve rinunciare a niente.

La vera differenza che la rende una cosa veramente, seriamente da fare, e’ che poi ci si sente obbiettivamente meglio, se prima si era vigorosamente in sovrappeso. E’ una questione di massa che il tuo corpo deve reggere.

Ma la seccatura rimane, e continua a manifestarsi in tutte le sue brutture, specialmente se i kg sono tanti. Ti smagli, ti squagli, anche se la prendi con una sana lentezza ti sembra di liquefarti perche’ la pelle non ha voglia di seguire la tua decisione di ridurre la massa. Ti sembra che ti stia larga pure quella.

E dico “pure” perche’ sistematicamente ti tocca buttare o modificare disperatamente tutte le cose che piu’ ti piacevano fra i tuoi vestiti. Magari detesti fare shopping, e ti tocca farlo piu’ di quanto vorresti. Nonostante tu vada bella positiva poi, che finalmente le cose ti staranno un po’ meglio, per la questione di sopra e il fatto che comunque un bel po’ in carne resti nel processo, non trovi un cazzo che ti piaccia e devi fare una fatica BOIA per non lasciare che ti convincano a vestirti come un sacco di patate senza personalita’, perche’ e’ cosi’ che ti vedono erroneamente, e ritengono di doverti vestire di conseguenza.

Quando sei li’ che ti mangi un bel gelato o ti togli qualunque tipo di sfizio piacevolmente controllato, o semplicemente mangi come una persona normale fa una volta ogni tanto, riesci quasi a sentirti addosso gli sguardi per la serie “Ma puoi permetterti questo?”. E questo quando sono cosi’ civili da lasciare che sia un loro pensiero, e non te lo dicono direttamente. Cose che a)  Io non sto a farti i conti nel piatto, o in tasca, perche’ tu si? Ti ho per caso assunto per definire spannometricamente senza basi cosa posso mangiare? No, e allora fila. Veloce anche.  b) Per chi cazzo mi hai presa? Evidentemente mi sono fatta i miei calcoli. Cosa decido di mangiare, al di la’ di ogni lecita preoccupazione, continuano ad essere e rimanere cazzi miei. Non e’ che mi si puo’ stressare in sta maniera, anche perche’, e certi esperti potrebbero confermare, e’ uno dei modi migliori per far si che considerare un’alimentazione sana come “norma” senza pero’ cadere in privazioni inutili diventi incredibilmente difficile, facendo sviluppare un senso di colpa ed inadeguatezza assurdo anche verso un momento lecito come un giorno di festa. Perche’ al trippone possiamo dare la torta e le patatine? Certo che si! Quel cibo, oddly enough, non e’ Satana formato prodotto da forno. Basta non mangiarlo tutti i giorni, diamine.

Per immediata conseguenza c’e’ anche il fattore psicologico che tutti quanti sono super supportivi nelle migliori delle intenzioni, e non riescono a comprendere molto bene: non tutti amano sentirsi misurati fisicamente dall’esterno. Specialmente non lo amano quando si cerca di attribuire la loro bellezza o il loro valore come esseri umani a seconda del numero che ne viene fuori. Sembrera’ strano, ma puo’ dare fastidio, e a me per esempio lo da IMMENSAMENTE, che ogni cazzo di volta che ti si incontra si sta a commentare che sei dimagrita. DAI SHERLOCK HOLMES DIMMENE UN’ALTRA CHE SONO AFFASCINATA. “Ma come stai bene, ma come sei bella”. Vi ammazzo di badilate in faccia teste di cazzo. Perche’ forse non vi rendete conto che sottointendete sempre che prima non ero bella, per voi. Ma mi dispiace, io sono sempre la stessa persona. Ho lo stesso valore, e lo stesso spessore di carattere, ragionamento, lo stesso sguardo, le stesse idee. Anche gli stessi lineamenti, sono solo meno “pienotti”. Ah sono bella? Si grazie lo sapevo gia’, mi sorprende che non te ne fossi accorto tu solo perche’ ero obesa. Ma al di la’ di questo, perche’ non condividete con me le vostre idee, invece di queste minchiate senza senso? Ci sono cosi’ tante cose di cui parlare dopo tanto tempo che non ci si vede, e tutto quello che riuscite a fare e’ dirmi che sono dimagrita?

Lo stesso tipo di carogna mi sale quando sento fra i miei amici frasi rivolte ad altri amici tipo “ora che e’ dimagrito e’ diventato scopabilissimo”. Che, prima non era scopabile? Si era formata una prigione di grasso attorno al suo pisello? A me sempre lo stesso pare, solo meno visivamente “gonfio”. E’ tutto li’ quello che vi rende una persona scopabile? Basta sgonfiarla? Siete gente da poco. Da due centesimi ossidati.

E la stessa identica merda contagia anche le persone che comunque sono dall’altro lato della barricata, che per “una botta e via” preferirebbero persone tipo attore famoso a, magari, un affascinante, tranquillo compagno di giochi. Perche’? “Ma perche’ quando si tratta di amore vabbe’ quando e’ solo sesso…” “Non finire questa frase che mi fai girare i coglioni a elica, perche’ significa che non saresti mai attratta fisicamente VERAMENTE da una persona COME TE. Ti rendi conto?”

Premetto che i gusti sono gusti, ma questo non ha a che vedere con il considerare a priori bello o brutto, palatabile o meno, qualcuno. Ad esempio a me gli uomini fisicamente corrispondenti a Brad Pitt da giovane, non piacciono. Serious thing. I don’t like that kind of man, davvero, non mi attira. Ma da li’ a dire che e’ brutto e che non e’ scopabile, e che schifo, ne passa. Poi vi faccio una domanda, se Brad Pitt ingrassasse, sarebbe brutto? Credete che diverrebbe, abbandonato il fisicazzo che invece a me non piace proprio, e gonfiata la faccia quadrata, piu’ attraente per me?

Secondo me no, Brad Pitt e’ Brad Pitt. E non c’e’ niente di male… Cosi’ come a me non piace il gelato al limone, non significa che il gelato al limone faccia schifo. E il gelato al cremino con caramello magari non e’ molto salutare e andrebbe regolato, ma allo stesso tempo, non fa schifo.

Idem con patate, magari non siamo molto in salute. Magari non abbiamo il fisico che garba a voi. Ma non facciamo schifo, e nessuno dovrebbe mai permettervi “per il nostro bene” di provare a far passare quest’idea del cazzo. Molti sono seriamente convinti che altrimenti accettandosi una persona si fermi. Io ho sempre visto il contrario, piu’ ansia sociale, pressione sul fisico e senso di solitudine c’e’ addosso a una persona sovrappeso, piu’ sovrappeso resta. Poi, pensatela come vi pare, ma magari prima di farlo parlate con un terapeuta che conosce bene il caso specifico. Vi confermera’ che spronare all’attivita’ e’ positivo, ma aggiungere stress emotivo NON aiuta.

Ed ogni volta che ci penso, e noto questo fenomeno che continua a ripetersi attorno a me, invece di essere contenta di starmi allontanando da questa VOSTRA malattia, assieme alla mia, voglio spaccarvi la faccia. L’unica persona con un pelo di sale in zucca che si sia approcciata alla questione, ha avuto almeno la decenza di dire “Come sei bella! Ma tanto, la sei sempre stata.” Ci vuole una scienza? I don’t think so.

Sta tornando la bestia, io lo sapevo che sarebbe successo. Adesso devo bilanciarmi con questa amarezza. Ed e’ un’altra cosa davvero molto complicata.

Speravo ci volesse un po’ piu’ di tempo prima che riaffiorasse. Invece sono ancora qui oltre alla centinaia di kg, e gia’ iniziate a farmi girare i coglioni. Voi, chi fa vestiti, chi li vende, e la mia pelle che non collabora.

Annunci
Pubblicato in No Category | Lascia un commento

Qualche consiglio da una Cat Sitter ai padroni… – Parte 1 – LA PAPPA

380

Premetto, come faro’ in ogni post che tratta di consigli sulla cura dei vostri mici, che non sono qui a dirvi di rivoluzionare le abitudini dei vostri gatti, ma a dare delle informazioni generali che non sempre sono di conoscenza comune, che creano soluzioni ideali che si possono seguire, come anche no, a seconda delle esigenze.

Vedo molta confusione sull’alimentazione dei gatti. Pappe che utilizzano scarti di animali e alte dosi di cereali considerate migliori di altre, carne cruda sempre dello stesso animale, somministrata probabilmente ignari dei pericoli di intossicazione, alimentazione completamente costituita da cibo secco, per giunta di dubbia qualita’… Il tutto molto spesso incentivato dagli stessi veterinari o allevatori dei nostri pelosi, il che mi lascia spesso un po’ perplessa sulla professionalita’ di questi individui.

Non sempre e’ facile imparare a bilanciare bene un pasto ideale per un micio, che andrebbe cucinato nel modo appropriato (nel caso di quella di bovide basta solo scottarla per uccidere eventuali germi) e dovrebbe comunque essere composto di una determinata dose di elementi naturali variabili, come carne bovina, pesce, pollo, ma mai un tipo di carne soltanto, percio’ per praticita’ molti si affidano ad alimenti industriali.

La prima cosa che mi preme dire, quando si tratta di comprare degli alimenti, sia per i nostri pelosi che per noi umani, e’ un banalissimo “imparate a leggete le etichette“. Troppo spesso ci lasciamo ingannare da trucchetti pubblicitari, descrizioni vaghe, componenti di cui non conosciamo l’importanza. In questo senso, un po’ di luce la fa questo sito: Cibo per gatti e mangimi complementari , ma non dimenticate di consultare anche la parte, importantissima, che riguarda gli ingredienti: Ingredienti del cibo per gatti

Per fortuna non ho ancora mai avuto clienti che cercano di somministrare elementi vegetali ai gatti, ma e’ doveroso specificare che i gatti sono animali carnivori, e che gli unici vegetali e cereali che assumono in natura sono contenuti negli stomaci delle piccole prede che uccidono, comunque in quantità minima. Anche per questo motivo e’ bene cercare di limitarne la quantita’ nelle loro pappe confezionate, e se proprio tendono a gradirli, evitare che li mangino… Ho un gatto che ama i prodotti da forno, e un altro che cerca sempre di fregarsi gli spaghetti, per esempio, ma queste cose gli fanno male, e dovremmo stare attenti a non fargliele mangiare, se non proprio un bocconcino per generosita’ ogni TANTO, giusto per assaggiarne il sapore. Inoltre i gatti non posseggono l’enzima che fa digerire il latte di mucca; quest’ultimo gli provoca diarree e problemi digestivi. Anche se gli piace!

Personalmente, quando non ho tempo di star dietro all’alimentazione cucinata, scelgo delle scatolette con ingredienti di buona qualita’, un basso tasso di cereali, e che sono alimenti complementari, alle quali associare le giuste crocchette a seconda delle esigenze specifiche del micio, attentissima alla qualita’ di queste ultime, perche’ sono quelle che possono potenzialmente creare piu’ problemi. Non somministro mai l’uno senza l’altro, anche per ragioni di salute. Alimentazioni senza crocchette possono aiutare la formazione del tartaro e lasciare il gatto senza uno snack che potrebbe desiderare e non va a male durante il giorno, alimentazioni senza umido portano altri possibili problemi, anche gravi, e costringono il gatto a cercare di assumere i liquidi e i nutrienti in una maniera che per lui non e’ naturale. Tendo a preferire inoltre gli alimenti con ingredienti ancora interi al loro interno (voglio vedere il gambero!!!), o tagliati a mo di sfilaccetti, dadini, o cose che si possono afferrare facilmente con la bocca.

Al di la’ delle mie preferenze personali, tuttavia, ognuno puo’ e deve regolarsi a seconda delle proprie esigenze, delle possibilita’ pratiche, e delle preferenze del suo gatto, purche’ non faccia scelte potenzialmente dannose soltanto per abitudine, o per “sentito dire”. E’ bene inoltre ricordare che molto probabilmente al gatto possono piacere MOLTO scatolette o crocchette di qualita’ dubbia. Dopotutto, anche a noi umani piace una combinazione di componenti non sufficienti alla nostra alimentazione, ma dal sapore soddisfacente, come le cose molto ricche di sali e zuccheri. Questo non significa che siano alimenti “giusti” da somministrare con frequenza… Anche se il micio per diversi anni potrebbe non dare segni di malessere, problemi piu’ invisibili come una scorretta assimilazione dei nutrienti, anemia, e altre cose poco simpatiche possono essere una diretta conseguenza di un’alimentazione scorretta, e un trampolino di lancio per malattie piu’ gravi.

Un’altra cosa a cui stare attenti e’ che a seconda della dimensione, dell’attivita’ fisica svolta dal gatto, e di possibili altre esigenze (animali in fase di crescita, sovrappeso, vecchi, con problemi alle ossa, che ingeriscono troppo pelo, castrati ecc…), la quantita’ e il tipo di cibo da somministrare puo’ a sua volta variare. Non e’ raro, per esempio, che gatti casalinghi che semplicemente ci risultano piacevolmente rotondi, siano invece sovrappeso e abbiano il colesterolo alto. Gatti che sembrano totalmente normali possono avere problemi alla tiroide o avere le ossa deboli… Loro non parlano, e sono molto orgogliosi, quindi se i loro problemi non sono troppo gravi, non danno segno di esserne turbati. Un controllino, magari approfittando del richiamo della vaccinazione, o una visita dal veterinario per qualsiasi altra cosa, e’ semplice da fare; un esame del sangue, oltre a scongiurare il rischio del permanere di altri problemi al momento non visibili, puo’ darci un’idea ancora piu’ precisa delle sue eventuali esigenze specifiche.

Un’ultima cosa che ho notato e che mi lascia spesso perplessa e’ la scelta delle ciotole. E’ di conoscenza comune che le ciotole di plastica possono alterare un po’ il sapore del cibo. Le ciotole di alluminio o di ceramica sono quelle migliori, ma dobbiamo stare attenti anche a un fattore spesso ingiustamente ignorato: Ciotole molto profonde, come quelle dei cani, NON piacciono ai gatti! Infatti, per raggiungere il cibo sul fondo, specialmente negli angolini, devono fare movimenti piu’ o meno scomodi a seconda del loro muso e delle loro vibrisse, ed alcuni di loro arrivano ad esserne cosi’ infastiditi da avanzare il cibo ai lati. Questo spiega la “bizzarra” abitudine che hanno di chiederci cibo se la ciotola al centro e’ vuota. Nel caso fosse un’abitudine del tuo gatto, prova a prendere in considerazione una ciotola piu’ larga e bassa, come un piattino di ceramica, o se proprio ci piacciono i bordi alti, con i bordi laterali non troppo profondi e di diametro superiore a un piattino da caffe’.

Inoltre, e’ necessario sapere che ai gatti non piace l’acqua stagnante. E non fa bene l’acqua con alte quantita’ di calcare. E’ uno dei motivi per cui spesso preferiscono bere le gocce dal lavandino, l’acqua dal water, o da qualsiasi parte che NON sia la propria ciotola. Se non ci e’ possibile cambiare spesso l’acqua, e metterne di fresca e nuova, o notiamo che si formano troppo frequentemente sulla ciotola incrostazioni di calcare, bisognerebbe prendere in considerazione di prendere una di quelle ciotole “a fontanella”, che fanno girare l’acqua filtrandola e non lasciandola mai ferma. Ce ne sono tantissimi modelli in commercio, e’ facile trovarne una di proprio gusto.

Un’ultima raccomandazione sta nel tenere d’occhio le abitudini del proprio gatto, e agire di conseguenza: Non tutti i gatti si sanno regolare correttamente circa la quantita’ giusta di cibo da assumere: alcuni si abboffano e spazzolano tutto quello che vedono a prescindere dal loro fabbisogno, altri si regolano meglio, ma comunque esagerando con le dosi, altri ancora sembrano non avere MAI fame, e poi magari ad orari assurdi desiderano un cibo che non trovano. Alcuni hanno la tendenza a snobbare una tipologia di cibo, ma ne assumono comunque in piccole quantita’… Il modo di somministrare il cibo dovrebbe adattarsi alle loro peculiarita’, tenendo bene in mente che, comunque sia, il loro modo di alimentarsi dovrebbe rimanere il piu’ possibile equilibrato.

Nel caso risultasse scomodo, inoltre, trovare la marca e la varieta’ scelte per il cibo e per gli accessori nei supermercati, esistono siti da cui acquistare senza problemi, nei quali i prezzi del singolo elemento sono inferiori a quelli della grande distribuzione, e consegnano tutto rapidamente, a casa, anche al piano. Grazie a questa soluzione, fare scorte e’ quindi molto piu’ facile, e fare delle scelte di qualita’ pesa molto meno sul portafogli.

Pubblicato in No Category | Lascia un commento

Frush…

Cosi’, veloce, senza fare rumore, specialmente per chi e’ lontano fisicamente mentalmente e a livello situazionale.

Normalmente non mi fa effetto quando muore qualcuno. Ma quando qualcuno canta la precisissima, impressionante colonna sonora della tua adolescenza, e parte del nero che continua a mangiarti da dentro nella tua eta’ adulta, forse qualche reazione la strappa quando leggi che, a soli 41 anni, se ne va.

Resta quella reazione – non reazione che purtroppo questo genere di cose mi lasciano dentro. Che io conosca o meno la persona che muore, nel mio ordine di idee la morte e’ cosi’ normale che solo in certe circostanze mi disturba, o lascia una vera ferita.

Penso pero’ ai testi composti da Mike Shinoda e Chester Bennington, penso alla precisione di certe descrizioni, penso a quanto sia “giusto” il modo in cui sono state cantate. Una sensibilita’ di questo genere al malato, al subito, al ferito, non e’ comune come si penserebbe.

Chi ha questa sensibilita’, che fine fa, e perche’?

Perche’ c’e’ cosi’ poco aiuto, e questo mondo continua a dare a queste persone (e forse anche a me) la sensazione di non appartenervi mai del tutto, di essere messi in qualche angolo buio ad osservarlo, annaspando per mantenere le fondamenta del proprio angolino?

Quanto e’ facile pensare di essere stufi, e che questo tutto sommato non toglierebbe nulla di che al mondo, quando e’ cosi’… Che sia vero o no…

Pubblicato in No Category | Lascia un commento

Lettera al sig. Amore.

Questo e’ un commento che ho lasciato sotto “E l’amore guardò il tempo e rise” di Pirandello, sharata su facebook da mia madre. E’ una cosa che vorrei ricordarmi di piu’, quindi la ricopio qui.

 

Onorevole Sig. Amore,

La pregherei di smetterla di ridere e fare il suo dovere dall’altra parte della barricata, che Lei magari, egregissimo, non morira’, ma noi si ha una data di scadenza qui.

Giusto ieri stavo notando come tutti stiamo iniziando ad avere i capelli bianchi, anche fra le mie piu’ giovini frequentazioni (forse esclusa la piccola Nadia), e per quanto io sia abituata a frequentare persone assai piu’ vetuste della sottoscritta, non puo’ che farmi un pochino impressione.

Io posso mantener fede al suo ostinato sentimentalismo, ma talvolta gradirei che questo non sembrasse sempre uno sbaglio madornale.

Con rinnovata stima, sempre Vostra,

Diana.

 

Esattamente, gradirei non sembrasse uno sbaglio madornale. Sempre.

Mi piacerebbe che non ci fosse modo di dirmi “Secondo me questa persona ti sta solo facendo perdere tempo e forze”, e mi piacerebbe non pensare che tutto sommato hanno ragione.

Mi piacerebbe non pensare che chi mi circonda sembra incatenato a una serie di disturbi che non si dovrebbe tenere sul gobbo perche’ sono innamorati, ma che fossero evidentemente felici, trovassero soluzioni con i loro compagni, invece che creare o subire problemi creati dall’altro.

Son storie per bambini, quelle dell’amore felice? Ma io non credo, no, non credo.

Credo che serva un impegno che nessuno vuole dare, questo si. Una forma di intelligenza emotiva empatica che ci proietta verso l’altro, non ci chiude in noi, in un eterno “io, io, io, io”

Ogni tanto mi vedo fare questo sbaglio, so che ci posso e devo lavorare.

Ma vorrebbe la controparte?

… No.

Allora Sig. Amore, non ci fregare, dotaci di una controparte che ha almeno voglia di farsi lo sbattimento di uscire dalla sua “io io zone”. E non solo quando e se fa comodo farlo, e non solo in cerca di un applauso.

Mi spiace essere un po’ antiromantica, ma, altrimenti, non ne vale la pena. Se uno vuole compagnia e problemi, puo’ fare un figlio, puo’ adottarsi un cane.

Pubblicato in No Category | Lascia un commento

Sogno strano.

Oggi ho fatto un sogno strano, un negozio andato via da tempo, ma spesso presente nella mia concezione onirica di “futuro”, un coinquilino che ama starmi fra i piedi per diversi motivi, ma sempre a una debita distanza perche’ nessuno si renda conto che e’ in mia compagnia. Un tizio di una banca che mi chiedeva 15 euro per depositare dei soldi, e 5 euro extra se volevo pagare quei 15 euro in contanti, facendosi fanculizzare da me in grandissima carriera.

E dolci buonissimi di cui non sentivo il sapore, in locali strani.

Ieri ho dato ampio sfoggio della mia sfiducia, e di quanto riesca a crescere man mano che le situazioni restano poco chiare.

In qualche modo penso che parte di questo sogno sia correlata, se non altro perche’ quella sensazione di eterno irrisolto mi accompagnava anche li’. Mi cambia un po’ troppo il piano da sotto il culo, e per quanto entro un certo limite sia normale, sta iniziando a diventare stressante.

Spero che almeno i piani che dico io non debbano modificarsi.

Pubblicato in No Category | Lascia un commento

Manualetto per i clienti di chi offre servizi domestici

professional-pet-sitter-week-6

Sono sicura che certe cose non andrebbero neanche dette, se molte persone non avessero il vizio di considerare chi gli viene in casa come “l’omino che fa questo e quello” anziche’ un essere umano. Tuttavia questa cosa spesso viene dimenticata, quindi eccoci qua, con sette regolette di semplice rispetto da mettere nero su bianco quando si ha a che fare con Pet sitter, Baby sitter, collaboratori domestici, badanti, e quant’altro.

 

  1. ORGANIZZAZIONE: Noi offriamo un servizio, ma abbiamo anche una vita, e molto spesso voi non siete i nostri unici clienti. Inoltre, non abbiamo il dono del teletrasporto, quindi quando offriamo un servizio nell’arco di una citta’, dobbiamo mettere in conto spostamenti, e ovviamente, anche gli altri nostri appuntamenti. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che non ve ne dovreste MAI uscire con assurdita’ tipo “non e’ che puoi venire oggi pomeriggio?”, perche’ oggettivamente mettete la persona in difficolta’. A meno che non sia gia’ stato pattuito con chi vi offre il servizio (tipo, alcuni baby sitter che offrono servizi serali permettono questo genere di atteggiamento “a chiamata”), la cosa, per quanto l’urgenza fosse imprevista sul serio, da sempre un po’ l’aria di dare per scontato che uno sia sempre e solo li’ per te. Evitare a tutti i costi! Serve sempre qualche giorno di preavviso, e questo vale anche per le cancellazioni. Un “Senti oggi non venire che…” molto spesso lascia un buco che poteva essere riempito diversamente, e’ una perdita di denaro, e per lo stesso motivo i “pacchi” senza preavviso a loro volta sono gravissimi. Nessuno gradisce scherzi come arrivare li’ e non trovare nessuno… Inoltre, quando ci assumete, ogni lato del nostro mestiere andrebbe pattuito, organizzato, discusso, e sistemato a tavolino. Essere dei clienti disorganizzati e poco interessati equivale ad essere dei clienti inaffidabili, il che molto spesso ci spinge a preferire altre persone, o interrompere o rifiutare direttamente il rapporto di lavoro.
  2. PARLARE: Il fatto che sappiamo occuparci di alcune cose in casa, non ci da il dono della telepatia. Molto spesso, fra l’altro, ci teniamo a fare un buon lavoro, e ci piacerebbe che ci venisse indicato come, anche perche’ si tratta di una possibilita’ di correggere un eventuale tiro storto anziche’ venir sostituiti come delle macchine. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che se per qualche motivo non siete soddisfatti di qualcosa, dovreste dirlo. Se avete un modo di fare le cose che non corrisponde a quello che usiamo noi, dovreste dirlo. Se ci escludete da un servizio (come puo’ essere stirare, o qualsivoglia altra cosa) perche’ ritenete che non sia il nostro forte, dovreste dirlo. Magari con cortesia, ma ditelo, perche’ ci aiuta a focalizzarci su quello che dovremmo migliorare.
  3. IMPREVISTI: Gli imprevisti capitano a tutti, non soltanto a voi. Nessuno ha il dono, purtroppo, del teletrasporto, che sarebbe molto utile in questi casi, ma resta piacevolmente fantascientifico. Fra l’altro molto spesso visite mediche urgenti, problemi di famiglia, guasti a mezzi di trasporto o malattie non stanno a tener conto della nostra tabella di marcia. Cosa vuol dire questo? Mancata puntualita’, o una giornata che salta, sono cose che possono succedere, specialmente nei servizi a lungo termine. Sempre perche’ siamo esseri umani entrambi, finche’ il fenomeno e’ abbastanza marginale, e il tempo viene prontamente recuperato, questa cosa non deve diventare un dramma, e bisogna avere delle soluzioni pronte nel caso questo dovesse accadere. Nel caso dei baby sitter e dei badanti, e’ sempre buona norma avere un parente, un recapito, o un altro professionista che puo’ subentrare nei giorni in cui ci possono essere problemi con il primo, e la cosa non deve essere vista come una mancanza di professionalita’, al pari di come un vostro imprevisto per recarvi in ufficio non la e’, e sbaglia il capo che la considera una mancanza. Chiaro che se la cosa dovesse diventare troppo frequente, allora forse chi offre il servizio dovrebbe interrogarsi sull’effettiva possibilita’ di continuare il rapporto di lavoro.
  4. RISPETTO: Per quanto voi ci paghiate per farlo (e francamente spesso poco rispetto alla mole di lavoro, per amicizia, necessita’ o gentilezza), siamo pur sempre delle persone che si occupano di quello che, per qualsiasi motivo del mondo, voi non fate. Il tempo che noi impieghiamo a fare qualsiasi cosa voi ci abbiate assunti per fare, e’ tutto tempo che voi non dovete spendere, ed energie, tante energie, che voi non dovete consumare. E’ bene tenerlo a mente sempre, noi non abbiamo una bacchetta magica che fa sparire i problemi di casa vostra, anche se ci piacerebbe. Li facciamo sparire sgobbando. Cosa vuol dire questo? Se per caso la mole di lavoro per la giornata e’ stata piu’ alta del solito e qualcosa e’ rimasto da fare, forse sarebbe il caso di considerare cosa e’ stato fatto nel frattempo, anziche’ rognare perche’ c’e’ quella singola cosa che e’ rimasta da fare, per esempio. Un grazie, oltre alle critiche, o un plauso per un buon lavoro, anche, a volte, sono dei bonus non indifferenti. Evitare di spersonalizzare chi ti fa un servizio, specialmente a lungo termine, e’ un altro buon bonus. Due parole quando ci si incrocia, un caffe’, comportarsi come chi ha a che fare con un essere umano che conosce, e’ un buon atteggiamento. Al contrario e’ un atteggiamento cafone ed ignorante ridurre la persona a quei dettagli che vedi o non vedi per casa.
  5. PAGAMENTO: A seconda di quel che si pattuisce, entrambe le parti devono stare ai patti sui pagamenti, e non tardare e non cercare di trattare sul prezzo se non ci sono motivi PIU’ CHE VALIDI per farlo. Per noi, molto spesso, i soldi che vi chiediamo sono il nostro pasto, non e’ una cosa da sottovalutare. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che “ti pago la prossima volta” e’ sempre un problema, anche quando vi diciamo di no. Ed anche “devo abbassarti lo stipendio” e’ molto spesso un problema GROSSO, perche’ noi stabiliamo un prezzo in base alle nostre spese. E se un professionista vi chiede un anticipo, puo’ essere per un’emergenza, ma deve essere un caso assolutamente isolato, cosi’ come anche un eventuale aumento di prezzo. Non e’ che uno per un servizio puo’ partire offrendosi a 6 euro all’ora ed arrivare a 25 nel tempo, a meno che i 6 euro all’ora non fossero dichiaratamente un prezzo di favore temporaneo. Da entrambe le parti, si e’ stabilito un patto, e questo deve essere rispettato.
  6. MATERIALE: Molto spesso, quando ci assumete, noi chiediamo di trovare in casa una serie di cose, e ci aspettiamo che questo succeda, non a nostro carico, perche’ e’ il minimo indispensabile che ci serve per svolgere la nostra mansione. Nessuno puo’ pulire la casa con “un pizzico di magia”, nessuno puo’ creare dalle vostre piante le medicine per il nonno, e nessuno puo’ dare da mangiare agli animali e ai bambini uno stufato d’aria fritta. Andare a comprare queste cose non rientra nelle mansioni per cui ci state pagando, cosi’ come non ci si aspetta da un operatore del muletto che si porti il muletto da casa, o vada a comperarlo per l’azienda… Cosa vuol dire questo? Vuol dire che se per caso bisogna andare al supermercato o in farmacia a prendere qualcosa, i soldi per quel qualcosa devono essere gia’ pronti sul tavolo, e il tempo impiegato ad andare al supermercato deve essere contato come orario di lavoro, quindi aggiunto al totale delle ore passate ad occuparci del resto. In caso contrario, se la cosa dovesse mancare, ci arrangeremmo con quel che c’e’ oppure non svolgeremmo la mansione. Semplice e lineare.
  7. GIA’ CHE CI SEI: Noi siamo stati assunti per svolgere una mansione specifica. Il nostro prezzo e’ riferito a quella mansione. Se avessimo voluto, o fossimo capaci, o avremmo avuto il tempo materiale di fare altre cose per voi, l’avremmo offerto, e se a voi servisse, dovreste chiedere di rivedere i patti. Cosa vuol dire questo?  Che dovreste retribuirci qualsiasi cosa voi vi aspettiate che facciamo extra oltre il nostro lavoro. Tipo, davvero. Se paghi un baby sitter per fare il baby sitter, e poi vuoi che ti sistemi la casa, dovresti pagarlo anche per i lavori che ti fa in casa. Se poi da a tuo figlio ripetizioni, dovresti pagargli anche le ripetizioni. Se poi bada pure al cane, dovresti pagargli il lavoro di dog sitter. O un badante che “gia’ che c’e’ ” cura pure le piante, pulisce tutto va a fare la spesa, cucina, fa e disfa e tira fuori conigli dal cappello, sicuramente andra’ pagato quel tanto in piu’ di uno che semplicemente sta dietro alle lune del vostro anziano. Se la pet sitter bagna le piante e resta a badare alla casa, dovreste darle un extra rispetto a quanto ha chiesto semplicemente per curare l’animale. E via dicendo. “Gia’ che ci sei, non potresti fare anche questo?” Si, naturalmente, ma non gratis. Non e’ neanche tanto carino aspettarselo. Fuori dai patti iniziali, tutto ha un costo. E vi fa un favore non indifferente chi non ve lo chiede, un favore che ha tutto il diritto di ritirare in qualsiasi momento, tenetelo sempre a mente.
Pubblicato in No Category | Lascia un commento

Per quanto difficile…

Oggi e’ il compleanno di una persona che, ogni volta che “vedo”, mi fa sentire agitata. In senso positivo, assolutamente positivo.

Uno di quegli amori tossici come una batteria, dai quali ci si allontana perche’ impossibili per diverse e validissime ragioni. Eppure, quanto ci si puo’ aspettare di allontanarsi da un amore, per quanto assurdo e palesemente incorrisposto?

La stanchezza, si, la stanchezza a volte si porta via certe situazioni, confinandole nel passato. Eppure so che se lo vedessi sarei cosi’ agitata che il mio inglese sarebbe incomprensibile, ed investita da tutti quegli stessi sentimenti contrastanti che avevo quando facevo di tutto per esserci per lui.

Lui che e’ speciale, come e piu’ di una di quelle stelle che lui tanto ammira, che pero’ nessuno ha ancora reso celebre.

Per quanto difficile il suo carattere fosse, e nociva per lui questa mancanza totale di autostima, ogni volta che il suo essere furbo, dolce e buono salta fuori dai suoi tentativi di dimostrarsi figo, spietato e forte, io so che parte di me lo ama ancora, e dice dentro di se il suo nome, come se fosse una specie di incantesimo.

E non e’ colpa sua se e’ bello, anche fuori, ma non ama per niente che questo sia quello che attira di piu’ l’attenzione, inacidendolo da morire. Non era neanche colpa mia quando succedeva a me.

A volte ho paura, ho paura di tornare a vedere gli altri come persone che parlano a vanvera quando dicono di apprezzarmi.

Chissa’ cosa avra’ pensato del mio affetto per lui, un affetto cosi’ lontano da non poterlo neanche prendere in considerazione…

Pubblicato in No Category | Lascia un commento